11 Agosto, 2026

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Saper vivere l’estate

Godersi agosto con saggezza è l'unico vero antidoto alla malinconia di settembre. Niente drammi o ansie post-vacanza: la chiave sta nel modo in cui trascorriamo queste settimane

Saper vivere l’estate

Siamo all’inizio di agosto. Il mese estivo per eccellenza è alle porte, portando con sé la promessa di rallentare, accorciare le giornate e finalmente godersi le meritate vacanze. Dovrebbe essere il momento perfetto per ricaricare le energie, ma basta accendere la radio o scambiare due parole in un bar per rendersi conto che alcuni sono già irrequieti. Il ritornello familiare è tornato a galla: l’ombra incombente di settembre, il conto alla rovescia e la famigerata “malinconia post-vacanza”. Ci viene presentato il ritorno alla routine come un destino inevitabile. Ma la domanda è più semplice: il problema è davvero settembre, o è semplicemente che non sappiamo cosa fare dell’estate?

Fermare la palla e fare il punto della situazione: la lezione di Socrate

Sfruttare al meglio queste settimane non significa riempire la agenda di impegni o abbuffarsi di attività ricreative fino allo sfinimento, che si tratti di un mese intero, due settimane o solo qualche serata in più di relax. Intorpidire la mente non significa riposare, ma semplicemente sprecare tempo. Il ritmo estivo offre proprio l’opposto: una tregua di silenzio e tranquillità per rallentare, guardarsi intorno e mettere le cose nella giusta prospettiva.

Socrate diceva spesso che “una vita senza esame non vale la pena di essere vissuta”. Nella filosofia socratica, questo esame non è un rigoroso controllo contabile o un resoconto dei nostri errori; è il supremo esercizio di lucidità per coloro che osano chiedersi se stanno vivendo come desiderano veramente o se si stanno semplicemente lasciando trascinare dall’inerzia. Si tratta di fermare la macchina, guardare dentro di sé senza inganni ed esaminare quali idee, impegni e abitudini sostengono la nostra vita quotidiana. Agosto, con le sue giornate più lunghe e le pause del calendario, offre lo spazio mentale necessario per effettuare questo controllo di qualità.

Non c’è bisogno di addentrarsi in disquisizioni filosofiche o di farne un dramma. Si tratta semplicemente di ripassare quattro concetti chiave che i classici chiamavano virtù e che ancora oggi fungono da bussola infallibile:

Prudenza: approfittate della calma per distinguere ciò che è importante da ciò che è secondario, prima che il frastuono quotidiano decida di nuovo per noi.

Punto di forza: Mantenere il controllo del proprio ritmo quotidiano senza lasciarsi travolgere dal caos degli impegni, consapevoli che un vero riposo richiede una certa struttura per evitare di cadere nell’apatia.

Temperanza: Divertitevi e godetevi il riposo responsabilmente, senza cadere in eccessi che rendano insopportabile riprendere qualsiasi routine.

Giustizia: suddividere bene il tempo tra riposo, le persone a cui teniamo, i nostri pensieri e il lavoro. Senza imbrogliare né trascurare le nostre responsabilità.

Tre modi per trascorrere le giornate (secondo Aristotele)

Il modo in cui trascorreremo queste settimane determinerà immediatamente come affronteremo il ritorno. Aristotele aveva già affrontato bene questo tema quando classificò i modi in cui le persone cercano la soddisfazione:

Alla ricerca di una gratificazione immediata: coloro che riducono le vacanze a sdraiarsi, mangiare, bere e consumare sensazioni senza ulteriori indugi. Quando il corpo si abitua a questa inerzia assoluta, qualsiasi sveglia alle sette del mattino suona come una tragedia greca.

Alla ricerca di riconoscimento e di pose: queste persone vivono per l’approvazione altrui, la foto perfetta o il plauso sociale. Il loro benessere dipende da ciò che pensano gli altri, quindi il ritorno all’anonimato del lavoro quotidiano li disorienta completamente.

Coltivare la mente e imparare: coloro che impiegano il loro tempo libero per leggere, imparare, pensare e accrescere la propria forza interiore. Questo tipo di soddisfazione ha un enorme vantaggio: non dipende dal calendario né dal luogo in cui ci si trova. La si porta sempre con sé.

La sindrome non si può combattere: semplicemente non si manifesta

Se l’estate non viene trascorsa come una fuga verso il nulla, la temuta malinconia post-vacanza non ha posto in questo contesto. Non c’è bisogno di acquistare rimedi miracolosi a settembre o di rassegnarsi alla tristezza del rientro al lavoro; la vera prevenzione si fa ora, godendosi le giornate con lucidità e buon senso.

Lo stress del ritorno al lavoro colpisce solo chi basa la propria felicità esclusivamente su fattori esterni: bel tempo, assenza di orari o nessuno che gli chieda nulla. Chi invece sfrutta queste settimane di agosto per riordinare le idee e nutrire la mente, scopre una cosa molto chiara: settembre è solo una data sul calendario e nessuna routine ha il potere di rovinare chi sa vivere la propria vita.

Abitare il presente

Con agosto appena iniziato, la cosa più assurda da fare sarebbe rovinare il riposo che ci aspetta pensando alla fine. Saper godersi veramente l’estate significa regalarsi il silenzio, fare i conti con se stessi e usare il tempo libero per crescere interiormente.

Facendo le cose per bene ora, il ritorno al lavoro smetterà di essere una minaccia. Settembre perderà tutta la sua amarezza e la routine non sarà più una punizione, ma piuttosto la naturale continuazione di chi vive con serenità e un senso di direzione durante tutto l’anno.

Eloy Asenjo Carpintero

(Madrid, 1965) es Licenciado en Ciencias Físicas por la Universidad Autónoma de Madrid (1988) y docente de Enseñanzas Medias en las áreas de Matemáticas, Física e Informática. Con experiencia como consultor en e-learning e implantación de tecnologías educativas, actualmente imparte clases en el Colegio María Teresa de Alcobendas y desarrolla recursos didácticos interactivos para la enseñanza de las ciencias en Secundaria y Bachillerato.