16 Aprile, 2026

Seguici su

Desideri in superficie

Tra cultura consumistica e tradizione filosofica: una riflessione su come comprendere, integrare e guidare i desideri umani verso la realizzazione personale

Desideri in superficie

I desideri sensoriali o le tendenze verso oggetti attraenti fanno parte dell’esperienza di vita. L’espressione tipica di questa dinamica esistenziale ci è familiare: “voler” mangiare, bere, riposare, ballare, guardare un film, leggere, fare jogging… Possiamo anche attraversare periodi in cui non desideriamo fare nulla: non abbiamo voglia di fare niente e non ci sono oggetti o attività che ci attraggono. Questa mancanza di motivazione è un segnale che qualcosa non va nella nostra vita. In una delle sue varianti, si tratta di un disorientamento dovuto alla mancanza di significato nella vita, sia nelle piccole cose che in questioni più grandi e profonde.

La verità è che viviamo in una civiltà del desiderio, progettata per offrirci cose, esperienze di gratificazione immediata. La società industriale e tecnologica cerca di attirare la nostra attenzione sui prodotti e servizi che offre per il consumo in modo tale che la ben nota distinzione tra beni necessari, utili e di lusso perda di rilevanza. Cos’è un bene necessario che soddisfa un bisogno urgente? Cos’è un bene superfluo che si limita a risvegliare i nostri desideri compulsivi? Come si può notare, è molto facile confondere la fame con il desiderio di mangiare. Si crea così una perversa alleanza tra l’accresciuta sensibilità – alimentata dalle promesse pubblicitarie – e le meraviglie degli oggetti esposti nei negozi fisici o online. Il marketing moderno – supportato da una conoscenza di base della coscienza e dell’inconscio umano – fa il suo lavoro e trova i mezzi appropriati per offrire ai nostri desideri i beni che veicolano i piaceri che bramiamo.

La realtà dei desideri è stata esplorata dai grandi filosofi. Platone cercò di elevare  l’eros  verso la ricerca del bene e della bellezza, al di là del fugace momento di piacere. Gli epicurei tentarono di moderare i desideri, mentre gli stoici, al contrario, cercarono di estinguerli. Nietzsche si dedicò alla lotta contro le restrizioni, le norme e le istituzioni. Ciò che contava, sosteneva, era la volontà di potenza: leoni cacciatori trasformati in bambini senza preoccupazioni né bussola morale. Marcuse, legato alla rivolta del 1968, propugnava una civiltà del piacere, non repressiva, che avrebbe permesso l’esplosione della tecnologia e trasformato la vita in un gioco. Queste visioni – e molte altre – cercano di dare un senso ai desideri vissuti a livello personale e collettivo: sono grezzi e viscerali; cosa ne facciamo?

Manuel Cruz Ortiz de Landázuri presenta una proposta filosofica per comprendere le dinamiche dei desideri umani. In  *La civiltà del desiderio: una storia filosofica del desiderato*  (Siglo Veintiuno, 2025), offre una prospettiva stimolante per orientarsi nel labirinto dei desideri. Afferma: “Il desiderio non va combattuto, ma integrato. Pertanto, invece di proporre una strategia di controllo, dovremmo prima cercare di comprenderlo, di afferrarne la logica per integrarlo nella logica più ampia della vita umana. Il problema è che il desiderio è stato inteso come un mero impulso, quando in realtà è un’esperienza che possiede una certa logica e tendenza. Il desiderio nasce da qualcosa e mira a qualcosa (pp. 206-207)”. In altre parole, il desiderio, l’affettività umana, non è un elemento accessorio e incontrollato dell’umanità; piuttosto, è una delle sue dimensioni costitutive.

L’obiettivo non è l’insensibilità. Lo scopo è integrare la moltitudine di desideri e aspirazioni umane in abitudini che favoriscano la piena realizzazione personale, senza soccombere alla gratificazione compulsiva e superficiale offerta dalla società dei consumi.

Francisco Bobadilla

Francisco Bobadilla es profesor principal de la Universidad de Piura, donde dicta clases para el pre-grado y posgrado. Interesado en las Humanidades y en la dimensión ética de la conducta humana. Lector habitual, de cuyas lecturas se nutre en gran parte este blog. Es autor, entre otros, de los libros “Pasión por la Excelencia”, “Empresas con alma”, «Progreso económico y desarrollo humano», «El Código da Vinci: de la ficción a la realidad»; «La disponibilidad de los derechos de la personalidad». Abogado y Master en Derecho Civil por la PUCP, doctor en Derecho por la Universidad de Zaragoza; Licenciado en Ciencias de la Información por la Universidad de Piura. Sus temas: pensamiento político y social, ética y cultura, derechos de la persona.