08 Maggio, 2026

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Il Papa: L’amore non è frutto del caso, ma di una scelta consapevole

Udienza generale

Il Papa: L’amore non è frutto del caso, ma di una scelta consapevole

L’Udienza generale di questa mattina si è tenuta alle ore 10.00 in Piazza San Pietro, dove il Santo Padre Leone XIV ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da tutto il mondo.

Nel suo discorso in italiano, il Papa, riprendendo il ciclo di catechesi che accompagna l’Anno Giubilare, “Gesù Cristo, nostra speranza”, ha incentrato la sua meditazione sul tema: la Pasqua di Gesù. La preparazione della Cena. “Là preparaci” (Lettura:  Marco  14,15).

Dopo aver riassunto la sua catechesi nelle diverse lingue, il Santo Padre ha rivolto un saluto particolare ai fedeli presenti. Ha poi rivolto un appello riguardo alla situazione del mondo contemporaneo, auspicando un cammino verso gli strumenti della giustizia, la pratica del dialogo e la fiducia nella fraternità.

L’Udienza generale si è conclusa con la recita del  Pater Noster  e la Benedizione Apostolica.

Pubblichiamo di seguito il testo della Catechesi del Santo Padre:

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Ciclo di Catechesi – Giubileo 2025. Gesù Cristo, nostra speranza. III. La Pasqua di Gesù. 1. La preparazione della cena. « Preparate lì ciò di cui abbiamo bisogno» (Mc  14,15).

Ciclo di Catechesi – Giubileo 2025. Gesù Cristo nostra speranza. III. La Pasqua del Gesù. 1.  La preparazione della cena. «Là preparati per noi»  (Mc  14,15)

Cari fratelli e sorelle,

Continuiamo il nostro cammino verso il futuro, fino a giungere alla volontà di Cristo, in cui la nostra speranza prende forma e consistenza. Oggi iniziamo a scrutare il mistero della passione, morte e risurrezione di Gesù. Iniziamo meditando su una parola che sembra semplice, ma custodisce un segreto prezioso della vita cristiana:  Io preparerò.

Nel Vangelo di Marco si racconta che «il primo giorno degli Azzimi, quando immolava la Pasqua, e i discepoli dissero a Gesù: “Dove vuoi che andiamo aprere, perché tu possa mangiare la Pasqua?”» (Mc  14,12). È una domanda pratica, ma anche carica di attesa. I discepoli intuiscono che sta per avvenire qualcosa di importante, ma non ne conoscono i dettagli. La risposta di Gesù semina quasi un enigma: «Andate in città e vidi incontro un uomo con una brocca d’acqua» (v. 13). Spiego se simboleggiano: un uomo che porta una brocca – gesto solitario femminile in quell’epoca –, una stanza al piano superiore già pronta, un padrone di casa sconosciuto. È come se ogni cosa fosse stata predisposta in anticipo. In effetti, è una cosa sua. In questo episodio, Vangelo rivela che l’amore non è il frutto del caso, ma piuttosto una sapiente consapevolezza. Non se si tratta di una semplice reazione, ma di una decisione che richiede preparazione. Gesù non affronta la sua passione per fatalità, ma per fedeltà, un cammino accolto e percorso con libertà e cura. Questa è la consolazione: sappi che il dono della tua vita nasce da un’intenzione profonda, non da un impulso inaspettato.

Quella “sala al piano superiore già pronta” dice che Dio precede sempre. Ancor prima che ci rendiamo conto di avere bisogno di accoglienza, il Signore ha già preparato per noi uno spazio dove riconoscerci e sentimentali i suoi amici. Questo è, in sostanza, il nostro cuore: una “stanza” che può seminare la tua vita, che si prende cura solo di chi è ricco, sazio e sicuro. La Pasqua, che devo preparare, è in realtà già pronta nel cuore del Gesù. È Lui che ha pensato tutto, disposto tutto, deciso tutto. Tuttavia, chiede ai suoi amici di fare la loro parte. Questo è l’essenziale per la nostra vita spirituale: la grazia non elimina la nostra libertà, ma la risuscita. Il dono di Dio non annulla la nostra responsabilità, ma la nostra fruizione.

