Riflessione del Vescovo Enrique Díaz: La Sacra Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe
Sacra Famiglia
Monsignor Enrique Díaz Díaz condivide con i lettori di Exaudi la sua riflessione sul Vangelo di questa domenica, 28 dicembre 2025, intitolato: “Sacra Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe”.
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Siracide 3,3-7.14-17: “Chi teme il Signore onora i suoi padri”
Salmo 127: “Beato chi teme il Signore”
Colossesi 3:12-21: “La vita familiare secondo il Signore”
Matteo 2,13-15.19-23: “Prendete il bambino e sua madre e fuggite in Egitto”
Proprio come la natura ha sofferto a causa dei cambiamenti climatici, venti avversi e tempi difficili hanno devastato anche la famiglia, istituzione chiave per la formazione della società e della Chiesa. Sembrerebbe che, di fronte a così tante avversità, famiglie sane e individui completi non possano prosperare in questi ambienti. Siamo spaventati dalla gravità degli eventi che stiamo vivendo e ci chiediamo seriamente dove ci porteranno questi tempi nuovi. Come può una persona prosperare con maturità psicologica, emotiva e sociale se vive in un ambiente così ostile? Gli attacchi alla famiglia si fanno sentire da ogni parte, dall’interno e dall’esterno. E se è vero che possiamo lamentarci dei nemici che, dall’esterno, come uragani, pietre e spine, minacciano di distruggerla e impedirne lo sviluppo, dobbiamo riconoscere che è anche gravemente minacciata dall’interno. Possiamo lamentarci dell’ambiente avverso, di un atteggiamento permissivo che cerca solo il piacere, delle migrazioni che provocano separazioni e nuove ideologie, degli orari di lavoro e di studio che non permettono relazioni, ma la cosa più preoccupante è ciò che sta accadendo all’interno della famiglia: un’aridità interiore, una mancanza di spiritualità e un ambiente individualista che rompe l’armonia e il senso di fratellanza.
Questa domenica incontriamo la piccola famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, che visse anch’essa in circostanze difficili e ostili. Assistiamo alle minacce di un sovrano, Erode, che, ossessionato dal potere, cercò di distruggere i piccoli e gli indifesi perché si sentiva minacciato. Furono costretti a lasciare la loro patria e a intraprendere un’avventura in una terra sconosciuta, con una religione, una lingua, costumi e persone diverse. Eppure, la forza e l’unità di questa famiglia traspaiono. Questo non vuol dire che non ci fossero problemi, come se povertà, distanza o avversità non fossero sufficienti. Ma ci sono famiglie per le quali i problemi uniscono, le costringono a essere più premurose le une verso le altre e le sostengono in un clima di preghiera, fede e comunità; mentre per altre famiglie, i problemi le distruggono e le riducono a nulla. Nella sua lettera ai Colossesi, San Paolo offre una serie di consigli che possono aiutarci a coltivare una vita familiare spirituale: “Siate misericordiosi, benevoli, umili, mansueti, pazienti. Sopportatevi a vicenda e perdonatevi a vicenda… E al di sopra di tutte queste cose rivestitevi della carità, che è il vincolo della perfezione”. Basa i suoi consigli sull’amore di Dio per noi, sul perdono che ci ha concesso e sulla nostra consacrazione a Lui. “E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché a essa siete stati chiamati per formare un solo corpo. E siate riconoscenti”. Questi sono consigli pratici che possono aiutarci a trovare l’armonia che spesso manca nelle nostre famiglie.
Dovremo affrontare sfide serie e cercare nuove strade. Non basta strapparci le vesti per l’indignazione; dobbiamo essere consapevoli di nuove opzioni e nuovi modi di vivere, dando loro senso e spiritualità. Come Chiesa e come società, non possiamo rimanere ciechi di fronte alla realtà delle madri single che devono affrontare non solo il mantenimento dei figli, ma anche la loro educazione integrale. La convivenza è in aumento, sia per mancanza di impegno, sia per mancanza di senso di Dio, sia semplicemente perché la vita moderna ci getta in situazioni fugaci e usa e getta. Gli adolescenti lasciano le nostre comunità il più presto possibile e affrontano da soli la dura realtà della città, dove si ritrovano persi e spesso falliscono. Molti di loro non studiano né lavorano, né trovano un posto nella società o nelle loro famiglie. Si sentono emarginati e finiscono per essere un peso per tutti. Bande criminali e organizzazioni del narcotraffico trovano facili reclute tra i giovani che sono abbagliati dai modelli presentati dal consumismo, con i suoi facili acquisti e il piacere abbondante, ma che poi rimangono vuoti e senza speranza, incapaci di trovare la felicità. Come possiamo sostenerli affinché non cadano nel mondo della droga e dell’alcol e non soccombano al fascino del denaro facile, del potere e del senso di appartenenza e compagnia che i gruppi criminali sembrano offrire? Le persone divorziate e i loro figli sono un gruppo in cui dovrebbero sentire un amore speciale da parte di Dio, un amore che è comunità e amore, eppure non lo trovano. Le situazioni che portano all’aborto sono una sfida che non siamo stati in grado di affrontare. Gli immigrati che arrivano in nuovi luoghi devono adattarsi a un nuovo tipo di vita familiare, per così dire. Oggi, mentre contempliamo la Sacra Famiglia, non possiamo dimenticare queste famiglie che, nel profondo, anelano anche alla pace e all’armonia, e che noi, come discepoli di Gesù, non possiamo dimenticare, perché Lui è venuto per far parte di questa famiglia umana.
Questo è ciò che Gesù ci chiede: scoprire la sua presenza in mezzo a tutte queste nuove realtà e far sentire alle persone che il suo amore dà senso anche alle situazioni più terribili. Per Lui, nessun aspetto dell’essere umano è sconosciuto, ed è così che ci ama e cerca la nostra restaurazione e ci dona la vera dignità. Insieme alla Sacra Famiglia, cerchiamo oggi una spiritualità nuova e rivitalizzata che sostenga e dia speranza alle famiglie e ai gruppi che, in molti luoghi, si propongono come famiglie. Una grande sfida per i discepoli sarà quella di fare di ciascuna delle nostre comunità uno spazio di accoglienza, comprensione, calore e fraternità, tenendo presente prima di tutto che ogni uomo e ogni donna che viene a incontrarci è una persona, con i suoi diritti, i suoi bisogni e la sua sete di amare ed essere amato. Ognuno è un figlio di Dio che ha il diritto di sapere di essere amato e di essere accolto nella comunità. Non possiamo dimenticare che “con l’amore, la vicinanza e la fede si ottengono buoni frutti”.
Padre buono, che ci inviti a contemplare le nostre famiglie attraverso l’immagine della Sacra Famiglia del tuo Figlio, concedici di scoprire nuovi cammini che facciano nascere persone intere, unite dai vincoli dell’amore. Amen.
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