17 Giugno, 2026

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Dicastero per i Testi Legislativi

Il suo compito principale è quello di aggiornare i testi dei due Codici, quello latino e quello orientale, ovvero il nucleo della legislazione universale della Chiesa. Svolge questa funzione interpretando i testi dubbi e, ove opportuno, proponendo al Papa modifiche o aggiunte ai canoni

Dicastero per i Testi Legislativi

Come afferma un principio giuridico, la legge segue la vita. Il Dicastero per i Testi Legislativi, in particolare, promuove e diffonde all’interno della Chiesa la conoscenza e l’accettazione del diritto canonico della Chiesa latina e di quello delle Chiese orientali, e offre assistenza per la sua corretta applicazione. Il Prefetto è l’Arcivescovo Filippo Iannone; il Segretario è l’Arcivescovo Juan Ignacio Arrieta Ochoa de Chinchetru.

Competenze

Il Dicastero per i Testi Legislativi svolge le sue funzioni principalmente al servizio del Papa, sommo legislatore. Come richiamato nella Costituzione Apostolica  “Praedicate Evangelium “, è compito di questo Dicastero formulare l’interpretazione autentica delle leggi della Chiesa, specificamente approvata dal Pontefice, dopo aver consultato, per le questioni di maggiore importanza, le istituzioni curiali e gli uffici della Curia Romana competenti in materia.

Il Dicastero, studiando la legislazione vigente della Chiesa latina e delle Chiese orientali, e in risposta alle richieste che riceve in merito alla prassi ecclesiale, esamina l’eventuale presenza di  lacune legislative  e presenta al Papa proposte adeguate per colmarle. Questo organo è in contatto con le diverse autorità ecclesiastiche, in particolare con i Dicasteri della Curia Romana e le Conferenze Episcopali, al fine di individuare la necessità di eventuali modifiche alle norme o di ricevere suggerimenti. Particolare attenzione è dedicata anche alla corretta prassi canonica, affinché il diritto canonico sia correttamente compreso e applicato.

Note storiche

Il Dicastero per i Testi Legislativi nacque nel contesto della codificazione canonica del 1917. In quell’anno, con il Motu Proprio  Cum iuris canonici , Benedetto XV istituì la Pontificia Commissione per l’autentica interpretazione del Codice di Diritto Canonico.

«Seguendo l’esempio dei nostri predecessori, che affidarono l’interpretazione dei decreti del Concilio di Trento a un’assemblea speciale di cardinali padri —si legge in questo documento—, istituiamo un Concilio, o Commissione, che avrà il diritto esclusivo di pronunciarsi sull’interpretazione autentica dei canoni del Codice».

  • 1963:  Giovanni XXIII istituì la Pontificia Commissione per la revisione del Codice di Diritto Canonico, al fine di preparare, alla luce dei decreti del Concilio Vaticano II, la riforma del Codice promulgato da Benedetto XV.
  • 1967:  Paolo VI istituisce la Pontificia Commissione per l’Interpretazione dei Decreti del Concilio Vaticano II.
  • 1984:  Giovanni Paolo II, con il Motu Proprio  Recognito Iuris Canonici Codice  del 2 gennaio, istituì la Pontificia Commissione per l’autentica interpretazione del Codice di Diritto Canonico.
  • 1988:  Con la Costituzione Apostolica  Pastor Bonus  del 28 giugno, la Commissione si trasformò in Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, con competenze più ampie e articolate.
  • 2022:  Con la Costituzione Apostolica  Praedicate Evangelium , promulgata il 5 giugno (che ha abrogato  il Pastor Bonus ), il Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi diventa il  Dicastero per i Testi Legislativi .

Legge, misericordia e carità

Le competenze richieste a chi lavora in questo Dicastero sono legate al campo giuridico. È necessario un titolo accademico in Diritto Canonico, nonché una certa conoscenza delle lingue moderne, oltre al latino, per poter gestire le richieste di consulenza provenienti da diversi paesi. Generalmente, i funzionari che entrano a far parte del Dicastero hanno già una notevole esperienza in questo ambito della vita ecclesiale, avendo svolto ministeri nelle loro diocesi o istituti (se religiosi) che presuppongono la conoscenza del Diritto Canonico.

Oltre alle competenze tecniche, è necessaria anche una prospettiva specifica. Promuovere la conoscenza del Diritto Canonico significa, soprattutto, comprendere che esso si differenzia dagli altri ordinamenti giuridici: si fonda, infatti, sul diritto naturale e sul diritto divino, che rappresentano in ultima analisi i parametri di giustizia che l’autorità ecclesiastica deve rispettare.

Pertanto, il diritto canonico concede alle autorità tutti gli strumenti necessari per adattare il rigore e le esigenze della legge alla giustizia nel caso specifico. E, soprattutto, il diritto canonico è animato da una costante esortazione:  non dimenticare le esigenze della carità e della misericordia nell’applicazione della legge . Come sottolinea san Tommaso d’Aquino:

“La misericordia senza giustizia è madre della dissoluzione; la giustizia senza misericordia è crudeltà.”

(Traduzione realizzata mantenendo la fedeltà al testo originale pubblicato su  Vatican News  )

  1. Segreteria di Stato
  2. Dicastero per la Dottrina della Fede
  3. Dicastero per i Vescovi
  4. Dicastero per il Clero
  5. Dicastero per il Servizio della Carità
  6. Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e la Società di Vita Apostolica
  7. Dicastero per le Cause dei Santi
  8. Il Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani
  9. Dicastero per il dialogo interreligioso
  10. Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale
  11. Dicastero per la Comunicazione
  12. Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita
  13. Dicastero per le Chiese Orientali
  14. Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti
  15. Dicastero per l’Evangelizzazione
  16. Dicastero per la Cultura e l’Educazione
  17. La Biblioteca Apostolica e l’Archivio Apostolico
  18. Dicastero per i Testi Legislativi

Exaudi Redazione

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