Riflessione del Vescovo Enrique Díaz: “Vendi tutto ciò che hai e compra quel campo”
XVII Domenica del Tempo Ordinario
Monsignor Enrique Díaz Díaz condivide con i lettori di Exaudi la sua riflessione sul Vangelo di questa domenica, 26 luglio 2026, dal titolo: ” Vendi tutto ciò che possiedi e compra quel campo”.
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1 Re 3:5-13: «Perché mi hai chiesto la saggezza»
Salmo 118: «Amo i tuoi comandamenti, Signore»
Romani 8:28-30: «Egli ci ha predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo».
Matteo 13:44-52: « Vendi tutto quello che hai e compra quel campo».
Nel nostro mondo, che in teoria ha optato per il riconoscimento della dignità e dei diritti umani, troviamo, nella pratica, gravi discriminazioni, violazioni dei diritti umani, depressione, suicidio, insicurezze e negazione della persona. E tutto ciò deriva dai valori che ci motivano. Una delle più grandi sventure del nostro tempo è il sistema di valori che governa la nostra società, al quale tante persone si aggrappano nella loro ricerca della felicità. È un sistema che ci domina e ci manipola. Alcuni, intenzionalmente o meno, sono intrappolati nell’illusione di tesori ingannevoli che li alienano e li dividono. Piacere, droghe, ambizione di potere, desiderio incontrollabile di beni materiali, alcol, sessualità sfrenata, la bella vita e altre simili lusinghe sono i valori che ci guidano oggi. Per questi “tesori” siamo disposti a dare quasi tutto. E quando scopriamo che non placano la nostra sete di felicità e amore, ci ritroviamo vuoti e cadiamo nel pessimismo e nella depressione, pensando che l’umanità non valga nulla. San Paolo mette in guardia i Romani e offre loro una guida per scoprire il vero valore di una persona: Dio predestina gli uomini a riprodurre in sé l’immagine del suo Figlio; li chiama, li giustifica e li glorifica. Non siamo apprezzati per ciò che possediamo; non siamo qui per caso; siamo amati, scelti e chiamati da Dio per una missione speciale.
Nella prima lettura di questa domenica, tratta dal Primo Libro dei Re, Salomone, in una narrazione romantica e un po’ idealizzata, chiede al Signore in sogno non l’accumulo di ricchezze, non la morte dei suoi nemici, non la docilità dei suoi sudditi, ma piuttosto, dichiarandosi un giovane inesperto, gli chiede “saggezza di cuore”, per distinguere il bene dal male. Cosa chiederemmo noi se ne avessimo l’opportunità? Cosa desideriamo di più? Le persone buone e giuste, quelle che hanno trovato il successo e si sentono realizzate, sono quelle che sanno distinguere una scala di valori che guida la loro vita e secondo la quale vivono. I santi sono coloro che hanno scoperto il tesoro nel loro cuore e non hanno bisogno di apparenze esteriori e orpelli per mascherare il loro vuoto interiore. Nel vostro cuore, Dio si rende presente con tutto il suo amore e ci permette di vedere ogni cosa e ogni evento sotto una nuova luce. Ci permette di scoprire la vera saggezza che ci porta a discernere ciò che è bene e ciò che è male. Siamo talmente confusi che, spinti dalle nostre ambizioni, osiamo definire “buono” ciò che ci piace, anche se è ingiusto, distrugge l’umanità e limita la vera libertà.
Gesù, attraverso le sue parabole, ci ammonisce: il tesoro e la perla preziosa, quando vengono trovati, portano grande felicità. Prestate attenzione! Tutto il resto impallidisce al confronto, e si abbandona ogni cosa per acquisirli, non per profitto, ma per custodirli nel proprio cuore. Non è il mercante che compra un tesoro solo per guadagnarci di più rivendendolo. Non è la perla acquistata per essere rivenduta in seguito. Sì, questo tesoro e questa perla portano grande gioia al cuore. Sono il segno della presenza di Gesù nel cuore del discepolo e del Regno di Dio nella vita dell’umanità. È un tesoro inestimabile che ci affascina e produce una gioia così grande che chi lo trova dimentica tutto ciò che possiede, abbandona ogni cosa e vede il mondo attraverso la lente di questo tesoro. Non si tratta di regole esteriori, titoli o riconoscimenti; si tratta della certezza di avere Dio nel proprio cuore, di sapere di essere amati da Lui, di riconoscersi come fratelli e sorelle di tutti gli uomini e le donne, di provare l’immensa soddisfazione che deriva dall’amare e dal sapere di essere amati. È la gioia di trovare il Regno. Non come un fardello imposto, ma come un tesoro che riempie e appaga. Non serve altro, non si accumulerà altro; questo tesoro è sufficiente per portare la vera felicità. Trovare Cristo, trovare il suo Regno, ci riempie di vera gioia.
Alcuni potrebbero dire che trovare questo tesoro è questione di fortuna, ma Gesù ci dice che è un dono, il risultato di una ricerca. Dobbiamo aprire i nostri cuori e i nostri occhi per scoprirlo. È dentro di noi, ma dobbiamo fare la “scoperta” ed essere disposti a sacrificare ciò che non è “tesoro”, ciò che non ha valore, ciò che lega e inganna, ciò che seduce e ostacola. Le altre due parabole che Gesù ci presenta ci dicono che trovare questo tesoro non è questione di caso, ma piuttosto che abbiamo la responsabilità e l’obbligo di trovarlo. È per questo che siamo stati creati, e se falliamo, falliremo nel nucleo stesso del nostro essere. Siamo stati chiamati alla felicità, e trovare il tesoro è nostra responsabilità. Altrimenti, questo tipo di giudizio che condanna alcuni e giustifica altri sarebbe incomprensibile. Pertanto, dobbiamo rifiutare questa compiacenza che ci assicura che tutto è uguale. Questo non è vero: c’è il tesoro e c’è luccichio; ci sono i valori e ci sono gli antivalori. Ecco perché queste parabole continuano a richiedere un discepolato radicale e una ricerca senza compromessi del Regno. Ogni momento della nostra vita è cruciale in questa scelta. Non possiamo dire di non avere tempo ora o che non è il momento giusto. Ogni istante è prezioso e dobbiamo viverlo appieno. Come lo scriba, dobbiamo trovare nelle cose antiche e in quelle nuove ciò che ha valore e che ci conduce alla vera vita e alla felicità. Cristo usa il paragone di questo saggio scriba che sceglie il meglio di ogni momento. Ogni fase ha il suo valore, ma è necessario scegliere e agire secondo i valori di Gesù. E i valori di Gesù sono il Regno, l’amore per il prossimo, la volontà del Padre suo, il perdono e il servizio.
Quali sono i valori che guidano la mia vita? Quali valori conservo del passato e quali nuovi valori sto acquisendo? Come giudico sia il nuovo che il vecchio? Sto vivendo una vita mediocre, priva di entusiasmo per il Regno?
Dio, Padre nostro amorevole, concedici la saggezza di comprendere il significato e l’importanza del Regno che tuo Figlio ha annunciato e inaugurato in mezzo a noi, come il tesoro più prezioso, e di dedicargli tutta la nostra vita. Amen.
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