08 Settembre, 2026

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Raccontare una storia è anche una forma di resistenza

Il Capofamiglia: una storia di dignità, istruzione e della forza di continuare a prendersi cura degli altri quando la vita diventa ingiusta

Raccontare una storia è anche una forma di resistenza

Alcuni film ci commuovono perché parlano ai nostri sentimenti. Altri ci turbano perché ci costringono a confrontarci con ciò che preferiremmo evitare.  The Breadwinner  appartiene a questa seconda categoria. Non cerca di compiacerci né di offrire una facile risposta emotiva. Ci mette di fronte a una realtà dura e profondamente ingiusta e ci chiede cosa significhi preservare la dignità quando quasi tutto il resto è stato portato via.

A volte parliamo di libertà come se fosse una parola altisonante, astratta, quasi filosofica. Eppure, ci sono luoghi e momenti nella storia in cui la libertà diventa qualcosa di molto concreto: poter camminare per strada senza paura, studiare, lavorare, parlare, decidere, prendersi cura della propria famiglia, o semplicemente camminare senza che la propria esistenza venga monitorata. Quando queste cose vengono perse, comprendiamo che i diritti non sono semplici orpelli di una società avanzata, ma il minimo indispensabile su cui si fonda una vita umana.

Questo film ci ricorda che la dignità non si trova sempre nei grandi discorsi. A volte si nasconde nei piccoli gesti: in una ragazza che si rifiuta di arrendersi, in una famiglia che cerca di restare unita, in una storia sussurrata perché la paura non si impadronisca della casa. Perché quando la realtà diventa insopportabile, raccontare storie può essere anche un modo per continuare a respirare.

Sinossi

Parvana è una ragazza afghana che vive con la sua famiglia a Kabul, sotto il regime talebano. Suo padre, un ex insegnante, cerca di mantenere vivi la sua curiosità, la sua memoria e il suo amore per le storie, anche in un ambiente in cui l’istruzione e la libertà sono diventate privilegi minacciati.

Quando suo padre viene ingiustamente arrestato, la famiglia si ritrova in gravi difficoltà. Poiché le donne non possono uscire liberamente da sole, Parvana prende una decisione rischiosa: tagliarsi i capelli, vestirsi da ragazzo e avventurarsi nel mondo per trovare cibo, cercare suo padre e sostenere la sua famiglia.

Mentre si muove in una città segnata dalla paura, Parvana racconta una storia fantastica che risuona con la sua realtà. Questa storia nella storia diventa un rifugio, una fonte di resistenza e un ricordo.

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C’è qualcosa di profondamente commovente in Parvana. Non è un’eroina nata da racconti epici, ma dalla necessità. Non agisce per il desiderio di dimostrare il suo coraggio, ma perché qualcuno deve farlo. E forse è per questo che la sua forza appare così autentica. Alcune persone non scelgono di essere coraggiose; la vita semplicemente le costringe a difendere ciò che amano.

Parvana non cambia il mondo con una spada o con un gesto eclatante destinato a rimanere nella memoria. Lo cambia in un modo molto più silenzioso: si rifiuta di scomparire. In un mondo che cerca di annientarla, continua a pensare, a camminare, a porsi domande e a prendersi cura degli altri. La sua resistenza non nasce dall’odio, ma da una profonda fedeltà alla vita. E questa differenza è fondamentale. Perché esiste un coraggio che distrugge e un altro che protegge. Quello di Parvana appartiene a quest’ultimo tipo di coraggio.

Il film ci invita a guardare all’istruzione da una prospettiva molto diversa dal solito. Per chi vive in luoghi dove andare a scuola fa parte della routine, studiare può sembrare solo un altro obbligo, qualcosa di percepito persino come un peso. Tuttavia,  The Breadwinner  ci ricorda che imparare è anche una forma di libertà. Chi impara amplia i propri orizzonti, rafforza la propria voce e scopre che la realtà non si limita a ciò che gli altri vogliono imporgli.

Ecco perché il padre di Parvana è così importante. Non si limita a trasmetterle conoscenze; ​​le offre un modo di vedere le cose. Le insegna che le storie preservano la memoria, che le parole possono mantenere viva la speranza e che una persona che pensa con la propria testa non è mai veramente sconfitta. In un mondo che cerca di soffocare l’immaginazione, la narrazione diventa una forma di resistenza.

E questa è forse la bellezza più grande del film: mentre la realtà si indurisce, la narrazione apre uno spazio interiore dove è ancora possibile respirare. La storia che Parvana tesse non è una fuga superficiale. Non serve a negare ciò che sta accadendo, ma a sopportarlo senza arrendersi. A volte abbiamo bisogno di storie non per fuggire dal mondo, ma per trovare dentro di noi la forza di continuare ad abitarlo.

C’è anche una domanda scomoda che attraversa l’intero film e che risuona in noi spettatori: cosa facciamo della libertà che abbiamo? Perché una storia come questa non dovrebbe lasciarci solo tristi o commossi. Dovrebbe risvegliare un senso di responsabilità. Non possiamo semplicemente guardare Parvana dalla distanza di chi assiste a un’ingiustizia subita da altri. La sua storia ci ricorda che ogni diritto di cui godiamo comporta un obbligo: non darlo per scontato, non vivere nell’indifferenza e non dimenticare coloro che devono ancora lottare per esso.

