Leone XIV sulle tracce di sant’Agostino
Mons. Scanavino: un’occasione per diffondere i valori fondamentali della vita cristiana
Leone XIV quest’anno ha deciso di fare due viaggi di grande valore simbolico: ad Annaba in Algeria, non lontano da Tagaste (oggi, 14 aprile) ed a Pavia per visitare il monastero di San Pietro in Ciel d’Oro (20 giugno). Due luoghi di grande significato per il Papa agostiniano. A Tagaste il 13 novembre 354 nacque Aurelio Agostino che è passato alla storia come sant’Agostino. E’ stato un filosofo, vescovo, teologo ed oggi è dottore e santo della Chiesa cattolica. 75 anni più tardi, mente i Vandali di Genserico assediarono Ippona, Agostino fu colpito da una malattia fatale e morì il 28 agosto 430. Nel 718 il suo feretro, venerato per secoli in Sardegna, a Cagliari dove era stato portato da esuli fuggiti all’invasione vandala del Nordafrica, fu fatto trasportare a Pavia ad opera del re longobardo Liutprando. Da allora le sue spoglie sono custodite nella basilica di San Pietro in Ciel d’Oro i cui custodi sono i figli spirituali di sant’Agostino.
Nella comunità agostiniana di Pavia vive mons. Giovanni Scanavino, sacerdote dal 1964, già assistente generale dell’Ordine, priore della comunità agostiniana di Milano e della comunità del santuario di Santa Rita da Cascia, provinciale della provincia agostiniana d’Italia; dal 2003 al 2011 vescovo di Orvieto. Oggi vive presso la tomba di sant’Agostino di cui è figlio spirituale. Ho parlato con lui di Leone XIV.
Lei è il figlio spirituale di sant’Agostino, un vescovo di Ippona del IV secolo. Che cosa significa essere agostiniano oggi, nel XXI secolo?
– Agostino è stato sempre presentato come un grande conoscitore dell’amore di Dio e lo ha presentato sempre come il valore più grande di tutta la sua storia. Perciò non si può separare Agostino da Dio amore, Dio carità. Gli agostiniani di oggi devono testimoniare questo amore. Mi accorgo tutti i giorni che la maggioranza dei cristiani non crede alla presenza dello spirito di Dio nel nostro cuore. Invece per Agostino questa era una grande scoperta: riconoscere Dio amore e riconoscere lo Spirito Santo in ciascuno di noi.
Quando ha conosciuto il suo confratello Robert Prevost e quali erano i suoi legami con lui?
– Ci conosciamo molto bene da tanto tempo, precisamente da quando stava a Roma come priore generale dell’Ordine di Sant’Agostino dal 2001 al 2013.
Come ha reagito alla sua elezione a Pontefice?
– E’ stata una sorpresa. Inizialmente sono stato un po’ perplesso perché è una cosa grande ed è difficile pensare come si può compiere una tale missione in maniera piena. Ma successivamente sono stato ben contento sapendo che è una persona molto seria e preparata. La conoscenza di Agostino lo aiutava sempre e sicuramente lo aiuterà a svolgere il suo ministero. Pensavo anche che il suo pontificato sarebbe anche un’occasione per diffondere nella Chiesa e nel mondo i valori fondamentali della vita cristiana.
Fra poco ci sarà il primo anniversario dell’elezione di Leone XIV. Che “tratti agostiniani” trova nel pontificato del Papa?
– I tratti tipici di Sant’Agostino sono quelli dell’Unità della Chiesa e della Carità. Sant’Agostino nella Chiesa del suo tempo si impegna per recuperare l’unità perché’ senza di essa non ci può essere una buona testimonianza cristiana, sempre rimandando alla comunità apostolica.
Papa Leone ha un compito delicato in questo tempo per ricucire tendenze molto diverse radicate negli anni, su questo l’intercessione del nostro comune Santo Padre Agostino è certamente un grande aiuto. Il tutto sempre fondato nella Carità, perché’ solo da quella radice di Amore nasce il vero bene.
Il Papa quest’anno ha deciso di fare due viaggi simbolici: ad Annaba in Algeria, non lontano da Tagaste (14 aprile) ed a Pavia per visitare il monastero di San Pietro in Ciel d’Oro (20 giugno). Che significato hanno questi due luoghi per gli agostiniani?
– Annaba è il luogo dove Agostino visse il suo ministero episcopale e dove poté manifestare il suo pensiero. Allora per il Papa sarà un’occasione per ricordare tutto il lavoro di Agostino per la Chiesa. Invece a Pavia, con la presenza delle reliquie, è il simbolo della presenza di Agostino nel mondo di oggi.
E’ vivo ancora il culto di sant’Agostino?
– E’ ancora vivissimo. A Pavia viene sempre tanta gente per venerare le reliquie di sant’Agostino ma anche per ricordare i valori cristiani che sant’Agostino è riuscito ad esprimere.
L’intervista è stata pubblicata anche in polacco sul settimanale “Niedziela”
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