Il GAP Trasversale
Trasformare i divari in ponti di gratitudine, aiuto e perdono
La parola GAP significa letteralmente “spazio vuoto o eccessivo tra due termini contrastanti”. Va notato che, secondo la Reale Accademia Spagnola (RAE), GAP è definita come una parola straniera, in quanto presa in prestito dall’inglese.
Allo stesso modo, molti di noi usano il termine GAP nella vita di tutti i giorni. Ad esempio, quando ci riferiamo a una differenza significativa, come ciò che ci era stato “promesso” al momento dell’acquisto di un prodotto o servizio rispetto a ciò che abbiamo effettivamente ricevuto, o ciò che ci aspettiamo da un collega in un determinato lavoro rispetto alle sue prestazioni effettive, tra gli altri casi. Si tratta di un fenomeno che sicuramente sperimentiamo in vari aspetti della nostra vita, inclusi quelli personali, familiari e professionali.
Lo scorso fine settimana, io e Jessica abbiamo fatto una breve gita a Lima per partecipare e festeggiare il ventesimo anniversario di matrimonio di alcuni carissimi amici. La cerimonia di rinnovo delle promesse nuziali e il pranzo si sono svolti in una casa di campagna a sud di Lima. È stato un incontro davvero commovente e caloroso, ricco di belle vibrazioni.
In tal senso, da quanto condiviso sia dal sacerdote durante la cerimonia religiosa sia dalle parole che gli sposi hanno rivolto a tutti i presenti, queste tre parole continuavano a risuonarmi nella mente: “grazie”, “aiuto” e “perdono”. Per questo motivo, vorrei suggerire di dare alla parola GAP un nuovo significato, sotto forma di acrostico o mnemonico, in modo da poter ricordare facilmente le parole ad essa associate.
Pertanto, sono certo che, a prescindere da età, amicizie, situazione familiare, professione o posizione lavorativa, possiamo applicare il GAP trasversale a tutti gli aspetti della nostra vita. Ecco alcuni esempi molto semplici:
- Grazie per la tua sincera amicizia, per la tua premura, per la tua correzione, per la tua chiamata, per il tempo che mi hai dedicato ascoltandomi, per avermi insegnato, per il tuo esempio, per le tue parole, ecc.
- A come Aiuto, per avermi aiutato con i compiti scolastici, per avermi aiutato a risolvere questo problema di lavoro, per avermi aiutato con il team di lavoro, per avermi aiutato con le faccende domestiche, ecc.
- P come Perdonare, per il tuo perdono per le mie incoerenze, per il tuo perdono per la mia ingratitudine, per il tuo perdono per questo errore nella presentazione a questo importante cliente, ecc.
Inoltre, condivido due citazioni relative alla gratitudine, all’aiuto e al perdono, sulle quali possiamo riflettere e agire immediatamente.
- “Se l’unica frase che avessi mai pronunciato in tutta la tua vita fosse ‘grazie’, sarebbe già sufficiente.” — Meister Eckhart
- «È nel dare che riceviamo. È nel perdonare che siamo perdonati.» — San Francesco d’Assisi
Infine, vi invito e vi incoraggio a mettere in pratica questo nuovo uso della parola GAP con azioni concrete. Facciamo diventare di moda i valori e le virtù associati alla G di ringraziamento, alla A di aiuto e alla P di perdono. In questo modo, costruiremo ponti di comunicazione fluida e di migliore comprensione tra i peruviani, e avremo un paese migliore per tutti. A proposito, non dimenticate: remate sempre con forza controcorrente e verso il mare aperto!
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