25 Aprile, 2026

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Come fare una buona confessione

Non accontentarti di confessare l'ovvio: chiedi guida allo Spirito Santo e cogli questa opportunità per una profonda purificazione della tua anima

Come fare una buona confessione

Molto spesso i parrocchiani chiedono al sacerdote: “Padre, come faccio a confessarmi bene?”. Padre Ángel Espinosa de los Monteros, in uno dei suoi discorsi brevi e diretti, risponde in modo chiaro e accessibile, riconoscendo che l’argomento potrebbe riempire un’intera lezione, ma lo riassume in pochi minuti in modo che sia accessibile a tutti.

Il primo passo, secondo il sacerdote, è  invocare lo Spirito Santo  fin dal momento della preparazione: sia in coda al confessionale che lungo il cammino verso la parrocchia. “Mio Dio, aiutami a vedere veramente la mia coscienza”, è la preghiera chiave. Molti si rivolgono a lui solo per peccati evidenti – come aver perso la Messa la domenica precedente o un furto specifico – ma perdono l’opportunità di un esame più ampio dell’anima. È come pulire una stanza: se si è rovesciato del caffè e si è rotta una tazza, si pulisce, ma si rimuovono anche le ragnatele, si riordina l’armadio e si rifa il letto. “Facciamo le cose un po’ meglio”, esorta il sacerdote.

Una volta illuminato dallo Spirito, egli propone  due semplici schemi  per l’esame di coscienza:

1. I Dieci Comandamenti

Tutto inizia con l’amore per Dio: “Ama Dio sopra ogni cosa” non è una formula vuota. Significa esaminare se abbiamo trascurato la preghiera, se siamo distratti durante la Messa, se parliamo durante essa, o se abbiamo relegato Dio a un ruolo secondario. Santificare il giorno di sabato include non perdere la Messa domenicale, un peccato grave che lascia Dio relegato. Riguardo al pronunciare il
nome del Signore invano, il sacerdote mette in guardia contro giuramenti inutili o espressioni come “Lo giuro su Dio” in discussioni banali. “Sia il vostro ‘sì’ ‘sì’, e il vostro ‘no’ ‘no'”, ci ricorda, citando il Vangelo.
Poi vengono i comandamenti che regolano le relazioni umane: onorare il padre e la madre (prendersi cura di loro, chiamarli, occuparsi dei loro bisogni, con la promessa biblica di felicità e di una vita lunga, anzi eterna!); Non uccidere, non rubare, non commettere atti impuri (anche con la televisione o i cellulari), non mentire, non desiderare i beni del prossimo e non desiderare la moglie del prossimo.
Qui fa una differenza fondamentale: ammirare la bellezza di qualcuno (“che bella persona ha creato Dio”) non è peccato, ma desiderarla nel proprio cuore lo è, come insegna Gesù nel Discorso della Montagna.

2. Le cinque dita della mano (uno schema più relazionale incentrato sulle omissioni)

  • Pollice : relazione con Dio.
  • Indice : con il coniuge.
  • Medio : con i bambini.
  • Annullare : con altri (suoceri, dipendenti, vicini).
  • Mignolo : responsabilità del cristiano verso gli altri.

È qui che entra in gioco la questione delle omissioni: non basta non aver ucciso o rubato se, per indifferenza, abbiamo permesso che altri soffrissero la fame, il freddo, la solitudine o la tristezza. Ricordiamo le opere di misericordia corporali e spirituali che Gesù menziona in Matteo 25: dare da mangiare, da bere, vestire, visitare… ma anche confortare, consigliare, perdonare. “La fame non è solo di cibo; c’è fame di amore”, sottolinea.

Il sacerdote riassume la legge nel duplice comandamento dell’amore: amore di Dio e amore del prossimo. Ci invita a un obiettivo chiaro: ” Da oggi in poi, non commettere mai più un peccato mortale ” (materia grave + piena consapevolezza + deliberato consenso). I peccati veniali sono inevitabili nella vita quotidiana, ma dobbiamo essere in “purezza continua” attraverso la contrizione e la grazia. “Facciamo tutto il bene che possiamo”.

Si conclude con un messaggio di speranza: la confessione non consiste solo nel rimuovere le macchie, ma nel vivere nella grazia, vicini a Dio. «Che Dio ti benedica sempre».

Questo consiglio di Padre Ángel Espinosa, che ha tenuto migliaia di conferenze su spiritualità e famiglia, ci ricorda che la confessione è un incontro con la misericordia, non una formalità. Una buona preparazione trasforma il sacramento in una vera rinascita spirituale. Se siete disposti a seguire questi passi, la prossima volta che vi accosterete al confessionale, non sarà solo per le “essenzialità”, ma per una profonda purificazione dell’anima. Coraggio! La grazia di Dio è sempre in attesa.

P Angel Espinosa de los Monteros

El Padre Ángel Espinosa de los Monteros ha impartido más de 4,000 conferencias sobre matrimonio, valores familiares y espiritualidad en diferentes ciudades de México, Estados Unidos, Francia, Italia, España y Sudamérica. Ha atendido a cientos de matrimonios ofreciendo consejos y programas de crecimiento conyugal y familiar. Es autor del libro «El anillo es para siempre», traducido a diferentes lenguas y a partir de las cuales ha dictado más de 20 títulos de conferencias. Actualmente se dedica de tiempo completo a impartir conferencias y renovaciones matrimoniales en 20 países del mundo.