Come fare una buona confessione: il segreto che nessuno ti rivela
In soli 3 minuti, ti mostreremo come trasformare la tua confessione in una vera e profonda purificazione dell'anima... e non solo in un rapido elenco di peccati
Quante volte vi è capitato di entrare in confessionale pensando solo a “Non sono andato a messa domenica” o “Ho rubato 500 pesos”? Arrivate, lo dite e ve ne andate… ma vi sentite come se aveste lasciato metà della vostra anima sporca.
Padre Ángel Espinosa de los Monteros, con la sua caratteristica chiarezza e il suo affetto, ci offre una guida semplice, pratica e profonda per fare una buona confessione . Non si tratta di una lunga lezione, ma di un consiglio di tre minuti che può cambiare per sempre la vostra vita spirituale.
1. Chiedi guida allo Spirito Santo prima di confessarti
Innanzitutto, anche mentre sei in macchina o in coda: “Dio mio, aiutami a vedere veramente la mia coscienza”.
Non accontentarti dei peccati più evidenti. Considera la confessione come pulire la tua stanza: sì, raccogli il caffè rovesciato e i vetri rotti… ma togli anche le ragnatele, riordini l’armadio e rifai il letto. Fai una pulizia a fondo!
2. Due semplici metodi per esaminare la propria coscienza
Schema 1: I Dieci Comandamenti Iniziate con i primi tre, che parlano del vostro rapporto con Dio:
- Lo amo con tutto il cuore, o è solo una seconda scelta?
- Ho trascurato la preghiera?
- Mi sto distraendo o sto parlando durante la Messa?
- Devo santificare la domenica o trattarla come un giorno qualsiasi?
- Uso il nome di Dio invano (giurie sciocche, “Lo giuro su Dio”, espressioni di rabbia…)?
Il sacerdote è chiaro: usare il nome di Dio per cose insensate è imperdonabile… a meno che non ti penta sinceramente. Le tue parole devono essere sì, sì, oppure no, no.
Seguono poi i sette comandamenti che regolano il modo di trattare gli altri:
- Onora tuo padre e tua madre (chiamali, dimostra loro il tuo affetto, fai cose premurose per loro). La Bibbia promette una bellissima benedizione: “Sarai felice e avrai una lunga vita” (anche se fosse per l’eternità!).
- Non ruberai, non ucciderai, non commetterai adulterio, non mentirai, non desidererai la roba d’altri.
Riguardo al desiderio: vedere qualcuno di attraente e ammirare la bellezza del creato di Dio non è peccato. Ma dire “muoio dalla voglia di stare con lei” è un peccato nel cuore, come insegna Gesù.
Diagramma 2: Le cinque dita della mano. Un modo ancora più pratico e accessibile:
- Com’è il mio rapporto con Dio ?
- Con mio marito o mia moglie ?
- Con i miei figli ?
- Con altre persone (familiari, amici, dipendenti, suoceri…)?
- Cosa sto facendo per gli altri ?
È qui che entra in gioco l’importante questione delle omissioni . Non è solo ciò che faccio di sbagliato ad essere peccaminoso, ma anche ciò che non faccio: ho permesso a qualcuno intorno a me di morire di solitudine, tristezza o mancanza d’amore? Gesù non ha chiesto solo se avessi dato da mangiare agli affamati; avrebbe potuto anche chiedere: hai offerto un consiglio, un abbraccio, una parola di incoraggiamento, una piccola spinta quando ne avevano bisogno?
3. L’impegno che cambia tutto
” Da oggi in poi, mai più un peccato mortale. ” Materia grave + piena consapevolezza + pieno consenso = mai più.
Avremo sempre peccati veniali, ma possiamo essere in uno stato di purificazione continua . Vivere nella grazia dovrebbe essere il nostro obiettivo quotidiano.
Cari amici, facciamo tutto il bene che possiamo.
La prossima volta che andate a confessarvi, non presentatevi con una breve lista di cose da fare di routine. Chiedete guida allo Spirito Santo, esaminate onestamente il vostro cuore e uscite dal confessionale con un’anima veramente pura e in pace.
Ti andrebbe di provare questi due stratagemmi alla tua prossima confessione?
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