Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Commento di Padre Jorge Miró
Domenica 11 gennaio 2026
Padre Jorge Miró condivide con i lettori di Exaudi il suo commento al Vangelo di domenica 11 gennaio 2026, intitolato “Questo è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto”.
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Con la festa del Battesimo del Signore, che oggi celebriamo, si conclude il tempo liturgico del Natale.
Il battesimo di Gesù è l’accettazione e l’inaugurazione della sua missione.
Nel Vangelo contempliamo la scena suggestiva di Gesù che si lascia annoverare tra i peccatori e si avvicina per ricevere il battesimo da Giovanni, il quale rimane stupito dalla presenza di Gesù. Ma la presenza di Gesù è un segno: Egli è l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo. Così lo chiama Giovanni Battista, rivelando che Gesù è sia il Servo sofferente che si lascia condurre silenziosamente al macello e porta su di sé il peccato delle folle, sia l’Agnello pasquale, simbolo della redenzione di Israele quando celebrò la prima Pasqua. Tutta la vita di Cristo esprime la sua missione: servire e dare la sua vita in riscatto per molti (Catechismo 608).
Questa celebrazione ci invita a ricordare e rivivere il battesimo che abbiamo ricevuto un giorno, attraverso il quale abbiamo avuto accesso alla salvezza che Gesù ci ha operato con la sua morte e risurrezione. È il battesimo con il quale siamo stati immersi nella morte di Cristo e siamo risorti con Lui (cfr Catechismo 1214).
Ma il battesimo non è semplicemente un rito. Il Battesimo è l’inizio di una nuova vita. Nel Battesimo abbiamo ricevuto il seme di un tesoro, che è la fede, e il dono dello Spirito Santo, che ci rende figli amati di Dio in Cristo e ci introduce nella comunità dei discepoli di Gesù Cristo: la Chiesa.
Oggi il Signore ci invita a prenderci cura del seme affinché possa crescere e portare frutto.
Per fare questo, ogni giorno devi ascoltare e accettare come rivolta direttamente a te la parola che lo Spirito Santo sussurra in ogni battito del tuo cuore, ricordandoti che sei il figlio amato di Dio, il suo eletto. Ogni giorno lo Spirito ti assicura che Dio ti ama, che ti ha creato per amore e che sta tessendo con te una storia d’amore e di salvezza. Questa è la chiave. Quando accetti questo Amore donato gratuitamente, la vita è completamente trasformata.
Questa celebrazione è un invito a vivere questa storia d’amore con il Signore. Un invito a gioire del battesimo. A vivere questa nuova vita, a vivere una relazione personale e intima con il Signore, una relazione d’amore. Perché la fede è vivere una vita da godere. Una vita che dobbiamo custodire.
La coltiviamo ascoltando la Parola di Dio, Parola che ha vita eterna. La coltiviamo vivendo la fede non in modo individualistico e solitario, ma uniti a tutti coloro che professano che Gesù è il Signore, vivendo la fede nella famiglia dei discepoli di Gesù, che è la Chiesa.
Coltiviamo la nostra fede quando celebriamo l’Eucaristia, quando confessiamo i nostri peccati, quando viviamo la vita facendo il bene, come ha fatto Gesù. Coltiviamo la nostra fede quando preghiamo e viviamo in intimità con il Signore. Fino a raggiungere la meta, che è il cielo, la vita eterna, dove occhio non vide, orecchio non udì, e nessuna mente può immaginare ciò che Dio ha preparato per coloro che lo amano ( 1 Corinzi 2:9).
Apri il tuo cuore al Signore! Non aver paura! Colui che ha iniziato in te quest’opera buona la porterà a compimento!
Vieni, Spirito Santo!
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