15 Aprile, 2026

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Papa Leone XIV lascia l’Algeria per il Camerun: l’unità come tema centrale del suo viaggio africano

Dopo un'intensa prima tappa in Algeria, segnata da gesti di vicinanza e gratitudine, il Pontefice inizia oggi la seconda fase del suo viaggio apostolico in quattro paesi del continente, con un messaggio chiaro: "Che tutti siano uno"

Papa Leone XIV lascia l’Algeria per il Camerun: l’unità come tema centrale del suo viaggio africano

Il 15 aprile 2026, poco prima delle 10:16 ora locale, l’aereo della ITA Airways con a bordo Papa Leone XIV è decollato dall’aeroporto internazionale Houari Boumédiène di Algeri. Un volo di circa cinque ore lo ha portato a Yaoundé, capitale del Camerun, dove ha iniziato la seconda tappa del suo viaggio apostolico in Africa, che comprendeva anche Angola e Guinea Equatoriale e che si sarebbe dovuto concludere il 23 aprile.

Prima di partire, il Santo Padre ha rivolto un commiato speciale. Dopo aver lasciato la Nunziatura Apostolica, ha fatto una breve visita all’orfanotrofio Notre Dame d’Afrique, gestito dalle Suore Missionarie della Carità. Lì, i bambini gli hanno offerto una breve rappresentazione e lui li ha salutati personalmente insieme alle suore. Poco dopo, si è recato all’aeroporto per la cerimonia di commiato.

In un telegramma inviato al Presidente dell’Algeria, il Papa ha espresso la sua “profonda gratitudine” per la “calorosa accoglienza e ospitalità” ricevute durante il suo soggiorno nel Paese.

Un appello all’unità in tre lingue

Il quadro spirituale di questo periodo camerunese è incentrato sull’unità cristiana. Leone XIV utilizza come filo conduttore tre espressioni che risuonano in diverse lingue: “Que tous soient un” e “Che siano tutti uno” (tratte dal Vangelo di Giovanni) e “In Illo uno unum”, il suo motto papale ispirato a Sant’Agostino. Quest’ultima sottolinea che, sebbene i cristiani siano molti, “in un solo Cristo siamo uno”.

Il Camerun, spesso descritto come “l’Africa in miniatura” per la sua diversità etnica, linguistica e religiosa, sarà la cornice ideale per questo messaggio. Il Papa soggiornerà a Yaoundé, ma visiterà anche Douala, il centro economico, e Bamenda, nel nord-ovest del Paese, una regione sconvolta dal 2013 da un sanguinoso conflitto che ha causato migliaia di morti e quasi 500.000 sfollati interni.

Programma di oggi in Camerun

Al suo arrivo all’aeroporto internazionale di Yaoundé-Nsimalen, Leone XIV sarà accolto dal Primo Ministro Joseph Dion Ngute e dal Nunzio Apostolico José Avelino Bettencourt. Dopo gli inni nazionali e la presentazione delle delegazioni, si recherà al Palazzo dell’Unità, residenza ufficiale del Presidente Paul Biya e di sua moglie, Chantal.

Lì, terrà un incontro privato con il presidente, si scambierà dei doni e parteciperà a un incontro con le autorità, la società civile e il corpo diplomatico. Il Papa pronuncerà un discorso dopo l’intervento del presidente Biya.

In seguito, visiterà l’orfanotrofio Ngul Zamba, un progetto finanziato interamente da donazioni che si prende cura di bambini e ragazzi dai 18 mesi ai 20 anni. Canti e testimonianze accoglieranno il Papa, che saluterà l’intera comunità.

La giornata si concluderà con un incontro privato con i vescovi della Conferenza Episcopale del Camerun e una cena presso la Nunziatura Apostolica.

Un viaggio che guarda al cuore dell’Africa

Con questo viaggio, Leone XIV prosegue il suo terzo viaggio apostolico internazionale, un percorso di undici giorni e quasi 18.000 chilometri volto a sostenere le comunità cattoliche in un continente dove la fede sta crescendo rapidamente. Dopo il Camerun (fino al 18 aprile), l’itinerario proseguirà attraverso l’Angola e la Guinea Equatoriale.

I suoi gesti di vicinanza ai più vulnerabili – come le visite agli orfanotrofi in Algeria e in Camerun – e il suo insistente appello all’unità in mezzo a divisioni e conflitti hanno finora definito il tono di questo viaggio. Un Papa che, con le parole e con le azioni concrete, ci invita a guardare oltre le nostre differenze e a costruire insieme nell’unico Cristo.

Un nuovo capitolo che promette momenti intensi di incontro, preghiera e speranza nel cuore dell’Africa.

Exaudi Redazione

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