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09 Gennaio, 2026

6 min

Il primo bene dell’amato

Il primo bene: la conferma nell'essere

Il primo bene dell’amato

1. I beni fondamentali della persona amata

La raccolta di articoli intitolata  Il vero volto dell’amore  ha come obiettivo principale quello di rispondere alla domanda: qual è il bene che si cerca per la persona amata?, cosa la perfeziona veramente?; o, da una prospettiva più specifica, come si concretizza l’amore per gli altri?

Quando si inizia una risposta, ci si trova di fronte a due percorsi: il percorso dell’analisi  e  il percorso della  sintesi.

L’analisi

Se partiamo dal primo, ovvero dalla descrizione dettagliata dei beni della persona cara, il percorso diventa infinito.

Per coloro che amo, devo ricercare  tutte  le cose buone che li avvantaggiano davvero, nella misura in cui sono alla mia portata.

Ma allora il compito diventa infinito, perché il numero di quei beni è illimitato.

Perché dovrei astenermi dal fare qualcosa di buono per mia moglie, i miei figli o i miei amici, se è in mio potere ottenerlo e ciò contribuisce al loro miglioramento?

Imboccare questo sentiero ci porta, quindi, in un vicolo cieco.

Per la persona che amo
devo cercare di ottenere
tutti i beni che le saranno utili.

E la sintesi

Proviamo con l’altra via, quella della sintesi o del riassunto, e vedremo che la questione diventa più semplice.

Possiamo dire che tutti i beni della persona amata  si riducono a  due:

  1. Lascia che quella persona  sia,  lasciala  esistere.
  2. E possa essere  buona,  possa raggiungere il suo pieno potenziale come persona e, di conseguenza, felicità e gioia.

Tutte le qualità della persona amata
si riducono a due:
che esiste e che è buona.

2. Un “sì” alla persona amata

Con tutto il nostro essere

Come ho suggerito in  un altro articolo,  amare una persona significa affermare il suo essere, dirle di sì, non tanto a parole, ma con tutta la propria vita:

  • con le nostre qualità;
  • con i nostri limiti;
  • e anche con i nostri difetti, quando li riconosciamo e sappiamo come affrontarli.

Amare significa  sostenere, con  tutto il nostro essere,  l’  essere  della persona amata. Versare a sostegno della persona amata tutto ciò che siamo, sentiamo, possiamo fare, possediamo o anche solo lontanamente desideriamo realizzare.

Amare è sostenere
con tutto il nostro essere
l’essere della persona amata.

Cercando la sua pienezza

E fare tutto questo  per il proprio bene:  cioè cercare di aiutare la persona cara a raggiungere il suo pieno potenziale o ad avvicinarsi a esso.

La questione è antica: almeno dai tempi  di Aristotele.

E ai nostri giorni Pieper lo ha sottolineato .

  • Quando ci innamoriamo —sembra dire questo filosofo tedesco—, la prima cosa che nasce in noi è un  radicale  alla persona amata.
  • Un “sì” che, di solito, si incarna in sentimenti ed esclamazioni come: È meraviglioso che tu esista!, Voglio, con tutta la forza della mia anima, che tu esista!, Che meraviglia che tu sia stato creato!

Amare una persona significa dirle di sì,
non tanto a parole,
ma con tutta la vita.

Confermare efficacemente il tuo essere

1. Un “sì” efficace alla persona amata

“Veramente reale” per chi ama

Questa conferma non è un capriccio, un desiderio inefficace o incoerente.

Al contrario,  l’effetto principale dell’amore è quello di rendere  la persona amata veramente reale  per chi ama:  di far sì che la persona amata esista veramente per l’amante.

Lo illustrerò con un esempio:

  • Quando facciamo una passeggiata o un viaggio, quando ci spostiamo da un posto all’altro, incrociamo centinaia di persone.
    • Ma di solito nessuno di loro è la persona amata.
    • Si tratta piuttosto di  persone anonime,  di cui non possiamo dire nulla, che non sapremmo riconoscere e che non influenzano il nostro comportamento.
    • Si potrebbe sostenere che nessuno di loro esiste  per noi:  per noi sarebbe lo stesso se non fossero nati o se, invece, ce ne fossero altri (è  come se  non  esistessero).

E capaci di modificare il loro comportamento

Il contrario è vero per la persona o le persone che ami.

  • Quando torno a casa, quando incontro i miei amici, che amo, tutti loro esistono  per me.
    • Risvegliano sentimenti e riflessioni, mi spingono ad affrontarli e a modificare il mio modo di agire.
    • Mi portano a interessarmi di dettagli materiali e spirituali, per rendere le loro vite più gioiose.
    • E quando si tratta di persone che amo e che mi sono molto care, mi aiutano a tirare fuori  il meglio di me,  per metterlo al servizio di coloro che amo.

