Psicologia e fede possono coesistere
La psicologa Elena Calleja spiega come integra la psicologia con la vita spirituale, mette in guardia dal rischio di ridurre tutto alla salute mentale o alla religione e promuove una visione olistica della persona
In un nuovo episodio del podcast Rebeldes , la psicologa Elena Calleja condivide la sua esperienza personale e professionale nell’interpretazione della psicologia attraverso la lente della fede cattolica. Durante la conversazione, riflette sull’importanza di integrare le dimensioni psicologica, fisica e spirituale della persona, senza ridurre la realtà umana a un’unica spiegazione.
Una psicologa che non separa la fede dalla sua professione.
Elena Calleja spiega che, da quando ha aperto il suo account sui social media, ha deciso di parlare di Dio apertamente e in modo naturale. Dice di non riuscire a immaginare la sua vita o il suo lavoro senza la presenza di Dio.
Cresciuta in una famiglia cattolica, ammette di essersi allontanata dalla fede durante l’adolescenza, un periodo che identifica come particolarmente infelice. In seguito, un ritiro Hakuna ha segnato una svolta nella sua vita spirituale e personale.
Da allora, dice che, nonostante abbia attraversato momenti difficili, non ha mai più provato la stessa mancanza di significato che aveva sperimentato prima di quell’incontro con Dio.
La sensibilità come dono
La psicologa spiega di essere stata una persona particolarmente sensibile fin da piccola, una caratteristica che ha influenzato la sua decisione di studiare psicologia.
Durante la conversazione, distingue tra sensibilità, che considera un dono utile per la sua professione, e disturbo emotivo. Per lei, la chiave sta nell’imparare a gestire le emozioni senza reprimerle e nel mettere tale sensibilità al servizio degli altri.
Sottolinea inoltre l’importanza di trattarsi con tenerezza e di imparare a reindirizzare gli stati emotivi senza esserne sopraffatti.
Psicologia e spiritualità non sono incompatibili.
Uno dei temi principali del dialogo ruota attorno al rapporto tra psicologia e vita spirituale.
Elena sostiene che la psicologia studia il funzionamento della mente e del comportamento, ma crede che una comprensione completa della persona debba tenere conto anche della dimensione spirituale.
Nella sua pratica, quando un paziente religioso desidera integrare la propria fede nel processo terapeutico, lo fa in modo naturale. Nel caso dei non credenti, cerca di comprendere il loro sistema di credenze per capire meglio come affrontano la vita e la sofferenza.
Prendersi cura di tutte le dimensioni della persona
Nel corso dell’intervista, viene sottolineato come il benessere umano richieda un’assistenza completa.
Per Elena, prendersi cura del corpo, della mente, dell’anima e della vita spirituale sono tutti elementi di un unico processo. Spiega che considerare il corpo come un dono e un tempio aiuta anche a valorizzarlo e proteggerlo.
Allo stesso modo, ricorda che fare esercizio fisico, riposare a sufficienza, mangiare bene o consultare un professionista quando necessario fanno anch’essi parte della cura di sé.
I rischi dello psicologismo
Uno dei temi centrali dell’episodio è il pericolo di considerare la psicologia come l’unica spiegazione della vita umana.
Durante la conversazione, viene lanciato un monito contro il cosiddetto “psicologismo”, una visione che cerca di spiegare tutti i problemi esclusivamente dal punto di vista di traumi, emozioni o ferite personali.
Secondo Elena, comprendere l’origine di un problema psicologico può essere utile, ma non è sufficiente a colmare il profondo vuoto di una persona. Afferma che nessuna teoria psicologica può sostituire il significato ultimo fornito dalla dimensione spirituale.
Il pericolo opposto: lo spiritualismo
Il podcast affronta anche l’estremo opposto: la convinzione che tutti i problemi psicologici possano essere risolti esclusivamente attraverso pratiche religiose.
I partecipanti osservano che una persona affetta da ansia, depressione o altri disturbi potrebbe aver bisogno di cure mediche, psicologiche o psichiatriche, oltre che di una vita spirituale.
Per Elena, confidare in Dio non significa rifiutare l’aiuto professionale, ma comprendere che entrambe le dimensioni possono completarsi a vicenda.
L’analogia del pianoforte scordato
Uno degli esempi più eclatanti emersi dalla conversazione paragona la persona a un pianista e al suo strumento.
Se un pianoforte è scordato o mancano dei tasti, il problema non risiede nel musicista, ma nello strumento. Allo stesso modo, uno psicologo aiuta ad “accordare il pianoforte”, mentre la guida spirituale conduce la persona a vivere secondo la volontà di Dio.
L’immagine serve a spiegare che la grazia non elimina la necessità di prendersi cura della natura umana, ma ne è piuttosto parte integrante.
La terapia come forma di supporto
Elena riconosce che gli psicologi spesso si sentono sotto pressione per offrire risposte immediate, sebbene con l’esperienza abbia scoperto che il supporto e l’ascolto sono solitamente più importanti della ricerca di soluzioni rapide.
Afferma inoltre di evitare di dare consigli preconfezionati ai suoi pazienti, preferendo offrire indicazioni su cui ciascuno possa riflettere e discernere liberamente.
Impara anche dai pazienti
La psicologa afferma che il suo lavoro le ha permesso di scoprire numerose testimonianze di fede e speranza.
Ricorda in particolare il caso di una donna che ha attraversato una grave crisi matrimoniale a seguito di un tradimento. Nonostante la sofferenza, questa paziente ha mantenuto una profonda fede nell’opera di Dio nella sua vita, un atteggiamento che alla fine è diventato una lezione anche per la terapeuta stessa.
Una visione integrata della persona
Nel corso dell’episodio, viene sottolineato come la salute mentale, la cura della salute fisica e la vita spirituale non debbano essere in conflitto tra loro.
La persona ha bisogno di essere curata in tutte le sue dimensioni. La psicologia offre strumenti preziosi per comprendere e trattare la sofferenza umana, mentre la vita spirituale fornisce l’orizzonte di significato che, secondo i partecipanti, non può essere sostituito da alcuna spiegazione esclusivamente psicologica.
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