Ascensione del Signore: Commento di Padre Jorge Miró
Domenica 17 maggio 2026
Padre Jorge Miró condivide con i lettori di Exaudi il suo commento al Vangelo di domenica 17 maggio 2026, intitolato “L’Ascensione del Signore”.
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Oggi celebriamo la solennità dell’ASCENSIONE DEL SIGNORE, festa che ha un profondo significato per la nostra fede: quaranta giorni dopo la Risurrezione fu assunto in cielo in presenza dei discepoli, e siede alla destra del Padre, finché non verrà nella sua gloria a giudicare i vivi e i morti.
Cristo è morto e risorto proprio per questo motivo: per essere Signore dei morti e dei vivi (cfr. Rom 14,9). L’Ascensione di Cristo al cielo significa la sua partecipazione, nella sua umanità, alla potenza e all’autorità di Dio stesso. Gesù Cristo è Signore : possiede ogni potere in cielo e in terra… È il Signore del cosmo e della storia. Intercede per noi come mediatore che ci assicura la perpetua effusione dello Spirito.
In quanto Signore, Cristo è anche il capo della Chiesa, che è il suo Corpo (cfr. Ef 1,22). Asceso al cielo e glorificato, avendo così compiuto la sua missione, rimane sulla terra nella sua Chiesa (cfr. Catechismo 668ss).
Il Signore è presente nella Parola che ascoltiamo, Parola viva che si rivolge a ciascuno di noi; il Signore è presente nei sacramenti; il Signore è presente nell’assemblea, nel Corpo di Cristo che è qui riunito nel suo nome, celebrando l’Eucaristia.
Gesù Cristo è il primogenito della nuova creazione. Egli è il primo, e dopo di Lui tutti noi lo seguiamo, perché siamo chiamati ad essere santi e irreprensibili nell’amore. Siamo chiamati ad andare in cielo. Lo scopo della nostra vita e della nostra fede non è invecchiare, ma raggiungere il cielo.
L’Ascensione di Gesù Cristo è già la nostra vittoria e ci ricorda che lo scopo della nostra vita è il cielo, la vita eterna. Perciò ci invita a lavorare per il cibo che dura.
Per ricevere il dono dello Spirito Santo, siete invitati ad aprire il vostro cuore e a proclamare Gesù Cristo Signore della vostra vita, di tutta la vostra vita. Che nessun angolo della vostra vita rimanga al buio, illuminato dalla luce di Cristo!
Proclamare Gesù Cristo come Signore della propria vita significa che ogni giorno, quando si vive, non si vive secondo i dettami del proprio cuore ferito dal peccato originale, né si seguono le mode del mondo. Piuttosto, ogni giorno, quando si vive, ci si pone ai piedi del Signore e gli si chiede: “Signore, cosa vuoi da me? Come vuoi che io viva? Cosa vuoi che io faccia oggi nelle cose specifiche che devo fare?”.
Il Signore ti invita a vivere nella fiducia . Gli apostoli chiesero a Gesù: ” Signore, ora ristabilirai il regno a Israele?”. È come se tu ed io chiedessimo: “Signore, ora risolverai tutti i miei problemi?”.
E Gesù ci risponde come rispose agli apostoli: «Non spetta a voi conoscere i tempi o i momenti che il Padre ha stabilito con la sua autorità; ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo scenderà su di voi, e mi sarete testimoni… fino agli estremi confini della terra».
Ora sta per iniziare il tempo dello Spirito . Domenica prossima celebriamo la Pentecoste. Lo Spirito è colui che compirà l’opera della nuova creazione. Rinnoverà ogni cosa… se glielo permettete.
Mentre li benediceva, Gesù si separò da loro e fu portato in cielo.
Gesù ti benedice, parla bene di te. Ti ama. Non smetterà mai di amarti… E sarà con te ogni giorno fino alla fine del mondo. Questa è la base della nostra speranza: la certezza che nulla e nessuno può separarti dall’amore di Dio manifestato in Cristo Gesù.
Ogni giorno dobbiamo chiedere lo Spirito Santo affinché possiamo riconoscere la presenza del Signore nella vita e nelle difficoltà quotidiane.
Coraggio! Non abbiate paura! Il Signore è con voi.
Vieni, Spirito Santo! Vieni, Spirito Santo!
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