Riflessione del Vescovo Enrique Díaz: Che tutti i popoli ti adorino, Signore
Seconda Domenica di Natale
Monsignor Enrique Díaz Díaz condivide con i lettori di Exaudi la sua riflessione sul Vangelo di questa domenica, 4 gennaio 2026, dal titolo: “Tutti i popoli ti adorino, Signore”.
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Isaia 60:1-6: “La gloria del Signore risplende su di te”
Salmo 71: «Ti adorino, Signore, tutti i popoli»
Efesini 3:2-3, 5-6: “Anche i pagani partecipano con noi alla stessa eredità”.
Matteo 2:1-12: “Siamo venuti dall’Oriente per adorare il re dei Giudei”.
L’anziana donna era rimasta a lungo a contemplare il presepe, realizzato con amore e semplicità. Dopo il silenzio e l’adorazione, finalmente si alzò, sentendosi confortata e nostalgica al tempo stesso: “Oggi pensavo, e guardavo i Re Magi, ognuno con il suo colore e le sue vesti… Hanno potuto vedere la stella del Bambino Gesù e sono andati ad adorarlo… Noi non siamo più in grado di guardare le stelle, tanto meno di lasciare qualcosa a cui avvicinarci… Pensavo anche che i piccoli doni che gli hanno dato erano molto belli, ma ancora più bello era il suo cuore”. È la semplicità e i pensieri di una donna che prende sul serio l’adorazione, che crede nelle stelle ed è disposta a offrire tutto ciò che ha, che sia molto o poco. Rimpiange quei giorni lontani in cui i suoi nonni le parlavano delle stelle e dei loro viaggi. Oggi non abbiamo più tempo per guardare le stelle.
L’Epifania non è una bella storia per deliziare i bambini con un piccolo dono, né è un racconto storico di eventi accaduti molti anni fa. È un racconto che rivela i desideri più profondi dell’umanità e la sua ricerca di ragioni che guidino i suoi passi, ma è anche la manifestazione di Gesù come luce di tutta l’umanità. Nessuno è escluso dall’amore di Dio manifestato nel bambino fatto carne. L’umanità è in cammino verso Dio? C’è un profondo desiderio di eternità nel cuore umano che nulla può placare. Possiamo mascherarlo accontentandoci di inezie e cose materiali, ma dentro di noi rimarrà questa sete di divinità. Prima ancora che l’umanità si renda conto di questa ricerca, c’è lo scintillio delle stelle, che sono messaggi dell’amore di Dio, che cerca l’umanità. Dio non si stanca mai di cercare, non si stanca mai di far apparire nuove stelle, non si stanca mai di dissipare l’oscurità affinché l’umanità possa trovare la sua strada.
Tuttavia, l’uomo ha la possibilità e la libertà di sbagliare. Perché questi saggi d’Oriente cercano il Salvatore mentre Erode rimane immobile nella sua fortezza, ignaro della nascita del nuovo Re? Rappresentano il cammino della luce e il cammino della morte, che si intersecano all’orizzonte di ogni persona. Erode ha posto il suo cuore nel potere e nell’ambizione. Per mantenerli, ricorre a tutto: menzogne, calcoli e crimini. Il suo cammino è lo stesso di tutti coloro che sono sedotti dal potere e dall’ambizione: crudeltà, terrore, disprezzo per l’umanità e distruzione di innocenti non hanno importanza. Ciò è confermato dalla storia di tanti tiranni che hanno giustiziato tutti i potenziali rivali. È confermato dalle potenti organizzazioni mafiose, dalle reti di traffico di minori, dai cartelli della droga e da altre organizzazioni criminali che stuprano, distruggono e giustiziano.
Oggi, mentre scrivo queste righe, ricevo la straziante notizia che nuove fosse comuni di corpi non identificati sono state scoperte in luoghi inaspettati. Dov’è il cuore di questi mercenari del potere e del denaro? Progetti e sistemi moderni che dimenticano le vaste masse che muoiono di fame e disperazione, mentre assicurano capitali, immense fortune e potere a poche corporazioni e a una manciata di individui, confermano anche questo cammino di morte, forse mascherato e persino camuffato da benevolenza. Oggi, Erode è molto presente in questi nuovi tiranni, ma è presente anche nel cuore di ognuno di noi quando ci lasciamo sedurre dall’ambizione e disprezziamo il Cristo che si fa carne in ogni piccola persona indifesa.
Al contrario, i Magi rappresentano la persona che si lascia catturare dallo splendore di una stella, che abbandona le proprie comodità e si mette alla ricerca del proprio ideale. Uscire, partire, cercare… questa è la persona che è viva e che vuole trovare ed essere trovata. È abbandonare quell’apatia e quella sciocca passività radicate in ragioni di ordine, comodità o benessere. Dio ti sta cercando, ma tu devi aprire le porte e uscire per incontrarlo. Una casa con porte chiuse, finestre bloccate e sigilli ermetici non riceve luce, ma marcisce dall’interno. Non c’è soluzione peggiore del non fare nulla. Sebbene uscire comporti pericoli, è preferibile alla passività. Non è un’avventura spericolata, ma seguire una stella e un ideale.
Mi colpisce come il racconto confermi la scoperta del bambino: «Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre e, prostratisi, lo adorarono». Questa è la grandezza dei cuori nobili: sanno riconoscere, sanno adorare, sanno accogliere nel silenzio. Non ci sono parole, solo profonda contemplazione e adorazione. Spesso abbiamo perso questa capacità di adorazione e cerchiamo solo un dio utile che ci piaccia e serva i nostri progetti egoistici. Chiediamo, chiediamo, ma non contempliamo. I Magi scoprono e adorano il bambino, il volto umano di Dio, la carne della Divinità. Oggi non riusciamo a scoprire Dio nei piccoli, nella carne sofferente, nel dolore di ogni giorno. I doni dei Magi sono più piccoli della loro adorazione perché hanno offerto i loro cuori. Il dono non conta quando la persona è stata donata tutta intera. E infine, tornano «per un’altra via». Chi ha scoperto Gesù non può continuare sulla stessa vecchia strada; ha trovato la via della luce, dell’amore, della generosità. Così il Dio che si rivela a tutti trova cuori capaci di accoglierlo; e gli uomini che hanno seguito la stella trovano Dio fatto uomo.
Avremo tempo per guardare la Stella? Ci lasceremo sedurre dal suo splendore? Siamo troppo pessimisti e apatici? Epifania, un giorno di ricerca, di incontro, di avventura. Un giorno per guardare le stelle.
Padre buono, che attraverso una stella tocchi i cuori degli umili, donaci il coraggio di andare incontro al tuo Figlio Gesù presente in ognuno dei tuoi piccoli. Amen.
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