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Agustín Ortega

Voci

17 Novembre, 2025

8 min

Leone XIV, Educazione e Azione Sociale-Formazione

Educazione profetica e impegno liberatore per i poveri

Leone XIV, Educazione e Azione Sociale-Formazione

È stato giustamente detto che  chi dimentica il proprio passato non sa chi è . È ciò che affronteremo in questo articolo, in modo sintetico, richiamando l’evento fondativo della fede, soprattutto in due dimensioni o ambiti altamente significativi: quello educativo e culturale e quello della formazione/azione sociale, in linea con Papa Leone XIV, che pubblicò la lettera apostolica Progettare nuove mappe di speranza , commemorando il “60° anniversario della Dichiarazione conciliare  Gravissimum educationis sull’estrema importanza e rilevanza dell’educazione nella vita dell’essere umano” (n. 1).

Come hanno dimostrato le scienze sociali, la spiritualità e la teologia, qualsiasi carisma e spirito religioso-profetico, ispirato dalla fede, corre sempre il rischio di vedere il quadro istituzionale – essenziale per incarnare e dare energia a questo carisma profetico – soffocato e pervertito dal nucleo carismatico (spirituale) che dà senso all’istituzione, come quella educativa. Le dinamiche di conservazione o sicurezza a tutti i costi, di prestigio, potere e ricchezza (l’essere ricchi), possono estinguere e manipolare il carisma e la spiritualità fondante che alimentano le istituzioni educative, formative, universitarie o culturali. La storia, il pensiero e lo stesso Magistero della Chiesa – ad esempio il Concilio Vaticano II – ce lo insegnano.

In questo senso, quando la spiritualità e la missione, insieme alle loro istituzioni educative, non sono radicate nelle sfere umane e sociali – come la cultura, la politica e l’economia – allora ci troviamo inghiottiti da patologie e mali. Questo accade quando spiritualità e missione non riescono a impegnarsi con le comunità emarginate, le periferie e i margini; con le cause liberatrici e trasformative della pace e della giustizia, e con i poveri (gli impoveriti, gli oppressi, gli esclusi e le vittime). Tutto questo male e questa idolatria del potere e della ricerca del successo, del prestigio e del denaro (dei beni) sono il peccato del mondo, o  mondanità , come ci ha insegnato anche Papa Francesco. Tutto ciò è, se possibile, ancora più grave se dovesse accadere alla spiritualità e alla missione, con la loro educazione ispirata alla fede, poiché la fede è ciò che la caratterizza, la sua essenza e il suo carisma fondante.

Vita, missione e spiritualità, come rivelate in Gesù, hanno il loro cuore in questo dinamismo incarnazionale di ricerca di Dio in tutte le cose, di essere contemplativi nell’azione, nel servizio della fede e della giustizia liberatrice con i poveri, nella fedeltà affettiva alla Chiesa e nel dialogo con le culture e le religioni. L’essere spirituale ed educativo nutrito dalla fede si definisce, attraverso la sequela di Gesù nella Chiesa, in questo servizio e ricerca del bene più universale nell’amore e nella povertà evangelica, vivendo un impegno di solidarietà per la giustizia liberatrice con i poveri della terra. Ciò si oppone agli idoli del potere e della ricchezza, all’immoralità e alla disumanizzazione dell’essere ricchi, che è anti-Vangelo.

Da una prospettiva basata sulla fede, ciò implica servizio, scelta e impegno per ideali, lotte pacifiche e progetti che incarnano queste cause di solidarietà e giustizia liberatrice per i poveri. Implica la ricerca di ogni tipo di canale e mezzo (spirituale e culturale, sociale, politico ed economico) che rendano possibile questa fraternità e il bene più universale: la promozione integrale e la liberazione dei poveri. Questa è la dinamica missionario-profetica: l’annuncio e la trasformazione in amore fraterno, riconciliazione, pace e giustizia per i poveri; e, sinergicamente, la denuncia liberatrice di ogni male e ingiustizia, di ogni realtà, relazione e istituzione – legge, sistema o struttura sociale (come la politica e l’economia) – che causa dominazione e oppressione, disuguaglianza e ingiustizia sociale o globale.

