14 Aprile, 2026

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Il Papa ritorna ad Annaba come figlio di Sant’Agostino: un viaggio di fede, memoria e Provvidenza

Leone XIV riscopre il suo legame personale con il santo nell'antica Ippona, nel secondo giorno della sua visita in Algeria

Il Papa ritorna ad Annaba come figlio di Sant’Agostino: un viaggio di fede, memoria e Provvidenza

Annaba, l’antica città romana di Ippona, è stata ancora una volta teatro di un incontro carico di emozione spirituale il 14 aprile 2026. Papa Leone XIV vi giunse da Algeri per ripercorrere gli stessi luoghi in cui Sant’Agostino aveva svolto il suo ministero per 34 anni. Non arrivò come un pontefice distante, ma come colui che si riconosce esplicitamente come “figlio spirituale” del grande Dottore della Chiesa.

Lo stesso Papa lo ha ricordato con parole piene di gratitudine: «Sapete che, come figlio spirituale di Sant’Agostino, sono già venuto ad Annaba due volte, nel 2004 e nel 2013, e sono grato alla Divina Provvidenza perché, secondo il suo misterioso disegno, ha disposto che io tornassi qui, ora come Successore di Pietro».

L’intenso e simbolico programma della giornata è iniziato con l’arrivo del Papa all’aeroporto alle 10:32 ora locale. Nonostante la pioggia e il forte vento che hanno ostacolato gli spostamenti all’aperto, l’accoglienza è stata calorosa: il vescovo di Costantino-Ippona, le autorità algerine, il personale militare, ragazze in abiti tradizionali che offrivano fiori e bambini che salutavano il Pontefice in arabo, inglese e italiano.

Il primo gesto significativo ebbe luogo presso il sito archeologico di Ippona. Leone XIV visitò le rovine dell’antica città romana e cristiana, soffermandosi in particolare presso la Basilica della Pace, dove Agostino predicò e presiedette la comunità. Lì depose una corona mentre il coro dell’Istituto Musicale Annaba intonava un canto, e dedicò un breve momento alla preghiera silenziosa.

In seguito, il Papa ha visitato la casa di riposo delle Piccole Sorelle dei Poveri, dove cinque suore si prendono amorevolmente cura di circa quaranta anziani, la maggior parte dei quali musulmani. Più tardi, ha incontrato la piccola comunità di frati agostiniani che vive ancora ad Annaba, pranzando con loro.

La giornata culminò con la celebrazione della Messa nella Basilica di Sant’Agostino, che si erge imponente sopra il sito archeologico. Al calar della sera, il Santo Padre fece ritorno ad Algeri.

Al di là dell’itinerario, la visita ha trasmesso un messaggio chiaro: l’eredità di Agostino continua a vivere nella ricerca della verità, nell’incontro con Dio, nel riconoscimento della dignità di ogni persona e nell’impegno per la costruzione della pace. Così lo espresse Leone XIV quando si riferì al santo come a colui che “desiderava ardentemente insegnare al mondo”.

Con questo gesto, il Papa non solo ha reso omaggio a uno dei giganti della fede cristiana, ma ha anche ricordato a tutti che, persino in contesti a maggioranza musulmana come l’Algeria, il dialogo, il rispetto reciproco e la cura dei più vulnerabili rimangono percorsi possibili e necessari.

Un ritorno provvidenziale, come lo definì lui stesso. Un giorno apparentemente semplice, ma profondo nel suo significato: il “figlio” ritorna al suo “padre spirituale” sulla terra che li unisce per sempre.

Testo integrale:

VIAGGIO APOSTOLICO DI SUA SANTITÀ PAPA LEONE XIV
IN ALGERIA, CAMERUN, ANGOLA E GUINEA EQUATORIALE
(13-23 APRILE 2026)

VISITA ALLA CASA DI ACCOGLIENZA PER ANZIANI DELLE PICCOLE SORELLE DEI POVERI

SALUTO DEL SANTO PADRE

Casa per anziani “Ma Maison” (Annaba)
Martedì, 14 aprile 2026

 

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Eccellenze,
Care Sorelle,
cari fratelli e sorelle, buongiorno! As-salamu alaykom!

Vi ringrazio di accogliermi in questa casa! Sono contento perché qui abita Dio, perché dove c’è amore e servizio, lì c’è Dio.

Ringrazio le Piccole Sorelle dei Poveri insieme al Personale della Casa. Grazie, Madre Filomena, per il benvenuto che mi ha rivolto.

Grazie, caro Monsignor Desfarges, per le Sue parole, le sue toccanti parole! AscoltandoLa e vedendo la Sua presenza qui in mezzo ai fratelli e alle sorelle anziani, viene spontaneo lodare Dio e ringraziarlo. Come fece Gesù quel giorno, in cui gioì nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza» (Lc 10,21).

Ringrazio il Signor Salah Bouchemel per la sua testimonianza, così bella e consolante. Penso che il Signore, dal Cielo, vedendo una casa come questa, dove si cerca di vivere insieme nella fraternità, possa pensare: allora c’è speranza! Sì perché il cuore di Dio è straziato dalle guerre, dalle violenze, dalle ingiustizie e dalle menzogne. Ma il cuore del nostro Padre non è con i malvagi, con i prepotenti, con i superbi: il cuore di Dio è con i piccoli, con gli umili, e con loro porta avanti il suo Regno d’amore e di pace, giorno per giorno. Come cercate di fare qui nel vostro servizio quotidiano, nella vostra amicizia, nel vivere insieme.

Grazie, care sorelle e cari fratelli, di questo incontro! Vi porto nella mia preghiera e di cuore vi lascio la mia benedizione.

Exaudi Redazione

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