16 Aprile, 2026

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Papa Leone XIV atterra in Camerun: un volo con un sapore di speranza e un discorso che non lascia indifferenti

Mi ha ricordato Giovanni Paolo II...

Papa Leone XIV atterra in Camerun: un volo con un sapore di speranza e un discorso che non lascia indifferenti

Immaginate di essere a bordo dell’aereo che collega l’Algeria a Yaoundé, la vibrante capitale del Camerun. Un volo di cinque ore che, fin dal momento del decollo, diventa qualcosa di speciale. Papa Leone XIV passa davanti alla tribuna stampa solo per salutare. Non ci sono domande, ma le sue parole bastano a cogliere l’emozione del momento: è “molto, molto felice” dei due giorni appena trascorsi in Algeria.

Il Papa ha ringraziato le autorità e tutti coloro che hanno reso possibile la visita. Ma soprattutto, ha sottolineato ciò che più lo ha colpito: ripercorrere ancora una volta le orme di  Sant’Agostino  ad Annaba. «Dopo 1600 anni, i suoi insegnamenti restano attualissimi», ha affermato. Ha parlato dell’instancabile ricerca di Dio e della verità, della chiamata a costruire la comunità, a camminare verso l’unità nel rispetto di tutti. Per Leone XIV, Agostino non è un santo del passato: è una voce di cui il mondo di oggi ha urgente bisogno.

E continua a costruire ponti. Ricorda con soddisfazione la sua visita alla Grande Moschea di Algeri. «Anche se cristiani e musulmani hanno fedi diverse e le vivono in modo diverso, possono vivere insieme, possono coesistere». Questo è il messaggio che ripete dall’inizio del suo pontificato e ora, in Africa, risuona ancora più forte: il mondo ha bisogno di esempi di pace, unità e ponti. «In questo viaggio in Africa, continuerò a fare tutto questo», promette.

L’aereo atterra a Yaoundé. L’accoglienza è radicalmente diversa da quella ricevuta in Algeria: colori, gioia, un entusiasmo travolgente per le strade. Il “colore africano” si manifesta in tutta la sua intensità. Il primo atto ufficiale: un incontro con il presidente Paul Biya, novantatreenne e al potere dal 1982. Un leader che ha già ricevuto Giovanni Paolo II nel 1985 e Benedetto XVI nel 2009. Ora è il turno di Leone XIV.

Il Camerun è un paese complesso: diviso tra aree francofone e anglofone, con tensioni che dal 2017 hanno provocato vittime e sfollamenti. Domani il Papa attraverserà una delle zone più delicate del nord-est. Inoltre, continuano le proteste per i risultati elettorali. In questo contesto, il discorso del Papa al Palazzo Presidenziale – una sede magnifica – risuona potente e diretto.

Leone XIV parla di  pace disarmata , denuncia la corruzione, difende lo stato di diritto e ci ricorda che un vero governo deve essere al servizio del popolo, saper ascoltare e agire con rigore ma anche con magnanimità. «La sicurezza è importante, ma deve rispettare i diritti umani, soprattutto quelli dei più vulnerabili», sottolinea.

Il suo stile ricorda le visite di Giovanni Paolo II nei paesi con regimi difficili: chiaro, coraggioso e diretto. Non presenta né la caratteristica mitezza di Benedetto XVI né la prudenza di Francesco in certi contesti. Qui, di fronte al presidente, al governo, alla società civile e al corpo diplomatico, le parole del Papa vengono comprese senza filtri: governare significa servire, non dominare.

Un cenno particolare va rivolto alle donne. Il Papa denuncia il fatto che spesso sono vittime di pregiudizi e violenze e chiede che abbiano un ruolo reale nelle decisioni che riguardano il Paese. In sala, le donne presenti applaudono due volte. Il gesto non passa inosservato.

Il Camerun ha una significativa comunità cattolica, che rappresenta quasi il 30% della popolazione, e il Papa desidera renderle omaggio in questi giorni. Si auspica che la sua voce continui a risuonare con la stessa chiarezza anche nei giorni a venire: parole di pace, giustizia e speranza in una nazione che, nonostante le sue divisioni, possiede tutte le risorse umane, culturali e spirituali necessarie per costruire un futuro migliore.

Il viaggio è appena iniziato, ma il tono è già chiaro: Leone XIV non viene solo per impartire la sua benedizione. Viene per ricordarci che, come diceva Sant’Agostino, la ricerca di Dio e della verità ci unisce, e che costruire ponti non è un’opzione, ma un’urgente necessità.

Continueremo a documentare gli sviluppi passo dopo passo. Perché in Africa, come in tutto il mondo, il Papa continua a invitare tutti a camminare insieme.

Ti piacerebbe continuare il viaggio con noi?

Valentina Alazraki

Corresponsal de N+ en El Vaticano e Italia desde 1974. A lo largo de estos 50 años me ha tocado vivir experiencias, vivencias, anécdotas impresionantes, que compartiré en este canal. También me gustaría de que me siguieran en mi vida diaria, para ver como vive una corresponsal fuera de México y puesto que yo vivo en Roma les compartiré los lugares más bonitos y también los menos conocidos de esa maravillosa ciudad, como si fuera su guía. Además, para los más golosos y los que se divierten en la cocina, me vendrán en mi calidad de cocinera que compartiré recetas típicas italianas.