Verità, libertà e fede: la modernità di Sant’Agostino
Verità, libertà e fede: la modernità di Sant'Agostino
Apprezziamo con profonda ammirazione il fatto che Papa Leone XIV sia il primo Papa agostiniano della storia. Fu attratto da Cristo attraverso Sant’Agostino d’Ippona, un grande Padre e Dottore, la cui vita e opera sono di grande attualità anche oggi.
Agostino nacque a Tagaste nel 354 d.C., in Nord Africa, a 70 km dalla costa mediterranea. Oggi il sito è Souk Ahras, in Algeria. Conserva vestigia storiche e culturali che ricordano la vita e l’eredità del santo. La regione fu annessa all’Impero Romano nel I secolo d.C., quando ottenne il dominio sulla Numidia, patria delle tribù berbere. Ci fu un’impollinazione incrociata di lingue e culture. Il latino dominava gli affari ufficiali, ma le lingue locali rimanevano vive nella vita quotidiana. Agostino leggeva e scriveva in latino. Conosceva le opere dei greci nelle traduzioni latine.
Nacque in una famiglia benestante, ma non agiata. Sua madre, Monica, era cristiana, ma suo padre no. Non fu battezzato da bambino, ma ricevette un’educazione cristiana fin dalla tenera età. Sua madre ha sempre desiderato che diventasse cristiano.
Nelle sue Confessioni racconta che, durante l’adolescenza e la giovinezza, era immerso in una certa frivolezza, attratto da distrazioni e piaceri superficiali, con i quali cercava di soddisfare il suo desiderio di felicità.
Mentre studiava Retorica – oggi Comunicazione – lesse l’Ortensio di Cicerone, che era uno scettico. Questa lettura accese in lui un interesse per la ricerca della verità. Come tanti giovani d’oggi, si interessò di problema delle cause del male nel mondo: corruzione, criminalità e persone che causano danni. In quel periodo, conobbe la setta dei Manichei e ne divenne membro. Secondo loro, l’universo è governato da due principi: quello del male o delle tenebre, e quello del bene o della luce. Entrambi hanno pari potere. Il male nel mondo è quindi dovuto al predominio del principio del male. Pertanto, una persona non è responsabile del male che fa, poiché, quando lo fa, agisce sotto un potere superiore che la domina e la guida. Qualche tempo dopo essere diventato Manicheo, Agostino riconobbe gli errori della setta, in particolare l’incoerenza tra ciò che predicavano e ciò che praticavano.
Fu quindi influenzato dalla lettura delle opere dei neoplatonici. Agostino trovò corretta la soluzione al problema del male da essi proposta e la adottò: il male non ha un principio proprio, ma è l’assenza del bene.
Agostino insegnò Retorica prima a Roma e poi a Milano. Lì frequentò i discorsi di Ambrogio, vescovo di Milano, e inizialmente si interessò alla sua retorica, ma in seguito si convinse del valore del cristianesimo e decise di farsi battezzare a Pasqua del 387. Mentre era ancora in Italia, scrisse alcune delle sue prime opere filosofiche e antimanichee. Tornò poi in Africa, dove fu ordinato sacerdote nel 391 e nominato vescovo nel 395. Morì come vescovo di Ippona nel 430, mentre la città era assediata dai Vandali.
Gli scritti di Agostino sono stati meravigliosamente conservati nel corso dei secoli. Sono ora disponibili sul sito web: https://www.augustinus.it/spagnolo/
Nella sua copiosa opera si può osservare un’armonizzazione della sapienza greco-latina con la dottrina cristiana, per meglio spiegare quest’ultima e difenderla dagli attacchi e dagli errori del tempo che, tuttavia, rimangono sempre attuali.
Agostino è il primo autore nell’Occidente latino a sviluppare un concetto di volontà e ad attribuirle un ruolo preminente nella vita umana. Egli fa riferimento alla libertà come proprietà della volontà, nel mezzo della sua polemica con i manichei e i pelagiana sul problema del male.
A differenza dei manichei, Agostino dimostra la responsabilità umana nella scelta. Così, una delle sue prime opere dopo il battesimo a Milano è De libero arbitrio.
D’altra parte, i pelagiana sostenevano, all’interno del cristianesimo, che il bene non richiede altro che la propria forza di volontà; non è necessario cercare l’aiuto divino per fare il bene. In contrasto con questi, Agostino sottolinea la contingenza della libertà umana: senza l’aiuto divino, non possiamo scegliere il bene. Agostino ci aiuta a comprendere come, secondo il cattolicesimo, gli esseri umani non siano né totalmente dipendenti – come un automa – dall’Essere Supremo nella loro libera azione, né totalmente indipendenti.
Agostino ha avuto un’enorme influenza sulla cultura occidentale. La sua opera De Civitate Dei (Sulla città di Dio) è stata ampiamente letta fin dalla sua pubblicazione. Fu composta in risposta alle sue critiche al Cristianesimo, che lo accusava del crollo dell’Impero Romano, di cui il Sacco di Roma del 410 fu la dimostrazione più toccante.
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