Pertanto, come sottolineano e testimoniano Papi come Francesco e Leone, il luogo primario in cui vivere e testimoniare la fede è la comunità o la società civile, la gente semplice e umile, i poveri; e non le élite o i privilegiati di alcun tipo. Infatti, è attraverso l’azione trasformativa delle persone e dei poveri, attraverso le loro lotte, le loro cause e i loro progetti di emancipazione, attraverso il loro sviluppo integrale e la loro liberazione, che si diventa veramente (autenticamente) testimoni del Vangelo e della fede; la spiritualità e la missione acquisiscono credibilità. E, per comprendere o abbracciare spiritualmente questo, basta leggere e contemplare o meditare (abbracciare nella fede) la vita del Dio incarnato nella Parola di Dio, nel Vangelo di Gesù, il Regno di Dio e la sua giustizia verso i poveri; con i suoi profondi seguaci, come Francesco d’Assisi, San Domenico e Ignazio di Loyola.

In queste fonti e in questi luoghi, come si può vedere, risiede una ricchezza di saggezza spirituale, antropologica ed etica, proprio come fecero i santi, i dottori e i maestri della fede. Ciò rende possibile un’educazione e una formazione che sono:  integrali , che abbracciano tutte le dimensioni della persona, come ragione ed emozione, contemplazione e azione (sociale, lotta per la giustizia), mistica e politica… con la promozione, lo sviluppo globale e l’emancipazione degli individui, delle comunità e dei poveri, delle loro vite, dignità e diritti;  interdisciplinari , mediate da discipline culturali e scientifiche come la filosofia, le scienze umane e sociali; e  contemporanee , con la loro portata universale e globale nell’era della globalizzazione che continua ancora oggi. In effetti, la fede raccoglie e abbraccia tutto ciò che è bello, meraviglioso e vero nel nostro mondo sempre più interconnesso e globalizzato. Accoglie gli echi e le grida degli individui, delle comunità e dei poveri, dei movimenti popolari, sociali e civici. Questa è una globalizzazione della solidarietà e della pace, della giustizia e dello sviluppo sostenibile, contro la globalizzazione neoliberista del capitale, della guerra e della distruzione ecologica.

L’amore fraterno, la carità – che è costitutivamente sociale e politico e inseparabile dall’impegno per la giustizia verso i poveri – si realizzano nella lotta contro le attuali ideologie globali che dominano il mondo odierno. Si tratta del neoliberismo o neocapitalismo globale e dei residui del comunismo collettivista (collettivismo), come la Dottrina Sociale della Chiesa (DSC) dimostra attraverso un’analisi critica e perspicace, rivelandone l’intrinseco individualismo, la mancanza di solidarietà e l’economicismo, la disumanità e l’ingiustizia. Il servizio alla fede e alla giustizia implica essenzialmente e vitalmente la lotta contro questi sistemi ideologici ed economici immorali e ingiusti, che antepongono il capitale, gli idoli del mercato e il profitto alla vita, alla dignità e ai diritti umani. Questo è ciò che la teologia, la DSC e, in dialogo con le scienze sociali – tutte cruciali per una fede matura, seria e coerente – ci insegnano, ciascuna dalla propria specifica prospettiva.

Come abbiamo già indicato, questo approccio cerca di trovare i canali o i mezzi per storicizzare il bene più universale e la giustizia per i poveri, affinché questi valori diventino incarnati, reali, concreti, trasformativi e liberatori. Pertanto, il dialogo e il dibattito critico con idee, ideologie e filosofie sociopolitiche sono cruciali per abbracciare tutto ciò che di buono e vero hanno contribuito. Tra questi rientrano i valori o principi di autonomia, libertà e partecipazione democratica (diritti umani di prima generazione), che sono al centro delle tradizioni umaniste-liberali. Sono questi i valori che il liberalismo economico o neoliberismo, il capitalismo, ha pervertito e tradito con il suo individualismo possessivo e il suo materialismo economico e mercantile. Importanti sono anche i valori di solidarietà, uguaglianza, giustizia sociale e internazionale, empowerment e promozione integrale e liberazione dei poveri (diritti sociali di seconda generazione), che sono al centro del movimento operaio e degli umanesimi sociali di natura autogestita o democratica. E quel comunismo collettivista, o collettivismo soffocato o distorto, con il suo statalismo burocratico ed elitario, con il suo materialismo grossolano e produttivista. Tutto questo è stato compreso molto chiaramente dalla corrente filosofica, teologica e spirituale del personalismo comunitario, un nuovo umanesimo integrale ispirato dalla fede che tanto ha contribuito a costruire accanto alla Dottrina Sociale della Chiesa.

