24 Aprile, 2026

Seguici su

Due duri che hanno trovato Dio: tatuaggi, palestra e la ribellione più coraggiosa

Javier Portela e Bruno Toral, ex bruciatori di chiese e culturisti, raccontano sul podcast Rebeldes come il loro incontro con Cristo abbia trasformato la loro violenza, il loro vuoto esistenziale e il culto del corpo in una vita di lode, disciplina e resa radicale

Due duri che hanno trovato Dio: tatuaggi, palestra e la ribellione più coraggiosa

In un mondo che premia la comodità immediata, la gratificazione immediata e il culto dell’immagine, c’è chi sceglie la strada opposta: essere autenticamente ribelli. Non contro la società per il bene delle apparenze, ma contro la pigrizia interiore, l’ego sfrenato e il peccato che rende schiavi. È esattamente ciò che difendono Javier Portela e Bruno Toral, due uomini imponenti – tatuaggi, barba, orecchini, fisici scolpiti in palestra. Di recente sono stati ospiti del  podcast  di un prete cattolico , Rebeldes .

Molti avrebbero potuto pensare che l’incontro sarebbe stato uno scontro tra titani: “due duri contro un prete”. Tuttavia, la conversazione ruotava attorno all’argomento più ambito e più importante dell’esistenza umana:  Dio .

Ribellione autentica: accogliere Gesù in un mondo di fotocopie

Per Javier, essere ribelli oggi significa esattamente l’opposto di ciò che la cultura dominante promuove: abbracciare Gesù e vivere radicalmente in accordo con ciò che Dio vuole fare in noi stessi. “Tutti nasciamo originali e moriamo come fotocopie”, ci ricorda, citando Carlo Acutis. Pertanto, lasciarsi plasmare dal Vangelo, che tocca ogni dimensione della vita (ciò che si vede, si legge e si ascolta), è il più grande atto di ribellione possibile.

Bruno riassume il tutto con una potente affermazione: “Essere cristiani, cattolici e fedeli a se stessi è la cosa più coraggiosa che si possa fare oggi”. In una società dominata dalla pressione dei pari e dalla paura di deviare dal copione, l’autenticità cristiana diventa la vera sfida.

Tatuaggi: peccato o discernimento?

Una delle domande più frequenti rivolte al sacerdote sui social media è stata:  farsi un tatuaggio è peccato?  La risposta di Javier e Bruno è chiara: non di per sé. La Chiesa non lo ha proibito esplicitamente, e il famoso versetto di Levitico 19:28 deve essere letto nel suo contesto storico (le pratiche idolatre del popolo d’Israele). L’importante è  il discernimento .

  • Cosa dovrei farmi tatuare? (È edificante o demoniaco/irriverente?)
  • Dove? (privacy vs. visibilità)
  • Con quale intenzione?
  • Quanti? (moderazione vs. eccesso)

Entrambi concordano: i tatuaggi possono essere un mezzo di evangelizzazione e un ricordo permanente della fede (il Leone di Giuda di Javier con una croce risorta, le mani dei loro figli, o l’intera schiena ricoperta di scene di Cristo e Maria che Bruno si sta facendo fare). Ma riconoscono anche gli errori del passato: tatuaggi adolescenziali “stupidi” di cui alcuni si pentono e progettano di rimuovere.

La palestra come mezzo, non come fine

Un altro tema chiave: la cura del corpo. Entrambi vanno in palestra tutti i giorni (Javier abbina l’allenamento con i pesi al Muay Thai; Bruno è proprietario di una palestra ed è un ex culturista). Tuttavia, insistono sul fatto che lo sport dovrebbe essere  un mezzo , non un fine.

  • Per avere più energia e vincere la pigrizia (“ho il culo pesante”)
  • Per servire meglio Dio e gli altri
  • Essere sani e poter godere dei figli e (si spera) dei nipoti
  • Per allenare  la forza  e la lotta contro se stessi

La linea rossa si traccia quando la palestra diventa un culto del corpo, spinto dalla vanità o da una pressione malsana autoimposta. Bruno ha vissuto quella fase estrema (tutto ruotava attorno all’allenamento e all’estetica) e riconosce che era psicologicamente malsana. Oggi, cerca salute e longevità, non di battere record personali a scapito delle sue articolazioni.

Dal vuoto all’incontro: le conversioni

Javier proveniva da una famiglia cattolica, ma portava con sé un profondo turbamento interiore (le sue nocche sanguinavano costantemente). Un gesto della sua allora fidanzata (ora moglie) – baciandogli ogni nocca ferita – gli provocò una profonda guarigione. Anni dopo, una conversazione che gli ridiede speranza nella nuova evangelizzazione innescò un incontro radicale con Cristo: tremori, un fervore interiore, un bisogno fisico di comporre per Dio. Lasciò il lavoro e in una settimana compose un intero album di canti di lode che ora viene cantato in diversi paesi.

Bruno, da parte sua, è cresciuto in un ambiente ateo e ha persino proibito ai suoi figli di parlare di Dio. Aveva “tutto”: attività fiorenti, una moglie eccezionale, figli meravigliosi… eppure non era felice. La domanda “Perché non io?” lo ha portato a battezzare i suoi figli e, a poco a poco, ad aprirsi alla fede. Il culto in comunità è stato il punto di svolta: vedere le persone felici nonostante le enormi difficoltà gli ha fatto desiderare la stessa cosa.

La lode: l’arma più potente

Entrambi concordano sul fatto che  la preghiera di lode  sia trasformativa. Non è solo canto: è una preghiera incentrata su Cristo che mette Dio al centro, rinnega sé stessa e genera pace, gioia e speranza anche nella sofferenza. Javier l’ha scoperta come una liberazione; Bruno, essendo molto dinamico e non amante della quiete, ha trovato la sua “domenica perfetta” nella lode domenicale.

Messaggio finale

Oggi, Javier e Bruno sono ribelli con una causa: ribelli contro la pigrizia spirituale, contro l’egocentrismo, contro il conformismo. Vivono con disciplina (palestra, preghiera, sacramenti), ma sapendo che è la grazia di Dio a trasformare veramente. Come riassume il sacerdote ospitante: “Dio ti ama e vuole che tu sia felice”. Non una felicità superficiale, ma quella gioia profonda che scaturisce dal sapersi amati e dall’abbandonarsi all’amore.

Perché, in fin dei conti, la ribellione più coraggiosa non è quella di farsi tatuaggi o di sollevare pesi: è quella di avere il coraggio di essere un autentico cattolico nel XXI secolo.

Se Buscan Rebeldes

“Se Buscan Rebeldes” es un canal de evangelización católico que busca saciar la sed que tienes de felicidad y responder a tus preguntas con el poder transformador del amor de Dios revelado en Jesucristo.