26 Aprile, 2026

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Svastica sulla bara, la condanna del Vicariato

Durissima nota per un gesto avvenuto all’esterno di una parrocchia romana: "strumentalizzazione ideologica e violenta”

Svastica sulla bara, la condanna del Vicariato
Il Vicariato di Roma (C) Diocesi di Roma

Un funerale che ha sollevato polemiche e indignazione. E dal quale il Vicariato, dopo i sacerdoti della parrocchia che hanno celebrato le esequie, prende le distanze senza se e senza ma. Come afferma una nota, infatti, “il Vicariato di Roma deplora con fermezza quanto accaduto ieri, davanti alla parrocchia di Santa Lucia, alla totale insaputa del parroco don Alessandro Zenobbi e di tutto il clero parrocchiale, al termine della celebrazione di un funerale, avvenuta senza alcun segno o manifestazione che facesse presagire ciò che è accaduto subito dopo”. Il rito funebre era quello di Alessia “Tungsy” Augello, deceduta a 44 anni. La bara, all’esterno della parrocchia, è stata coperta da una bandiera con la svastica.

Svastica inconciliabile col cristianesimo

Il Vicariato ricostruisce così i fatti: “Il giorno lunedì 10 gennaio alle ore 14.30, nella parrocchia di Santa Lucia (via omonima, nei pressi di piazzale Clodio) è stato celebrato un rito delle esequie; alla fine, all’esterno della chiesa parrocchiale, un gruppo di persone ha coperto la bara con una bandiera con la svastica nazista – simbolo orrendo inconciliabile con il cristianesimo – e intonato grida e compiuto gesti riconducibili a tale ideologia estremista. La strumentalizzazione ideologica e violenta, ancor più quella che segue un atto di culto e in prossimità di un luogo sacro, per la comunità ecclesiale di Roma e per tutti gli uomini di buona volontà della nostra città rimane grave, offensivo e inaccettabile”.

La tristezza del parroco

Nello stesso pomeriggio di lunedì “è arrivata la presa di distanza da parte della parrocchia, che il Vicariato di Roma conferma. «Quanto si è verificato all’esterno della chiesa – scrive don Zenobbi – è avvenuto senza nessuna autorizzazione né del parroco né del sacerdote celebrante, entrambi all’oscuro di quanto stava per accadere. A tale proposito intendiamo esprimere la nostra profonda tristezza, delusione e disappunto per quanto si è verificato prendendo le distanze da ogni parola, gesto e simbolo utilizzati all’esterno della chiesa, riconducibili a ideologie estremiste lontane dal messaggio del Vangelo di Cristo».

Educare a disinnescare l’odio

La diocesi di Roma, nelle sue tante componenti ecclesiali, lavora da tempo con dedizione per formare, educare e così disattivare ogni meccanismo di odio, di contrapposizione, di tentazione violenta ideologica e discriminatoria. Assicuriamo l’impegno della nostra comunità cristiana nella preghiera per l’anima della defunta e nella vicinanza ai suoi familiari, che vivono il dolore del distacco terreno.

Exaudi Redazione

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