Noi siamo l’opera d’arte!
Non la tavolozza dei colori
Viviamo in un’epoca in cui la parola felicità è diventata una trovata di marketing. La promettiamo in libri di auto-aiuto, esperienze rapide e prodotti che garantiscono un benessere immediato. Ma la verità è che più la cerchiamo fuori, più ci sfugge di mano.
Perché la felicità non si negozia, non si compra, non si baratta. Non si viaggia in business class né si riserva un posto VIP. La felicità è un viaggio condiviso e una sfida personale, e soprattutto un dono che nasce da dentro e che nessuno può sostituire.
Sostituti che stancano l’anima
A volte sostituiamo quella felicità con surrogati più economici perché pensiamo che tutto abbia un prezzo. E, non so se per paura o per immaginaria impotenza, abbandoniamo lo sforzo di raggiungere quell’obiettivo, cercandolo fuori di noi, come un ornamento che potrebbe renderci più belli; cerchiamo fuori ciò che è solo dentro di noi come un fedele riflesso.
Nelle parole di altre persone
“Per l’amor di Dio, non farmi sporcare le mani di vaselina… aspira a essere felice; accontentati di considerare il concetto come reale. Dieci centimetri più in basso, e stai bene. Beh, divertirmi è abbastanza per me, e alla fine delle Olimpiadi, seppellisci la tavola e non vuoi più soffrire.”
HA IL SAPORE DEL CIOCCOLATO,
MA NON È CIOCCOLATO
Siamo destinati alla felicità, ma non a quella che, secondo l’opuscolo di auto-aiuto, “ha un sapore di felicità”.
Siamo fatti per amare ed essere amati.
Nelle parole di altre persone
“L’uomo non può vivere senza amore. Rimane per se stesso un essere incomprensibile, la sua vita è priva di senso, se l’amore non gli viene rivelato, se non incontra l’amore, se non lo sperimenta e non lo fa suo, se non vi partecipa vividamente.”
(GIOVANNI PAOLO II, Enciclica Redemptor hominis , n. 10, 4 marzo 1979).
L’arte di vivere
Ognuno di noi è un’opera d’arte unica. La tavolozza dei colori – le emozioni, i sentimenti, i momenti di gioia – possono essere alla portata di tutti. Ma l’opera d’arte è unica, personale, irripetibile.
Con la nostra libertà, decidiamo ogni pennellata, ogni pennellata. E accettiamo anche che, nel quadro della vita, ci saranno luci e ombre.
Il dolore non distrugge l’opera; la approfondisce. Quando è vissuta con amore, la sofferenza cessa di essere assurda e diventa un seme fecondo.
Ed è questa la radice della felicità. Una felicità che non si prescrive al centro sanitario né si vende in farmacia. Né ostenta i suoi colori al mercatino delle pulci estivo.
Dolore e felicità
E dobbiamo accettare che dolore e amore sono “la facciata anteriore e posteriore” della stessa foglia.
Sono capace di amare nella misura in cui sono capace di soffrire per quell’amore. E sono capace di soffrire nella misura in cui sono capace di amare.
Quando questo non viene compreso, il dolore distorce l’anima.
Nelle parole di altre persone
“… La vergogna di sentirsi così inutili e la rabbia di morire come un Cristo non cristiano.”
“E io, stanco di amare, odio Dio con tutte le mie forze, e mi disgusta qualsiasi cosa che suggerisca qualcosa che assomigli alla perfezione, alla bontà, alla giustizia e a tale santità. Mi stanca, mi annoia e mi fa infuriare…”
Felicità e piacere
La felicità è per l’anima ciò che il piacere è per il corpo.
Felicità e dolore coesistono amichevolmente, ma dolore e piacere, quando sono presenti contemporaneamente, si distruggono a vicenda.
Se rompiamo la naturale relazione gerarchica, il sensibile , che è buono per natura, diventa sensuale e questa sensualità diventa una caricatura dell’amore umano, confondendo i mezzi con i fini.
La libertà è il gioiello che adorna e abbellisce le nostre vite, ma porta con sé la responsabilità di “portare noi stessi”.
Nelle parole di altre persone
“So che se sono persistente, posso raggiungere l’apice della felicità. Ma quanto è difficile persistere, non voltarsi mai indietro, guardare indietro, guardare indietro e non provare dolore…”
Ricominciare ogni giorno
“Oggi è il primo giorno del resto della tua vita.” Questa frase spesso ripetuta è in realtà
profondamente cristiano. Ogni giorno è un nuovo inizio.
Il passato è esperienza, mai residenza .
L’estate sta finendo. Fermarsi, stare in silenzio e ascoltarci può aiutarci a riciclare ciò che abbiamo vissuto …
Il poeta William Ernest Henley
“Io sono il padrone del mio destino, sono il capitano della mia anima”
Cosa posso fare?
Una poesia di Mario Benedetti può dare degli indizi
Non mollare, hai ancora tempo.
Per raggiungere e ricominciare,
Accetta le tue ombre, seppellisci le tue paure
Rilasciare la zavorra, riprendere il volo.
…
Non arrenderti, per favore non arrenderti,
Sebbene il freddo bruci,
Anche se la paura morde,
Anche se il sole tramonta e il vento si placa,
C’è ancora fuoco nella tua anima,
C’è ancora vita nei tuoi sogni,
Perché ogni giorno è un inizio,
Perché questa è l’ora e il momento migliore,
Perché non sei solo,
Perché ti amo.
Chi ha un AMICO è salvo.
Dio è L’AMICO che ti guarda sempre con infinita misericordia e non fa parte della catena commerciale, né è quotato in borsa…
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