07 Luglio, 2026

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07 Luglio, 2026

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Diario di una seduzione (2)

Un viaggio interiore: lezioni di vita e speranza attraverso le confessioni di Sant'Agostino

Diario di una seduzione (2)

3 gennaio 1972: Ero al secondo anno di università quando iniziai a leggere, per il corso di Filosofia Antica e Medievale, le  Confessioni  di Agostino d’Ippona (354-430), una delle sue opere più note. Scritta come un dialogo con Dio, descrive il viaggio interiore intrapreso da quest’uomo straordinario nella sua ricerca della verità e, così facendo, oltre a indicare alternative per la propria vita e per quella degli altri, chiarisce anche i problemi che costituiscono il nucleo della personalità umana e dell’esistenza stessa.

10 gennaio: Tra queste, ho annotato nel mio diario personale questa che si riferiva alla speranza. Come profonda motivazione della natura umana, il barlume della sua fiamma ci permette di confidare nel futuro pieno possesso della sua luce: «[Signore,] se non gridassimo alle tue orecchie, non rimarrebbe traccia della nostra speranza. Da dove dunque viene che dall’amarezza della vita raccogliamo frutti dolci: gemendo e piangendo, sospirando e lamentandoci? È dolce perché speriamo che tu ci ascolti? Certamente questo accade nelle preghiere, per il desiderio che esse portano in sé di giungere a te».

13 gennaio: L’amicizia favorisce legami profondi tra le persone. Ma qual è la qualità speciale che le conferisce forza e la distingue da un semplice contatto occasionale? «Questo è ciò che amiamo negli amici, e li amiamo a tal punto che la nostra coscienza si sente in colpa se non ama chi ci ama e non ricambia l’amore con amore, non chiedendo altro all’amato che espressioni del suo amore […]. Beato colui, Signore, che ama te e il suo amico in te e il suo nemico per amor tuo. Solo che non perde nessuno dei suoi cari, [perché] tutti sono amati in Colui che non si perde mai».

15 gennaio: La verità è sia intrinseca all’uomo che trascendente. Non è la ragione in sé, ma la legge della ragione, a fungere da criterio per giudicare le cose. Perciò, «ho imparato da Te», dice Sant’Agostino, «che qualcosa non dovrebbe apparire vero solo perché è espresso con eloquenza, né falso perché le parole articolate dalle labbra suonano sconnesse, né dovrebbe essere considerato vero solo perché è espresso in modo rozzo, né falso solo perché è formulato con uno stile brillante. Piuttosto, la saggezza e la follia sono come il cibo: benefiche o dannose, ed entrambe possono essere servite su stoviglie raffinate o rozze, così come la verità può essere servita ugualmente con uno stile squisito o con un linguaggio grezzo».

16 gennaio: La bellezza pulsa in tutta la creazione, sebbene sia ordinata verso un destino trascendente. Adattarsi alla sua misura soprannaturale non diminuisce la libertà umana, ma piuttosto amplia l’orizzonte della vita: «I miei occhi amano le forme belle e varie, i colori limpidi e freschi. Queste bellezze non conquistano la mia anima. Dio la conquista, Colui che ha creato tutte queste cose buone: Lui è il mio bene, non loro. Mi colpiscono da un capo all’altro della giornata, finché sono sveglio, e non mi danno né pace né riposo, come fa la musica silenziosa quando tutto intorno a me è immobile».

17 gennaio: I grandi concetti teorici offerti dalla scienza e dalla filosofia riguardo alla natura del tempo sono difficili da afferrare. Più accessibile è questa affascinante visione agostiniana: «Ci sono tre tempi: il presente del passato, il presente del presente e il presente del futuro. Queste tre modalità risiedono nell’anima; non le vedo altrove: il presente ricordo del passato, il presente intuito del presente e il presente aspettativa del futuro […]. In te, spirito mio, misuro il tempo […]. Ciò che costituisce il tempo sono i cambiamenti delle cose, le vicissitudini e le modificazioni delle apparenze».

Il fascino universale delle  Confessioni  è una costante storica. Quest’opera, grande successo già durante la vita del santo, offre la chiave per comprendere la personalità di un pensatore che ha individuato nella natura umana stessa la possibilità di cercare Dio e di amarlo.

Pedro Paricio. Dammi tre minuti

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