Preghiamo per il rispetto della vita umana
Petizione mensile del Papa
L’intenzione del Santo Padre Leone XIV per il mese di luglio 2026 è la seguente: “ Per il rispetto della vita umana . Preghiamo per il rispetto e la protezione della vita umana in tutte le sue fasi, riconoscendola come un dono di Dio”.
La sua enciclica “Magnifica Humanitas”, del 15 maggio 2016, si fonda sulla dignità di ogni persona umana, ed è proprio su questa dignità che si basano i diritti umani, che hanno il loro fondamento necessario nel diritto alla vita. In questo documento, egli affermava: “I diritti umani sono inviolabili perché sono ‘inerenti alla persona umana e alla sua dignità’. Di conseguenza, sono universali e inalienabili. […] Il primo diritto umano è il diritto alla vita, dal concepimento alla morte naturale, senza il quale è impossibile esercitare qualsiasi altro diritto. Quando questo diritto fondamentale viene negato – come accade con l’aborto, l’uccisione di innocenti e l’eutanasia – ci troviamo di fronte a decisioni che la Chiesa giudica gravemente illecite”.
L’8 giugno, nel suo storico discorso pronunciato in occasione dell’incontro con i membri del Parlamento spagnolo al Congresso dei Deputati, dichiarò: “Se la vita cessa di essere riconosciuta come valore fondamentale, quale futuro può avere la nostra società? […] Ogni vita umana deve essere riconosciuta e protetta dal concepimento alla morte naturale, in ogni circostanza della sua esistenza. Quando questa certezza viene oscurata, i più vulnerabili sono le prime vittime […]”.
Giovanni Paolo II, anch’egli durante un viaggio apostolico in Spagna, si espresse in modo parallelo, o analogo, affermando quanto segue: «Parlo di assoluto rispetto per la vita umana, che nessuna persona o istituzione, pubblica o privata, può ignorare. Pertanto, chiunque neghi la difesa all’essere umano più innocente e vulnerabile, all’essere umano già concepito, anche se non ancora nato, commetterebbe una gravissima violazione dell’ordine morale. L’uccisione di una persona innocente non può mai essere legittimata. Minerebbe le fondamenta stesse della società. […] Che senso avrebbe parlare della dignità dell’uomo, dei suoi diritti fondamentali, se una persona innocente non viene protetta o se vengono addirittura forniti i mezzi o i servizi, pubblici o privati, per distruggere vite umane indifese?»
Da quanto precede si può dedurre quanto segue: se il diritto alla vita viene distrutto, se viene annientato dalle mine antiuomo, i diritti umani restano senza fondamento, ridotti a un castello in aria, senza alcuna base che li sostenga, e precipitano in una caduta libera. Vale a dire, logicamente, senza il diritto alla vita, non rimangono diritti umani, non ne rimane nemmeno uno; sono stati tutti eliminati, sono morti tutti. Perché non può esistere alcun diritto che non sia fondato sulla vita. Se non c’è il diritto alla vita, nessuno ha diritti umani. Senza il diritto alla vita, ci troviamo di fronte solo a una cortina nera; la società non ha futuro. Ma, in aggiunta, attualmente ci sono milioni di aborti indotti in tutto il mondo. Allo stesso tempo, le politiche pro-aborto e il mercato dell’aborto si stanno espandendo rapidamente in tutto il mondo. È impressionante, scioccante ed estremamente doloroso che queste politiche e questo mercato riescano costantemente a raggiungere posizioni di grande influenza internazionale e globale. Da qui la grande urgenza di questa richiesta di preghiera mensile proposta dal Santo Padre.
Due settimane dopo il suo storico discorso al Parlamento spagnolo, e più precisamente il 22 giugno, nel suo intervento ai membri della Fondazione Jérôme Lejeune, Papa Leone XIV ha ribadito due punti fondamentali: la questione dell’aborto e l’eliminazione dei più vulnerabili. Ha affermato: “Non si dovrebbe mai permettere a un medico, sulla base di algoritmi di laboratorio, di decidere sulla vita di un particolare embrione o di una particolare persona anziana! La medicina non può mai diventare serva della morte programmata!”. In questo discorso, il Papa ha posto particolare enfasi sul rispetto della vita delle persone particolarmente vulnerabili, come quelle con sindrome di Down. Si tratta di un’osservazione molto pertinente, poiché, come aveva previsto il grande scienziato Jérôme Lejeune, e come possiamo oggi verificare statisticamente, molti bambini con sindrome di Down vengono soppressi prima della nascita.
La tragedia cosmica dell’aborto esemplifica perfettamente il messaggio che Papa Leone XIV ripete così spesso nella sua enciclica: che la persona umana deve diventare veramente umana, avere compassione e realizzare il magnifico piano di umanità che Dio ha ideato per essa, abbracciando in modo particolare i più vulnerabili. La tecnologia, i meccanismi politici ed economici non bastano; dobbiamo essere veramente umani. Dobbiamo superare questa crisi dell’umanità.
In questo contesto, è chiaro che la preghiera ha un valore immenso, perché Dio è onnipotente. La nostra speranza è in Dio! Ci sono motivi per sperare! Preghiamo!
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