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10 Ottobre, 2025

4 min

Correggere per canalizzare l’energia di ogni bambino

Disciplina e affetto: la chiave per canalizzare l'energia e la crescita dei bambini

Correggere per canalizzare l’energia di ogni bambino

Correggere, rimproverare e punire, anche come prova d’amore

Perché correggere i nostri figli?

Di solito, incoraggiamenti e ricompense non sono sufficienti per  un’educazione sana.

Per aiutare i bambini a svilupparsi come  persone,  è anche necessario  correggerli  nel modo giusto.

Li aiuteremo a sviluppare il giudizio morale, a distinguere tra il bene e il male, con  rimproveri gentili o punizioni calme,  eseguite in modo tempestivo e proporzionato, senza rimpianti ingiustificati.

  • E ciò richiede, da parte nostra,  una riflessione  pertinente ed essenziale, in altre parole, “un’attenta riflessione”, prima di correggerli o di imporre una punizione.

Con rimproveri gentili e punizioni calme,
aiutiamo i nostri figli a distinguere il bene dal male.

Il dovere di correggere

Il dosaggio dei rimproveri e delle punizioni deve essere sensato e intelligente.

  • Non è bene correggere continuamente, senza capo né coda.
  • Né dovremmo “approfittare” del fatto che nostro figlio ha fatto qualcosa di sbagliato per rinfacciarglielo  e poi aggiungere  rimproveri per una serie di altre azioni sbagliate che teniamo “nell’armadio”.
  • E non dovremmo farlo per rabbia, perché siamo turbati o perché abbiamo bisogno di sfogarci per qualche difficoltà o contrattempo che non ha nulla a che fare con nostro figlio.

Non dovresti correggere qualcuno costantemente,
sia per rabbia, sia perché sei turbato, sia per sfogarti.

Solo quando necessario!

Ma di tanto in tanto, forse molto raramente, queste correzioni diventano inevitabili.

La politica del “laissez-faire” è tipica dei genitori deboli o complici.

Anche nell’educazione,  l’approccio “libero” è spesso dettato dalla  paura della disobbedienza  o dalla  convenienza:  “Fai quello che vuoi, purché mi lasci in pace”.

Ma questa incapacità di correggere, in qualsiasi sua forma, di solito non è altro che una nuova manifestazione di un amor proprio  disordinato:  preferiamo il nostro bene (non sforzarci, non soffrire quando esigiamo un comportamento corretto) al bene dei nostri figli.

In altre parole:

  • Se non impariamo a correggere quando necessario,
  • metteremo l’amor  proprio al primo posto
  • a cui dobbiamo il figlio e che ci spinge a cercare  il suo  bene,
  • anche a costo del nostro sforzo o del nostro disagio.

Il vero amore per i nostri figli ci porta anche a correggere:
a cercare il loro bene,
anche a costo del nostro sforzo o del nostro disagio.

Correggere nel modo appropriato

Correggere con moderazione

Ma sarebbe pedante, o addirittura nevrotico, avere un controllo continuo e soffocante sui figli, che verrebbero rimproverati e puniti per la minima deviazione dalle  regole dispotiche,  stabilite dai genitori in modo arbitrario e sempre mutevole.

Affinché un rimprovero sia educativo, deve essere  chiaro, conciso e non umiliante.

  • Dobbiamo quindi imparare a correggere e rimproverare in modo corretto, esplicito e breve, per poi cambiare argomento della conversazione.
  • Non si dovrebbe pretendere che il bambino riconosca immediatamente la propria colpa e pronunci un  mea culpa , soprattutto se sono presenti altre persone.
  • Noi adulti lo facciamo?
  • E, se sì, quanti anni ci sono voluti per raggiungerlo? Quale sforzo ci è ancora richiesto?

Affinché un rimprovero sia educativo,
deve essere chiaro, conciso e non umiliante.

Corretto con  grande rispetto e affetto

Sarà opportuno anche scegliere il luogo e il momento opportuni per rimproverarlo; normalmente, bisognerà aspettare che la rabbia stessa sia passata, per poterlo correggere con la dovuta serenità e maggiore efficacia.

Inoltre, prima di decidere di imporre una punizione, è importante accertarsi che il bambino fosse a conoscenza del divieto o del comando che si presume sia stato disobbedito.

Ovviamente, bisogna evitare non solo di permettere alla punizione di sfogare la propria rabbia o il proprio cattivo umore, ma anche di darne l’impressione.

Quando si tratta di insuccessi accademici, è importante saper giudicare se sono dovuti a irresponsabilità o a limiti difficili da superare da parte del ragazzo o della ragazza.

Anche nel rimproverare bisogna evitare  i paragoni:  “Guarda come tua sorella obbedisce e studia…”

Vogliamo essere molto, molto chiari su questo punto:

  • I paragoni generano solo gelosia, antipatia e ingiustizia da parte nostra!

Quando si corregge un bambino,
è fondamentale non paragonarlo a nessuno.

Correggere senza tener troppo conto di se stessi

Anche se ci fa male

Dover correggere e punire può e dovrebbe turbarci, ma a volte è la migliore testimonianza d’amore che possiamo offrire a un bambino.

L’amore   “sopporta ogni cosa”, dovremmo ricordarlo con San Paolo:

  • anche il dolore che nasce in noi quando dobbiamo causare il dolore di coloro che amiamo di più, i nostri figli, quando questa doppia sofferenza è necessaria per il loro bene:
  • per lo sviluppo e il miglioramento personale del nostro bambino.

Proprio perché è difficile e doloroso,
correggere in modo giusto e appropriato
costituisce una meravigliosa testimonianza d’amore.

Un buon termometro della nostra capacità educativa

Considerando la cultura in cui viviamo, più incline alla “debolezza” e alla mancanza di forza, si può sostenere che l’efficacia dell’educazione oggi è direttamente proporzionale alla  capacità dei genitori  di “soffrire per far soffrire il proprio figlio”, ogni volta che ciò è essenziale.

Non temere, quindi, che una correzione giusta e ben impartita possa diminuire l’amore del bambino per te.

  • A volte si sente il ragazzo punito rispondere: “Non mi interessa affatto!”
  • Allora potrai dirgli, con tutta la serenità di cui sei capace: “Non è mia intenzione disturbarti o farti soffrire”.

Oggi, l’efficacia dell’istruzione
è direttamente proporzionale alla capacità dei genitori
di “soffrire per far soffrire il proprio figlio”,
purché ciò sia essenziale per il benessere del bambino.

(Continua)

Tomás Melendo,
Presidente di Edufamilia
http://www.edufamilia.com
[email protected]

EduFamilia

Edufamilia es una asociación sin ánimo de lucro, nacida en el año 2005. Su fundador, Tomás Melendo, advirtió que una mejora en la calidad de las familias facilitaría la resolución de bastantes de los problemas que aquejan a la sociedad de hoy. Y, apoyado siempre por su mujer, decidió lanzarse a esta aventura que cuenta con casi veinte años de vida y con múltiples ediciones de los distintos cursos formativos: Másteres y Maestrías, Expertos, cursos más breves, conferencias, ciclos culturales, seminarios y otros programas educativos. Aunque las primeras ediciones tuvieron carácter presencial, actualmente se ha hecho un gran esfuerzo por promover la infraestructura virtual para adaptarse a los nuevos tiempos y que la formación en torno a la familia alcance al mundo entero.