07 Settembre, 2026

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Polonia: Vogliono distruggere il Museo “Memoria e Identità” di san Giovanni Paolo II

Le pressioni politiche e le ispezioni governative che minacciano il futuro del Museo “Memoria e Identità” di san Giovanni Paolo II a Toruń

Polonia: Vogliono distruggere il Museo “Memoria e Identità” di san Giovanni Paolo II

Nel 2005, l’ultimo anno di vita di Giovanni Paolo II fu pubblicato il suo libro “Memoria e Identità”. Esso contieneva una riflessione di papa Wojtyla sulla storia della Polonia, sull’identità dell’Europa potentemente plasmata dal cristianesimo, sul mistero del male incarnato nei grandi sistemi totalitari del Novecento come il nazismo e il comunismo che Wojtyła aveva conosciuto di persona.

Quando in Polonia è nata l’idea di organizzare un museo dedicato al patrimonio intellettuale di san Giovanni Paolo II, si è pensato di chiamarlo Museo “Memoria e Identità”, come il titolo del suo libro. Questo Museo, costruito nella città di Toruń, ha avuto due co-fondatori: il Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale e la Fondazione Lux Veritatis. Oggi gli edifici del Museo sono completati e bisogna ultimare l’esposizione. Purtroppo, dopo le elezioni del 2023 al potere è arrivata la coalizioni di partiti formando un governo più anticlericale dalla svolta democratica del 1989.

Il Ministero della Cultura di tale governo guidato all’inizio da Hanna Wroblewska, voleva ad ogni costo distruggere questa grande iniziativa come molte altre simili che mirano a mantenere viva la memoria del Papa polacco. Wróblewska ha addirittura definito il Museo un “pacco indesiderato”. Perciò il Museo è stato privato dei fondi necessari per completare la sua mostra permanente ed è stato sottoposto a dei controlli approfonditi. Durante le verifiche durate più di due anni, periodo inusualmente lungo, sono state esaminate fatture, contratti e documenti fiscali. Tutto risultava in ordine. Ma l’accanimento del governo contro il Museo continuava.

I governanti lo fanno per puro interesse politico e ideologico, anche a costo di sprecare i fondi pubblici spesi finora per la costruzione di questo Museo statale.

Recentemente si è appreso di ulteriori azioni intraprese dalle autorità contro il Museo. Un’altra ispezione è in fase di completamento. L’obiettivo di questa, così come delle precedenti ispezioni (iniziate all’inizio del 2024) al Museo e alla Fondazione Lux Veritatis è evidente: trovare qualche pretesto per chiudere il Museo. Ad oggi, nessuna delle numerose squadre di ispezione inviate ha trovato i motivi per farlo. Allora, nel maggio del 2025, il Direttore dell’Ufficio doganale e tributario della Masovia a Varsavia ha avviato una verifica contabile del Museo in merito ai versamenti IVA. Nonostante precedenti verifiche, tra cui una condotta dal Direttore della Camera di amministrazione tributaria di Varsavia, che avevano dimostrato la correttezza e l’affidabilità della contabilità del Museo e la correttezza della spesa dei fondi pubblici concessi al Museo per la costruzione della sua sede e la realizzazione della mostra permanente, la nuova verifica da parte del Direttore dell’Ufficio doganale e tributario della Masovia afferma che i registri degli acquisti e delle forniture del Museo per il periodo da dicembre 2020 a dicembre 2022 “non riflettono la situazione reale e sono inattendibili nella loro interezza”. Tale conclusione è in diretta contraddizione sia con le stesse conclusioni della sua relazione sulla verifica sia con i risultati della verifica del Direttore.

I rappresentanti della Fondazione Lux Veritatis hanno annunciato di aver presentato ricorso, sia in sede legale che di altro tipo, contro queste ispezioni. Tuttavia, è noto che le decisioni in merito a tali ricorsi non sono immediate.

Basandosi unicamente sulla vaga dichiarazione dei revisori dei conti circa “l’inesattezza dei registri fiscali”, il governo sicuramente diffonderà questa falsa accusa sui media, come fa da sempre. Si tratterà dell’ennesima falsa “etichetta” che il governo cercherà di affibbiare al Museo e ai suoi fondatori nell’opinione pubblica. Tutto ciò al fine di bloccare le attività del Museo e distruggerlo.

Centinaia di migliaia di polacchi avevano preso una posizione in difesa di questa istituzione di cultura polacca mandando petizioni firmate al Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale. Ma il governo Tusk rimane sordo alle voci della società. Come il regime comunista polacco combatteva Giovanni Paolo II adesso gli ex comunisti e gli pseudo democratici dei partiti della coalizione di Tusk vogliono distruggere la sua eredità. Il mondo deve saperlo.

Wlodzimierz Redzioch

Wlodzimierz Redzioch è nato a Czestochowa (Polonia), si è laureato in Ingegneria nel Politecnico. Dopo aver continuato gli studi nell’Università di Varsavia, presso l’Istituto degli Studi africani, nel 1980 ha lavorato presso il Centro per i pellegrini polacchi a Roma. Dal 1981 al 2012 ha lavorato presso L’Osservatore romano. Dal 1995 collabora con il settimanale cattolico polacco Niedziela come corrispondente dal Vaticano e dall’Italia. Per la sua attività di vaticanista il 23 settembre 2000 ha ricevuto in Polonia il premio cattolico per il giornalismo «Mater Verbi»; mentre il 14 luglio 2006 Sua Santità Benedetto XVI gli ha conferito il titolo di commendatore dell’Ordine di San Silvestro papa. Autore prolifico, ha scritto diversi volumi sul Vaticano e guide ai due principali santuari mariani: Lourdes e Fatima. Promotore in Polonia del pellegrinaggio a Santiago de Compostela. In occasione della canonizzazione di Giovanni Paolo II ha pubblicato il libro “Accanto a Giovanni Paolo II. Gli amici e i collaboratori raccontano” (Edizioni Ares, Milano 2014), con 22 interviste, compresa la testimonianza d’eccezione di Papa emerito Benedetto XVI. Nel 2024, per commemorare il 40mo anniversario dell’assassinio di don Jerzy Popiełuszko, ha pubblicato la sua biografia “Jerzy Popiełuszko. Martire del comunismo” (Edizioni Ares Milano 2024).