20 Aprile, 2026

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Tra Don Chisciotte

Unamuno Tra Don Chisciotte e Santa Teresa: L'anima spagnola morente

Tra Don Chisciotte

La natura problematica della Spagna come nazione non è un fenomeno esclusivo dei nostri giorni. È un fenomeno storico. Il suo ripetersi nei secoli è stato fonte di preoccupazione e di azione per innumerevoli generazioni. Per Miguel de Unamuno (1864-1936), figura di spicco del panorama intellettuale del secolo scorso, la riflessione sulla difficile situazione della sua patria durante la sua vita rappresentava uno dei drammi più angoscianti del suo animo. Questo disagio personale lo spinse a desiderare una riforma e, con i mezzi a sua disposizione, cercò di rivitalizzare i valori che storicamente avevano dato sostanza all’essenza dell’identità spagnola.

Nell’indagine sui tratti distintivi di questo spirito nazionale, accanto all’analisi del chixotismo incarnato nel cavaliere della Mancia, lo studio dei mistici ha rivestito un ruolo chiave. Essi rappresentavano un altro segno distintivo della cultura ispanica – lo spiritualismo – e il rettore dell’Università di Salamanca nutriva per loro una sincera affinità. Questa combinazione di interessi lo spinse a intraprendere una lettura approfondita dei loro scritti, in particolare di quelli dedicati a Santa Teresa d’Avila, a cui Unamuno fa numerosi riferimenti nell’opera, soprattutto in tre dei suoi libri principali: *  En torno al casticismo*, *Vida de Don Quijote y Sancho*  e *  Del sentimiento trágico de la vida* .

Questi testi sostengono che l’anima spagnola si sia storicamente incarnata in due tipi di cavalleria errante: quella umana e quella divina. Entrambe aspiravano all’immortalità: una nella fama, l’altra in Dio. Come i cavalieri erranti, i mistici castigliani combattevano per il divino (“lo zelo e il coraggio cavalleresco spinsero anime così elevate a cercare la santità in Spagna, e una vita di mortificazione era un’impresa cavalleresca”). Pertanto, il Dottore della Chiesa, insieme a Don Chisciotte, sarebbe un simbolo vivente o un archetipo di quest’anima (“una dama errante d’amore che, essendo così profondamente umana, trascende tutto ciò che è umano”).

Come lui, anche lei amava leggere romanzi cavallereschi in gioventù, e la sua vita sarebbe quindi stata segnata da azioni eroiche ed estreme. Secondo Unamuno, «attraverso il regno terreno dell’amore, [la monaca carmelitana di Ávila] si incamminò verso l’amore sostanziale e anelò alla gloria eterna e ad essere assorbita in Gesù, l’ideale dell’umanità. E soccombette a una follia eroica, arrivando persino a dire al suo confessore: “Vi prego di concederci la grazia di essere tutti folli, per amore di Colui che fu chiamato pazzo per noi”». Inoltre, sia in Don Chisciotte che in Santa Teresa, quella ricerca dell’immortalità comportò una lotta straziante, una lotta nata dal tragico senso della vita.

In un sonetto dedicato alla Fondatrice Scalza, l’appassionato poeta basco, dopo averla definita una “divina Don Chisciotte”, dice di lei che “ha fondato/ la nostra Spagna immortale, il cui obiettivo è:/ ‘esiste solo l’eterno; Dio o niente!'”. Secondo la sua interpretazione, questo progetto è alimentato da un tragico senso della vita (“che la vita lassù/ è la vera vita; /…/ che io muoio perché non muoio”) grazie al quale “l’umanità dà alla luce il Dio vivente”. Questo sentimento spinge l’individuo a risvegliare gli animi e a instillare in essi forti desideri, come quelli cantati da Teresa d’Avila: “Portami via da questa morte,/ mio Dio, e dammi la vita;/ non tenermi legata/ in questa forte trappola;/ fa’ che io muoia per vederti/ e non posso vivere senza di te”.

Queste sono le azioni e il temperamento che, nella visione di Unamuno, avrebbero fatto di Santa Teresa e Don Chisciotte l’incarnazione nazionale e universale degli archetipi della cultura spagnola. Tuttavia, a prescindere dalla veridicità o falsità di tale affermazione, è indubbio che, oggi, questi prototipi non ci rappresentino affatto. Oggi, nel nostro Paese, possiamo trovare uomini alti, magri e persino dall’aspetto serio come l’eroe di Cervantes, o donne irrequiete, colte e attive come Teresa d’Ahumada, ma coloro che, oltre a questi attributi fisici, possiedono l’essenza del loro carattere sono rari. Dove possiamo trovare qualcuno che anteponga i propri ideali alla propria convenienza e agisca con altruismo e impegno in difesa di cause che ritiene giuste?

Pedro Paricio. Dammi tre minuti

Exaudi Redazione

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