Ascoltare, comprendere, perdonare
Tre passi verso il vero amore
Qualche tempo fa, mi trovavo su una terrazza unica nell’incomparabile Piazza Navona. Al tavolo accanto, una giovane coppia stava facendo del suo meglio per tenere a bada il figlio irrequieto. Il cameriere passò con un vassoio pieno di cappuccini, il ragazzo si agitò e il vassoio volò in aria. L’aria era piena di costernazione. La madre sorrise e disse: “Non l’ha fatto apposta”.
Quante volte abbiamo sentito dire che l’amore è cieco? È cieco, ma non è sordo. Una buona relazione, che sia di amicizia o d’amore, inizia sempre dal saper ascoltare. Ma non un ascolto qualsiasi; non è semplicemente sentire, è molto di più. E sono le parole della Sacra Scrittura che ci dicono: «Quando sentite parlare di gioia, rallegratevi; quando sentite parlare di tristezza, riflettete».
Ascoltare porta alla comprensione, a mettersi nei panni dell’altro. Non possiamo ascoltare come chi ascolta solo la pioggia. Sarebbe come mettere il cuore in un congelatore. Una chiara manifestazione di ascolto empatico è la comprensione, le scuse.
Le coppie, i coniugi, si aiutano a vicenda a comprendere diversi modi di vedere la vita. Questo ci arricchisce; elimina la miopia con cui a volte vediamo le cose. Ognuno è ciò che è. Se fossimo tutti tifosi del Real Madrid, fanatici degli U2 e votassimo per lo stesso partito politico, sarebbe una seccatura. Capire il proprio partner significa riconoscerlo e affermarlo per quello che è. E questo vale molto chiaramente per il matrimonio: “Ami tua moglie con i suoi difetti?”, chiese San Josemaría. E concluse: “Beh, se non la ami, non la ami”.
E dopo l’ascolto e la comprensione arriva il perdono. Perché tutti commettiamo errori e sbagliamo. E chi è senza peccato scagli la prima pietra. Se rimaniamo bloccati nel risentimento e nell’amarezza, non solo perdiamo amici, parenti, colleghi e vicini, ma perdiamo noi stessi. Voler affermare il nostro ego sopra ogni altra cosa e rifiutarsi di scendere a compromessi è una notevole follia mentale che ci porterà prima alla routine e poi al più profondo inverno emotivo. Se vogliamo costruire una relazione duratura, non possiamo dimenticare quella grande capacità che dobbiamo coltivare: la capacità di perdonare.
È praticamente una dichiarazione d’amore. Perché questo è un marito o una moglie: qualcuno che sa tutto di te e, nonostante tutto, ti rimane fedele.
Ascoltare, comprendere, perdonare. Tre fasi per costruire una famiglia autentica e vera.
Alberto García Chavida
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