Anche oggi, come allora, c’è una cena da preparee. Non se si tratta solo della liturgia, ma della nostra disponibilità a entrare in un gesto che la superi. L’Eucaristia non si celebra solo sul suo altare, ma anche nella vita quotidiana, dove è possibile vivere qualcosa come un’offerta e un dono della grazia. Prepararsi a celebrare questo rendimento di grazie non significa fare di più, ma lasciare spazio. Vuol dire ciò togliere che ingombra, abbassare le pretese, smettere di coltivare aspettative irreali. Troppo spesso, infatti, confondiamo e preparativi con le illusioni. Le illusioni distraggono e i preparativi sono in Oriente. L’illusione è vicina a un risultato, e i preparativi rendono possibile un incontro. L’amore vero – ci ricorda il Vangelo – si dà prima ancora che come ricambiato. È una donazione anticipata. Non si fonda su ciò che riceve, ma su ciò che desidera offrire. Ecco cosa ha visto Gesù con me: mentre Lui era ancora non capivano, mentre uno cercava di portarlo e qualcun altro cercava di negarlo, Lui  preparava  una cena di comunione per tutti.

Cari fratelli e sorelle, anche adesso vi invitiamo a “preparare la Pasqua” del Signore. Non solo quella liturgica: anche quella della nostra vita. Un gesto di disponibilità, un servizio gratuito, un’offerta perdonata in anticipo, un ultimo passo pacifico è un modo per preparare un luogo dove Dio può abitare. Possiamo allora chiederci: quali spazi nella mia vita ho bisogno di riordinare perché siano proti ad accogliere il Signore? Cosa significa per me “prepararsi”? Forse rinunciare a una pretesa, smettere di aspettare che l’altro cambi, fare il primo passo. Forse ascoltare di più, agire di meno, o smettere di fidarmi di ciò che già è stato predisposto.

Vi invitiamo a  preparare il mondo della comunione con Dio e con il mondo, scopriamo l’essenza del mondo, incontri, parole che orientano verso quella sala, spaziosa e già pronta, in cui si celebrazione incessantemente il mistero di un amore infiniti, che ci sostenete che sempre precede. Che il Signore concede di essere umili preparatori della sua presenza. E, in questa disponibilità quotidiana, cresce in noi anche quella serena fiducia che mi permette di affrontare qualsiasi cosa con cuore libero. Quando l’amore sarà pronto, la vita sarà luminosa.

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Saluti

Rivolto a cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua Italiana. In particolare, salutiamo le Suore dell’Apostolato Cattolico, le Ancelle Missionarie del Santissimo Sacramento e le Terziarie di San Francesco, che celebrano i rispettivi Capitoli Generali: care sorelle, auspico di cuore che possiate rendere sempre più viva in voi la testimonianza evangelica secondo il carisma di fondazione.

Saluto la parrocchia di Villa Estense, gli Scout di Biella e la banda musicale di Collarmele, invocando per loro ciascuno il dono dello Spirito Santo perché possano rafforzare e consolidare il vostro proposito di generosa testimonianza cristiana.

I miei pensieri vagano senza sosta tra bambini, ragazzi e romanzi. Celebriamo la festa della Trasfigurazione di Cristo: il volto luminoso del Signore sia per questo motivo di speranza e di conforto.

A tutti la mia benedizione!

 

APPELLO

Ricorderemo l’ultimo anniversario del bombardamento atomico della città giapponese di Hiroshima, e per tre giorni ricorderemo quello di Nagasaki. Desidero garantire che il mio sia protetto da tutti i colori che non sono stati sottoposti ai suoi effetti fisici, psicologici e sociali. Nonostante il passare degli anni, quei tragici avvenimenti costituiscono unito universale contro la devastazione causata dalle guerre e, in particolare, dalle armi nucleari. Auspico che nel do contemporaneo, segnato da forti tensioni e sanguinosi conflitti, l’illusoria sicurezza basata sulla minaccia della reciproca distruzione ceda il passo agli strumenti della giustizia, alla pratica del dialogo, alla fiducia nella fraternità.

 

Exaudi Redazione

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