In questo senso,  The Breadwinner  non è solo un film su una ragazza afghana. È una riflessione universale sulla dignità umana. Su tutti coloro che, in contesti diversi, hanno dovuto diventare forti prima del tempo. Su coloro che si assumono responsabilità che non spettavano loro. Su coloro che imparano a prendersi cura degli altri quando dovrebbero ancora essere accuditi.

Parvana ci ricorda che l’infanzia dovrebbe essere un territorio protetto, non una trincea. Ma ci mostra anche che, persino quando il mondo crolla, c’è una luce che può rimanere accesa: la capacità di amare, di immaginare, di raccontare storie, di imparare e di non rinunciare completamente alla propria umanità.

Per i giovani

Per i giovani, questo film può essere particolarmente prezioso perché colloca la libertà in un contesto molto concreto. Non la presenta come un’idea lontana, ma come qualcosa che influenza la vita quotidiana: la possibilità di studiare, esprimersi, muoversi, scegliere, porre domande e costruire un futuro.

Parvana ci incoraggia a riconsiderare molte delle cose che a volte diamo per scontate. Ci ricorda inoltre che crescere non significa solo raggiungere obiettivi personali, ma sviluppare una sensibilità capace di riconoscere l’ingiustizia e di rifiutarsi di abituarsi ad essa. Alcuni giovani sono stati costretti a maturare troppo in fretta, mentre altri devono scoprire che la loro libertà può essere usata anche per difendere la dignità di coloro la cui dignità non è garantita.

Per gli educatori

Da un punto di vista educativo,  The Breadwinner  è un film potente per esplorare temi come la dignità, i diritti umani, l’uguaglianza, la memoria e il valore dell’istruzione. Tuttavia, è importante approcciarsi ad esso con cautela. Il film non dovrebbe essere utilizzato per creare un effetto shock, ma piuttosto per innescare una profonda riflessione su cosa significhi vivere quando la libertà viene limitata.

Educare significa anche aiutare le persone a comprendere che la conoscenza non è solo un accumulo di fatti. È uno strumento di libertà interiore. Una persona istruita non è solo qualcuno che sa di più, ma qualcuno che sa guardare il mondo con maggiore discernimento, equità e umanità. Parvana ci ricorda che insegnare alle persone a pensare può essere, in certi contesti, uno degli atti più coraggiosi che si possano compiere.

Per le famiglie

Per le famiglie, il film offre una riflessione difficile ma necessaria. A volte la casa non può proteggere da tutto, ma può preservare qualcosa di essenziale: la memoria, la tenerezza, le parole e la fiducia. Il padre di Parvana non può impedire tutte le sofferenze della figlia, ma le ha lasciato in eredità qualcosa che nessuno potrà mai veramente toglierle: la capacità di raccontare la sua storia e di non lasciare che la paura abbia l’ultima parola.

Ci invita inoltre a parlare in famiglia di realtà non sempre piacevoli. I bambini non devono vivere ignari delle sofferenze del mondo, ma hanno bisogno di adulti che li aiutino a comprenderle senza cadere nella disperazione. Questo film può essere un punto di partenza per discutere di giustizia, uguaglianza, libertà e responsabilità in un modo profondamente umano.

La domanda che rimane

“The Breadwinner”  ci presenta una ragazza che impara a resistere senza mai smettere di immaginare. E forse proprio qui risiede la sua lezione più profonda. Non possiamo sempre scegliere le nostre circostanze, ma c’è qualcosa che gli esseri umani cercano di preservare anche nei momenti più difficili: la dignità di continuare a essere qualcuno, di continuare a prendersi cura degli altri, di continuare a raccontare una storia quando altri vorrebbero imporre il silenzio.

Parvana non chiede pietà. Chiede memoria. Chiede consapevolezza. Ci chiede di non dare per scontate le nostre libertà. E ci ricorda che ogni volta che qualcuno impara, condivide la propria storia, si prende cura degli altri o si alza in piedi per difendere coloro che ama, la vita trova di nuovo una via.

Quale parte della nostra libertà siamo disposti a difendere per coloro che non sono ancora in grado di esercitarla?

Analisi di  José María Sánchez Villa

Marketing y Servicios

Ideas para mejorar el mundo . Director: José Miguel Ponce . Profesor universitario e investigador en Marketing y Gestión de Servicios, con experiencia en cinco universidades públicas y privadas. Sevillano de origen, ha vivido en varias ciudades de España y actualmente reside en Sevilla. Apasionado por la educación, la comunicación y las relaciones humanas, considera la amistad y la empatía clave en su vida y enseñanza. Ha publicado investigaciones sobre Marketing, Calidad de Servicio y organizaciones sin ánimo de lucro. Humanista y optimista, promueve el agradecimiento y la coherencia como valores fundamentales.