Il primo e principale effetto dell’amore umano
è quello di rendere la persona amata veramente reale
per chi ama

I due opposti dell’amore: l’indifferenza e l’odio

Confermare nell’essere, rendere la persona amata qualcuno  veramente reale:  in questo consiste l’amore, lì troviamo il suo  nucleo più radicale.

Sarà più evidente se ci avviciniamo dall’estremità opposta.

Gli opposti dell’amore, a cui è legata la vita, sono:

  • Da un lato c’è l’indifferenza, che agisce come se l’altra persona non esistesse.
    • Lo sminuisce, lo trasforma in uno sfigato, in un niente.
  • E, dall’altro lato, nel suo senso più duro e preciso, l’odio, a cui è legata la morte.
    • L’indifferenza è, in un certo senso,  più radicale,  poiché presuppone la non esistenza dell’altro e agisce come se non esistesse.
    • Mentre l’odio diventa  più attivo,  nella misura in cui diventa più profondo e reale: cerca di annientare il soggetto che rifiuta e, se possibile, finisce per ucciderlo.

All’amore si contrappongono l’indifferenza e l’odio,
anche se in modi diversi.

Elimina coloro che odi

In definitiva, con più o meno consapevolezza, quando qualcuno odia veramente, intende eliminare l’essere non amato, in uno di questi due modi:

  • Sopprimendolo  come un altro,  valorizzandolo solo nella misura in cui serve  ai miei  gusti o interessi: configurandolo, nelle parole di  Delibes,  come un’appendice del  mio egoismo  o una protesi del  mio io.
  • Oppure  annullandolo radicalmente e assolutamente  (non solo  per me ):  buttandolo fuori dall’insieme delle cose esistenti o impedendogli di entrare nella festa della vita: eutanasia, aborto, contraccettivi, terrorismo, fobie razziste o di altro tipo, violenza in generale…

E se, a causa di un’attenzione eccessiva e quasi nevrotica di ciascuno dei suoi membri verso se stesso,  un’intera civiltà si ritrova dominata dalla mancanza di amore,  darà vita a una cultura del disinteresse o dell’indolenza, dell’egoismo, dello scarto, del terrore o addirittura della morte.

Quando qualcuno odia, e odia davvero,
ha intenzione di eliminare la persona non amata.

2. Un “sì” assoluto alla persona amata

Non senza la persona amata!

Torniamo alle dimensioni affermative.

L’amore autentico non si limita a confermare l’esistenza della persona amata.

Lo fa con tale franchezza e radicalità che la persona amata diventa indispensabile per  ogni cosa:  dalle cose più piccole e insignificanti, all’intero universo.

Ortega  lo ha spiegato magistralmente nei suoi  Studi sull’amore:

  • Amare una persona significa essere convinti che esista;
  • non ammettere, per quanto dipende da sé, la possibilità di un universo in cui quella persona è assente.

Amare una persona
significa essere convinti che esista;
non accettare un universo in cui la persona amata è assente.

Non senza la persona amata?

È quindi opportuno porsi una domanda pratica di enorme rilevanza, soprattutto per le coppie sposate: siete in grado di concepire la vita senza la persona amata, senza il vostro coniuge?; riuscite a immaginarvi  funzionare  in modo relativamente normale senza di lui o di lei?

Non si tratta del fatto che l’altro non possa riprendersi se, sfortunatamente, uno dei coniugi muore, con l’aiuto di Dio e delle altre persone che lo amano.

  • Ma se, in questo preciso momento, ora che stai leggendo, ti senti capace di continuare a vivere senza la persona che dici di amare follemente: se riesci a  immaginare,  se sei capace di  concepire te stesso  senza la persona amata.
  • Se la risposta è sì, forse quell’amore non si è rafforzato o non è maturato come desiderato.

Riesci a “vederti” in questo momento mentre vivi
senza la persona che ami di più,
senza “la persona amata”?

(Continua)

Tomás Melendo,
Presidente di Edufamilia
http://www.edufamilia.com
[email protected]

EduFamilia

Edufamilia es una asociación sin ánimo de lucro, nacida en el año 2005. Su fundador, Tomás Melendo, advirtió que una mejora en la calidad de las familias facilitaría la resolución de bastantes de los problemas que aquejan a la sociedad de hoy. Y, apoyado siempre por su mujer, decidió lanzarse a esta aventura que cuenta con casi veinte años de vida y con múltiples ediciones de los distintos cursos formativos: Másteres y Maestrías, Expertos, cursos más breves, conferencias, ciclos culturales, seminarios y otros programas educativos. Aunque las primeras ediciones tuvieron carácter presencial, actualmente se ha hecho un gran esfuerzo por promover la infraestructura virtual para adaptarse a los nuevos tiempos y que la formación en torno a la familia alcance al mundo entero.