17 Luglio, 2026

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A casa impariamo a essere umani

Il valore della vita domestica e l'arte di crescere gli esseri umani attraverso il pensiero di G.K. Chesterton

A casa impariamo a essere umani

“Casa dolce casa”, diciamo spesso. Questa espressione racchiude la casa di famiglia, la casa delle giovani coppie che vi iniziano la loro vita. Un luogo dove stare con i propri cari, ricco di relazioni interpersonali, esperienze condivise e oggetti con una storia. Una casa in cui tornare per trovare conforto nei genitori, nei fratelli, nei figli, nei nonni… Un rifugio dove ritirarsi, respirare aria fresca, lenire le ferite del cuore e dare sostanza alla storia della propria famiglia. Casa, oggetti e persone: un intero microcosmo di significato che rende la vita degna di essere vissuta.

Aurora Pimentel ha scritto un libro stimolante, *  At Home: An Approach to Gilbert Keith Chesterton’s Ideas on Home and Domesticity*  (Madrid, CEU 2024), in cui intreccia una ricchezza di idee sulla casa con estratti commentati dagli scritti di Chesterton. Sappiamo che le persone sposate desiderano una casa. Chesterton, dalla sua prospettiva distributiva, propone di più: ogni persona, ogni famiglia, dovrebbe avere accesso a una piccola proprietà in modo da poter organizzare la propria vita familiare con i colori, i profumi, le melodie, gli spazi o i vincoli inerenti all’avventura di creare una famiglia.

Ogni giorno con le sue preoccupazioni, ogni paese con le sue sfide: agevolare i servizi per le famiglie o promuovere l’accesso alla proprietà della casa. Chesterton visse nel primo terzo del XX secolo. Molto è cambiato da allora. Egli percepiva lo Stato e il capitalismo sfrenato del suo tempo come i due nemici più feroci della famiglia. Il primo per la sua intrusione e il secondo per aver distolto gli abitanti dalle mura domestiche, assorbiti com’erano dalla produttività delle attività economiche. Comprensibilmente, non si trattava di un’opposizione all’ordine o alla ricchezza prodotta; piuttosto, era una visione preoccupata degli eccessi dello Stato e del capitale. Da un lato, c’era lo statalismo che controllava la vita sociale al punto da generare una mentalità collettivista che privava i cittadini della loro capacità imprenditoriale; dall’altro, c’era il capitalismo sfrenato, focalizzato unicamente sulla ricerca del profitto, che assorbiva il tempo e lo spazio necessari alla tranquillità familiare.

C’è, naturalmente, molto da fare. Ogni emisfero ha i suoi compiti, e la casa ha i suoi affetti particolari. Nella sua difesa della casa, l’autore sottolinea che Chesterton difende l'”incarnazione” che, in primo luogo, è quell’attrazione iniziale tra uomini e donne, in una vita condivisa con le sue notti e i suoi giorni, le sue gioie e le sue difficoltà, capace di abbracciare la vita; forgiando il proprio cammino – spesso con stanchezza – in una società consumistica addestrata in modo che l’utente non sappia distinguere il superfluo dal necessario.

Di cosa ha bisogno la società? Che tipo di paese vogliamo lasciare alle generazioni future? Queste sono domande ricorrenti nel dibattito pubblico. Le risposte sono più o meno le stesse: sradicare la corruzione, fame zero, un ecosistema sano, inclusione e così via. Continuiamo a ripercorrere queste domande e risposte, arrivando infine al tema dell’educazione. Chesterton afferma: “La scienza che si studia in famiglia è la più grande e gloriosa di tutte le scienze, espressa in modo molto inadeguato dalla parola educazione, e si occupa nientemeno che del mistero della formazione degli esseri umani” (p. 76). L’istruzione superiore fornisce una formazione professionale, ma è in famiglia che impariamo l’abilità più importante: come essere una persona.

Avere una casa è un dono. Ci vuole molta dedizione per renderla un luogo in cui i nostri cari possano imparare i fondamenti della vita. Non esiste una società sana senza cittadini attivi, e non esiste cittadinanza senza famiglia.

Francisco Bobadilla

Francisco Bobadilla es profesor principal de la Universidad de Piura, donde dicta clases para el pre-grado y posgrado. Interesado en las Humanidades y en la dimensión ética de la conducta humana. Lector habitual, de cuyas lecturas se nutre en gran parte este blog. Es autor, entre otros, de los libros “Pasión por la Excelencia”, “Empresas con alma”, «Progreso económico y desarrollo humano», «El Código da Vinci: de la ficción a la realidad»; «La disponibilidad de los derechos de la personalidad». Abogado y Master en Derecho Civil por la PUCP, doctor en Derecho por la Universidad de Zaragoza; Licenciado en Ciencias de la Información por la Universidad de Piura. Sus temas: pensamiento político y social, ética y cultura, derechos de la persona.