02 Maggio, 2026

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Trasfigurazione del Signore: “Quanto è bello essere qui”

La vera felicità in questo mondo ha un solo nome: Gesù

Trasfigurazione del Signore: “Quanto è bello essere qui”
Ilustración sobre la Transfiguración

Il sacerdote Fernando Luján offre questo articolo sulla festa della Trasfigurazione del Signore, celebrata oggi, 6 agosto.

San Josemaría Escrivá disse una volta: «La felicità del cielo è per coloro che sanno essere felici sulla terra». La festa della Trasfigurazione del Signore è, prima di tutto, una festa del cielo.

Il Vangelo che racconta questo evento mostra come Gesù, accompagnato da tre dei suoi discepoli amati – Pietro, Giacomo e Giovanni – salì sul monte Tabor per rivelarsi loro in forma trasfigurata, o, in altre parole, per dare loro un assaggio della gloria del cielo, prima di subire la sua Passione.

La chiave per comprendere questa visione sta nel fatto che Cristo ha voluto anticipare ciò che sarebbe avvenuto dopo la sua morte, per far capire che la Croce non è il fine ultimo, ma piuttosto il mezzo per raggiungere quella trasfigurazione, la via verso quella glorificazione, il canale attraverso il quale si raggiunge e si gode il cielo.

Questo è esattamente ciò che videro quei discepoli. Per questo San Pietro dirà: «…non ci siamo basati su favole, ma siamo stati testimoni oculari della sua maestà. Egli ricevette onore e gloria da Dio Padre, quando la voce dell’Altissimo gli rivolse: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto». Questa voce noi l’abbiamo udita dal cielo mentre eravamo con lui sul santo monte» (2 Pt 1,16-19).

In questo modo, Gesù ci dice anche che le battute d’arresto, le avversità e le croci sono la via più diretta per arrivare al cielo.

Come direbbe Santa Teresa di Gesù: «Nella Croce c’è vita e consolazione, ed essa sola è la via per il cielo».

Il Signore ci dona, d’altra parte, la speranza che un giorno saremo trasfigurati, glorificati e parteciperemo alla sua gloria. È necessario, quindi, riempirci di Lui in questo mondo, cercare il nostro monte, contemplarlo, cercarlo con tutto il cuore, e potremo scoprire cosa ci aspetta, cosa ci è promesso. Come direbbe Papa Benedetto XVI: «Il Vangelo non è solo una comunicazione di cose che si possono sapere, ma una comunicazione che porta fatti e cambia la vita. La porta oscura del tempo, del futuro, si è spalancata. Chi ha speranza vive diversamente; una vita nuova gli è stata donata» (Spe salvi, 2).

I discepoli salirono sul monte, Lo incontrarono, ma poi ridiscesero. Anche noi siamo chiamati a scoprilo non solo negli eventi più o meno forti della nostra esperienza personale, ma anche nella vita ordinaria e quotidiana. Come abbiamo detto all’inizio, siamo chiamati a raggiungere la felicità del cielo, sapendo che non è lontana dalla felicità di questo mondo. La vera felicità in questo mondo ha un solo nome: Gesù Cristo.

Fernando Luján

Nacido en Pozoblanco, Córdoba, España, en 1990 y ordenado sacerdote el 25 de junio de 2016. Licenciado en Derecho Canónico por la Universidad de San Dámaso de Madrid. Defensor del vínculo y Promotor de justicia del Tribunal Eclesiástico de Córdoba. Párroco de Santa Marina de Aguas Santas de Villafranca de Córdoba. Capellán del Colegio Ntra. Sra. de la Piedad, de las Hijas del Patrocinio de María de Córdoba.