Papa Leone XIV avverte: “L’intelligenza artificiale non può eclissare il volto umano in medicina”
In un messaggio, il Papa esorta a dare priorità alla dignità e alle relazioni personali di fronte ai progressi tecnologici in ambito sanitario
Alla vigilia del Congresso internazionale “IA e medicina: la sfida della dignità umana” che inizia oggi a Roma, Papa Leone XIV ha lanciato un messaggio forte: l’intelligenza artificiale deve essere al servizio dell’essere umano e non sostituire mai il legame personale tra medico e paziente.
«Interagiamo con le macchine come se fossero interlocutori e diventiamo quasi una loro estensione», denuncia il Papa, mettendo in guardia dal rischio di «dimenticare ciò che è veramente umano».
Il testo, datato 7 novembre, riconosce i “significativi benefici” della tecnologia in ambito sanitario, ma osserva che gli strumenti attuali “sono ancora più potenti” e possono generare “un effetto devastante” se utilizzati per scopi anti-umani.
Punti chiave del messaggio papale:
- La dignità umana è “ontologica” e non negoziabile.
- Gli operatori sanitari sono i “guardiani della vita” nelle sue fasi più vulnerabili.
- L’intelligenza artificiale dovrebbe migliorare, e non erodere, il rapporto medico-paziente.
- Di fronte ai “vasti interessi economici” in gioco, è urgentemente necessaria una collaborazione globale.
Leone XIV benedice il congresso – con relatori provenienti da tutti i continenti – e chiede che i suoi frutti vadano a beneficio “delle tante persone” che dipendono da una medicina più umana ed etica.
Testo completo del messaggio tradotto in spagnolo
MESSAGGIO DI SUA SANTITÀ PAPA LEONE XIV AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO INTERNAZIONALE DELLA PONTIFICIA ACCADEMIA PER LA VITA: “IA E MEDICINA: LA SFIDA DELLA DIGNITÀ UMANA”
[Pontificium Institutum Patristicum Augustinianum, 10-12 novembre 2025]
Rivolgo i miei saluti di preghiera a tutti i partecipanti al Congresso Internazionale intitolato “IA e Medicina: la sfida della dignità umana”. In particolare, desidero esprimere la mia gratitudine e il mio apprezzamento per il tema che avete scelto di trattare. La rivoluzione digitale sta giocando un ruolo centrale nel plasmare quello che Papa Francesco ha definito un “cambiamento epocale”. Stiamo attualmente assistendo a un’epoca di nuovi progressi tecnologici paragonabili per certi aspetti alla Rivoluzione Industriale, ma più pervasivi. Influenzano fortemente il nostro modo di pensare, alterando la nostra comprensione delle situazioni e il modo in cui percepiamo noi stessi e gli altri. Ora interagiamo con le macchine come se fossero interlocutori, diventando quasi una loro estensione. In questo senso, non solo rischiamo di perdere di vista i volti delle persone che ci circondano, ma anche di dimenticare come riconoscere e valorizzare tutto ciò che è veramente umano.
Non c’è dubbio che lo sviluppo tecnologico abbia portato, e continui a portare, benefici significativi all’umanità, in particolare nei campi della medicina e della salute. Per garantire un vero progresso, è imperativo che la dignità umana e il bene comune rimangano priorità assolute per tutti, sia singoli individui che enti pubblici. È facile riconoscere il potenziale distruttivo della tecnologia e persino della ricerca medica quando vengono messe al servizio di ideologie anti-umane. A questo proposito, gli eventi storici servono da monito: gli strumenti a nostra disposizione oggi sono ancora più potenti e possono produrre un effetto ancora più devastante sulla vita degli individui e delle nazioni. Tuttavia, se sfruttati e posti al vero servizio della persona umana, questi effetti possono anche essere trasformativi e benefici.
In questa prospettiva, considero di grande importanza il vostro impegno nell’esplorare le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale (IA) in medicina. La fragilità della condizione umana è spesso evidente nel campo della medicina, ma non dobbiamo mai dimenticare la «dignità ontologica che appartiene alla persona in quanto tale, per il solo fatto di esistere ed essere voluta, creata e amata da Dio» (Dichiarazione Dignitas Infinita , 7). Proprio per questo, «gli operatori sanitari hanno la vocazione e la responsabilità di essere custodi e servitori della vita umana», soprattutto nelle sue fasi più vulnerabili (Nota Antiqua et Nova, 71). Lo stesso si può dire di coloro che sono responsabili dell’uso dell’IA in questo campo. Infatti, quanto maggiore è la fragilità della vita umana, tanto maggiore è la nobiltà richiesta a coloro a cui è affidata la sua cura.
L’obiettivo di fornire assistenza agli individui sottolinea la natura insostituibile delle relazioni umane in questo contesto. La professionalità medica, infatti, richiede non solo le necessarie competenze specifiche, ma anche la capacità di comunicare e relazionarsi con gli altri. Non può mai ridursi alla mera risoluzione di un problema. Allo stesso modo, i dispositivi tecnologici non dovrebbero mai sminuire il rapporto personale tra pazienti e operatori sanitari. Infatti, se l’intelligenza artificiale deve essere al servizio della dignità umana e dell’efficace erogazione dell’assistenza sanitaria, dobbiamo garantire che migliori realmente sia le relazioni interpersonali sia l’assistenza fornita.
Considerati gli enormi interessi economici spesso in gioco nei campi della medicina e della tecnologia, e la conseguente lotta per il controllo, è essenziale promuovere un’ampia collaborazione tra tutti coloro che lavorano nel settore sanitario e politico, che si estenda ben oltre i confini nazionali. Per questo motivo, sono lieto di sapere che relatori provenienti da diversi continenti e background sono presenti alla vostra Conferenza.
Con questi sentimenti, sappiate, cari amici, della mia preghiera affinché questa Conferenza porti frutti abbondanti per voi, per i vostri colleghi e per le tante persone che beneficeranno del vostro impegno competente e generoso. Vi ringrazio tutti e invoco su di voi e sulle vostre famiglie la benedizione di Dio Onnipotente.
Dal Vaticano, 7 novembre 2025.
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