Lo sguardo crea aree di relazione
Finestra sull'anima e ponte di connessione umana
Lo sguardo crea spazi di relazione. Quando guardiamo, il nostro “io” si muove verso ciò che stiamo guardando; si apre dal suo rifugio a nuove forme di incontro ed è pronta a ricevere, che è un modo di accogliere chi dona. Quando guardiamo, intraprendiamo un “viaggio” dalla parte più intima del nostro essere per “metterlo” nelle nostre pupille, nel nostro sguardo. Lo sguardo viene dunque visto e decodificato da ciò che rivela: l’essere personale, il mondo interiore. Se accogliamo, comprendiamo, rispettiamo e prestiamo attenzione, la persona che ci guarda mostra la sua vera natura. Mostrandosi, lo sguardo diventa dialogico. Il dialogo è un ingrediente essenziale delle relazioni umane. L’uomo è aperto, capace di aprirsi alla realtà, in virtù della quale il suo sguardo non riflette, ma comunica la sua esperienza che, in quanto sua, è originale. Ma quando incontrano lo sguardo dell’“altro”, si scambiano originalità in relazione allo stesso bene: la realtà.
Lo sguardo, oltre a rivelare il proprio intimo, è una brezza leggera che scopre e valorizza le grazie di un tu, “non volermi disprezzare, perché se hai trovato in me un colore oscuro, puoi ora guardarmi bene, dopo che mi hai guardato, quanta grazia e bellezza hai lasciato in me”. (San Giovanni della Croce). Eppure ci sono sguardi teneri, freddi, crudeli; sguardi umili, sguardi altezzosi, sguardi puliti, sguardi cupi, sguardi penetranti e sguardi superficiali. Saper guardare negli occhi e leggere ciò che dicono gli sguardi è un’arte che arricchisce le relazioni interpersonali.
Gli sguardi più belli sono quelli che riflettono gli aspetti più elevati degli esseri umani: la loro intelligenza, la loro volontà e la loro unicità. Sono coloro che trasmettono comprensione e amore verso le altre persone e l’universo. Sono quegli sguardi lucidi e amorevoli che dicono: “Quanto è bello che tu esista!” “Che gioia vederti e averti qui!” È lo sguardo che governa il tuo essere così e non in altro modo: “Togliti i vestiti, i segni, i ritratti; non ti voglio così, travestita da qualcun altro, sempre figlia di qualcosa. Ti voglio pura, libera, irriducibile: tu.” È lo sguardo amorevole capace di distinguere, in mezzo alla folla, l’amato. “So che quando ti chiamerò fra tutte le persone del mondo, solo tu sarai tu.” (Salinas) In sintesi, è lo sguardo di Dio, di una madre e di un cuore amorevole.
Quando la relazione è strumentalizzata, lo sguardo non conferma, ma oggettiva e riduce. Il contrattacco consiste nel riaffermare la propria libertà annullando la sua, il che è un modo per sminuirlo e ripagarlo con la stessa moneta. Nella relazione è presente un conflitto.Gli esempi sono molteplici: pensiamo al rapporto coniugale, dove la moglie viene ridotta a colei che lava, stira, si prende cura dei figli e prende le microdecisioni; E, padre, viene sottratto a chi porta i soldi, risolve i grandi problemi e decide le macro decisioni. Quindi, se qualcuno di loro vuole esprimere la propria opinione su qualcosa “che non lo riguarda“, viene criticato per la sua ingerenza. In entrambi i casi la persona è sostituibile. Posso sostituire un lavoratore con un altro, una moglie che lava, stira, cucina con una lavandaia e una cuoca professioniste; e, a un marito che provvede di più e gestisce meglio.
Nella sua essenza, c’è un’ipertrofia del sé che non riesce a stabilire alcuna relazione senza sentirsi intimidito, e l’unico modo per superare la minaccia è ridurre l’io a un riflesso del sé.Chi non la pensa come lui sbaglia; Coloro che condividono la sua opinione hanno ragione in ciò con cui sono d’accordo e torto in ciò con cui non sono d’accordo; E coloro che condividono la stessa opinione non fanno altro che ripeterla, sono solo epigoni senza grazia, echi senza vita di idee altrui.
Infine, gli occhi sono lo specchio dell’anima, dice la saggezza popolare; La fisica risponde dicendo: “solo se la finestra è pulita”; Anche la filosofia insiste: “la luminosità dell’anima dissipa la nebbia dal vetro”, ma solo l’amore distingue la luminosità degli occhi.
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