Non ti stanchi mai di me
Misericordia Misurabile, Amore Indefettibile
Padre eterno, che non ti stanchi mai,
che tieni con mano ferma
ciò che la mia mano rompe;
Tu che non misuri il mio valore con le mie azioni
—così povero, così misto—
ma per l’infinito peso del tuo Amore,
quell’Amore che pronuncia il mio nome
prima che io possa pronunciare il tuo.
Io sono prezioso perché tu mi guardi,
perché il tuo cuore mi amava
quando ancora non sapevo come tornare indietro.
Se cado, non sei tu il giudice che gode della mia caduta:
Tu sei un Padre che esce per strada,
con le braccia aperte e la casa illuminata,
e una tavola apparecchiata
per il figlio che ritorna senza merito,
ma affamato di perdono.
Cristo Gesù, il Verbo fatto carne,
Redentore di coloro che non sanno come salvarsi:
Ti contemplo sulla Croce,
non come sconfitta, ma come trono.
Le tue mani inchiodate non serbano rancore:
Tengono prigioniero il mondo.
Il tuo lato aperto non ti tradisce:
fuoriuscite.
Consegni fino all’ultimo momento,
Tu pronunci misericordia fino all’ultima goccia;
E il tuo “ho sete” trafigge la mia tiepidezza
per insegnarmi che la tua sete è la mia vita,
che la tua sete è il mio ritorno,
che la tua sete è la mia salvezza.
Non mi condanni: mi chiami.
Non mi spingi nell’abisso: mi sollevi.
Non mi chiudi le porte in faccia: le apri dall’interno.
con quella pazienza sovrana
che solo il vero Amore possiede.
La tua grazia non è un premio: è una medicina.
Il tuo perdono non è un dimenticare a buon mercato:
È una nuova creazione.
E nel silenzio dei giorni,
quando tutto sembra routine,
Tu sei nel Tabernacolo:
non come un ricordo, ma come una Presenza;
non come simbolo, ma umile Fuoco;
non come idea, ma come Pane vivo.
Eucaristia!
Cuore nascosto della Chiesa,
battito cardiaco di Dio sulla terra,
cielo piegato in un pezzo di pane.
Lì aspetti pazientemente.
come qualcuno che sa che l’amore si implora,
ma non viene mai imposto.
Aspetti i miei passi goffi,
i miei ripetuti ritorni,
le mie promesse a metà mantenute,
Eppure, aprendo la porta,
Mi dai più di quanto merito:
Ti doni.
Dici il mio nome instancabilmente,
e quel nome, il mio nome,
Suona diverso nella tua bocca:
Sembra una chiamata,
dignità ripristinata,
al figlio amato.
Tu mi sollevi secondo il tuo Spirito:
Mi insegni a vedere come vedi Tu,
perdonare come Tu perdoni,
amare non per calcolo,
ma per traboccamento.
E quando cala la notte,
quando il peccato pesa
e la speranza sembra lontana,
Lei appare:
Maria, Madre, Alba senza ombra,
Ampia porta a Gesù Cristo,
Il sentiero sicuro che conduce al Paradiso.
Non trattiene la luce: la indica.
Non mi attira a sé: mi dona al Figlio.
O Vergine fedele,
sì, pronunciato ogni ora,
obbedienza senza paura,
umiltà senza servilismo,
fortezza senza rumore;
corona di tutte le virtù,
uno specchio pulito dove Dio si riflette
senza distorsioni di orgoglio.
Mediatrice delle grazie,
non competere con El Salvador,
ma abbracciando la Sua volontà
con cuore di Madre:
Ricevi ciò che viene da Lui
e lo condividi come qualcuno che ama,
come qualcuno che sa
che la grazia è meglio offerta
quando viene offerto con tenerezza.
Prendimi per mano, Maria:
Se mi perdo nel mio ragionamento,
Insegnami le cose semplici:
ritorno.
Se continuo a soffermarmi sui miei errori,
Ricordami le cose essenziali:
La Sua Misericordia.
Se la paura mi paralizza,
Mostrami il Tabernacolo
come una casa dove c’è sempre spazio.
Se sono tentato dall’orgoglio,
rendimi piccolo;
Se la tristezza mi fa male,
Rendimi sicuro;
Se l’abitudine mi culla nel sonno,
Rendimi un adoratore.
E a voi, santi del Signore,
amici dall’alto,
testimoni che la grazia trasforma,
E a te, angelo custode,
compagno silenzioso nelle mie battaglie,
Mantieni il mio cuore al sicuro sul cammino:
che non mercanteggia col peccato,
affinché non si abitui a stare lontano,
che non si accontenta di sopravvivere
quando è chiamato alla Vita.
Padre, Figlio e Spirito Santo:
Dio che non fallisce mai,
Dio che sostiene,
Dio che aspetta senza umiliare,
Dio che perdona instancabilmente,
Dio che ama per primo.
Rendi la mia anima una risposta,
Non perfetto, ma sincero:
un quotidiano “eccomi”,
un ritorno costante,
un culto senza teatro.
Poiché la mia salvezza non viene dalle mie forze,
ma del tuo Amore che mi precede.
E se oggi tornassi —di nuovo—
Non è perché sono grande,
ma perché Tu sei buono
e Maria mi conduce
sul sentiero sicuro
finché il tuo cuore non si apre.
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