Pertanto, un mezzo indispensabile per raggiungere la giustizia per i poveri è lo stato sociale , o meglio, lo  stato sociale di diritto , frutto della dedizione, della solidarietà e dell’impegno dei movimenti operai e apostolici, come la Gioventù Operaia Cristiana (JOC), la Fratellanza Operaia dell’Azione Cattolica (HOAC) e il Movimento Operaio (MO) o Vox (VO) in Spagna. Di fronte ai continui attacchi del neoliberismo/capitalismo allo stato sociale, i suoi pilastri devono essere garantiti e promossi. Tra questi, il lavoro dignitoso  un sistema lavorativo umano e giusto in cui la vita, la dignità e i diritti sociali dei lavoratori siano al primo posto. Ciò include un salario equo per i lavoratori e le loro famiglie, la sicurezza e l’igiene sul posto di lavoro con orari di lavoro umani e compatibili con la vita familiare, la partecipazione democratica e la cogestione delle aziende, e così via. È essenziale anche un sistema fiscale equo , in cui chi ha di più – i più ricchi e potenti, i capitali e le società con i loro profitti, le loro operazioni economiche e finanziarie – contribuisca e versi di più all’erario pubblico, sradicando i paradisi fiscali immorali e altre forme di frode fiscale. Politiche sociali  e servizi pubblici di qualità  . Vale a dire, la qualità dell’istruzione e della cultura, dell’assistenza sanitaria e delle cure medico-farmaceutiche, dei servizi sociali, degli alloggi e delle infrastrutture o strutture; con servizi di base come elettricità ed energia, acqua e trasporti, che non possono essere mercificati. Anche le scienze sociali ce lo dimostrano.

Questo stato sociale governato dallo stato di diritto, basato sulla solidarietà universale e sull’efficacia sociale, deve essere globale, con una democrazia cosmopolita, senza confini né barriere, per realizzare questa globalizzazione solidale, giusta, pacifica ed ecologica. Commercio e consumo equi (responsabili) uniti al disarmo globale. Finanza e banca etiche, un sistema finanziario-bancario al servizio dell’economia reale per la promozione dell’occupazione e dello sviluppo sostenibile, con un credito equo e sociale; in opposizione all’attuale capitalismo finanziario da casinò, speculativo e usuraio. Questo è ciò che ci hanno mostrato gli attuali movimenti popolari o sociali, radicati nel pensiero e nella spiritualità della liberazione, a cui tanto hanno contribuito educatori, insegnanti e testimoni radicati nella fede. E la cui eredità e testimonianza sono una luce (un faro) per aggiornare o rinnovare tutta questa ricchezza educativa e formativa nella sfera sociale che abbiamo osservato.

Agustín Ortega

Nacido en Las Palmas de Gran Canaria, España. Agente de Desarrollo Local (ADL), Animación Sociocultural y Habilidades Sociales. trabajador social, experto en Intervención Social Integral y doctor en la rama de Ciencias Sociales (Dpto. de Psicología y Sociología, Formación del profesorado, ULPGC). Ha cursado asimismo los estudios de licenciatura y posgrado-máster en Filosofía (Magister Universitario Cum Laude, IVCH) y Teología (ISTIC), Experto Universitario en Moral (Ética Filosófica y Teológica) y Derecho (UNED), doctor en Humanidades y Teología (Cum Laude, UM). Profesor e investigador en diversas universidades e instituciones académicas latinoamericanas, pontificias, católicas y seminarios mayores diocesanos. Investigador asociado de la Universidad Anáhuac (México). Es miembro de la Sociedad Peruana de Filosofía. Autor de numerosas publicaciones, artículos y libros.