10 Luglio, 2026

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Falso prete a León, Guanajuato

Allerta nell'arcidiocesi di León: allarme su un falso prete che ha ingannato i parrocchiani durante le esequie

Falso prete a León, Guanajuato

L’arcidiocesi di León, nello stato messicano di Guanajuato, ha diramato un serio avvertimento ai fedeli dopo aver scoperto che un uomo espulso dallo stato clericale si presentava pubblicamente come sacerdote cattolico e celebrava funzioni religiose, persino in un’impresa di pompe funebri della città.

Il caso ha riportato alla luce un punto poco noto a molti cattolici: vestirsi da prete o fingere di celebrare la Messa non è sufficiente per agire legittimamente in nome della Chiesa. L’arcivescovo di León, monsignor Jaime Calderón, ha dichiarato in un comunicato stampa che Francisco Isaías Rodríguez Núñez non appartiene al presbiterio arcivescovile, non ha alcuna nomina ecclesiastica e non è autorizzato a esercitare alcun ministero in quella giurisdizione (né in qualsiasi altra della Chiesa cattolica).

Il chiarimento si è reso necessario dopo che diversi parrocchiani hanno segnalato la presenza di un uomo conosciuto come “Padre Paco”, il quale presiedeva le funzioni religiose e affermava falsamente di essere un membro del clero dell’arcidiocesi. Le indagini delle autorità ecclesiastiche hanno smentito categoricamente tale affermazione.

La storia di Rodríguez Núñez ha inizio anni fa nello stato di Nayarit. Inizialmente entrò nel seminario della diocesi di Tepic, ma fu espulso prima di completare la sua formazione. In seguito ebbe una seconda opportunità nella prelatura territoriale di Jesús María del Nayar, dove fu ordinato diacono nel 2018. Tuttavia, non ricevette mai l’ordinazione sacerdotale. Nel febbraio 2022, fu dimesso dallo stato clericale a seguito di diverse irregolarità riscontrate nella sua situazione personale, secondo quanto riferito da funzionari della Chiesa. Questa decisione comportò la perdita di tutte le facoltà ministeriali acquisite come diacono e gli impedì di esercitare legittimamente qualsiasi ministero in nome della Chiesa cattolica.

Nonostante ciò, negli anni successivi ha continuato a presentarsi come ministro cattolico in diverse comunità del Nayarit, costringendo ripetutamente la diocesi di Tepic a emettere avvisi pubblici a sacerdoti e parrocchiani. Ora il problema si è esteso allo stato di Guanajuato. L’episodio che ha scatenato il nuovo avviso si è verificato dopo la morte di una persona la cui famiglia si è recata in un’impresa di pompe funebri vicino al Parco Hidalgo a León. Lì, è stato consigliato loro di ingaggiare il presunto sacerdote per officiare la funzione religiosa. È stata la famiglia stessa a insospettirsi quando la cerimonia è sembrata loro strana e in seguito ha scoperto informazioni che indicavano che il celebrante era già stato ridotto allo stato laicale dalla Chiesa.

Alla luce di questa situazione, Monsignor Calderón ha ricordato un aspetto essenziale del diritto canonico e della vita sacramentale della Chiesa: la legittima celebrazione dell’Eucaristia e dei sacramenti richiede non solo di aver validamente ricevuto gli ordini sacri, ma anche di rimanere in piena comunione con la Chiesa e di possedere le facoltà che l’autorità ecclesiastica concede per esercitare il ministero.

Nel caso specifico di Rodríguez Núñez, vi è un ulteriore fattore determinante: non è mai stato ordinato sacerdote. Pertanto, non solo non ha l’autorizzazione a celebrare la Messa, ma non possiede nemmeno il sacramento dell’Ordine sacro nel suo grado sacerdotale, essenziale per la consacrazione dell’Eucaristia o per l’assoluzione dei peccati nella confessione. L’arcidiocesi ha chiesto ai fedeli di verificare sempre l’identità e l’affiliazione ecclesiastica dei ministri che non conoscono prima di organizzare battesimi, funerali, matrimoni o altre celebrazioni religiose. Li ha inoltre esortati a non promuovere o partecipare a eventi presieduti da persone prive della corrispondente autorizzazione della Chiesa.

Infine, l’arcivescovo ha espresso la sua gratitudine a coloro che hanno prontamente segnalato la situazione. Ha osservato che il loro intervento ha tutelato la vita sacramentale della Chiesa locale e ha impedito che altre persone venissero ingannate in momenti particolarmente delicati, come ad esempio durante il lutto per la perdita di una persona cara.

Questo caso mette in luce l’importanza della cura pastorale e dell’informazione dei fedeli. Sebbene tali episodi siano rari, la Chiesa insiste sul fatto che l’autenticità del ministero sacerdotale non dipende solo dall’apparenza esteriore o dalle parole pronunciate durante una celebrazione, ma anche dalla comunione con la Chiesa e dalla legittima missione ricevuta per esercitare tale servizio.

Exaudi Redazione

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