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02 Gennaio, 2026

9 min

Volere-volere: un amore che cresce

Volere-volere, amore oltre i sentimenti

Volere-volere: un amore che cresce

Tenendo conto di quanto affermato nell’articolo precedente, e considerando la  volontà-di-volere,  di cui parlerò molto presto, è possibile parlare di tre  gradini  nell’amore, o tre  gradi modi  di amare, che tendono a essere inclusi nel prossimo e ci permettono di comprendere meglio la natura dell’amore nel suo complesso.

1. L’amore non è una passione o un sentimento

Il primo passo è piuttosto negativo: scartare ciò che  non è  amore.

L’amore  non è  una semplice  passione  o un mero  sentimento  o  sensazione.

Non si tratta  di un affetto sensibile o di un’emozione,   di un insieme più o meno complesso di affetti, emozioni o sentimenti.

Essenzialmente e radicalmente,
l’amore  non è  una passione o un sentimento.

2. Il “buon amore” include i sentimenti

Ma, anche se non si tratta fondamentalmente o essenzialmente di un sentimento, né dell’unione di più di uno, in nessun caso deve escluderli.

Al contrario, l’amore umano è completo – e qui lo chiamo “amore buono” – solo quando l’atto di volontà è accompagnato e arricchito dalle emozioni pertinenti:

  • Tenerezza e gentilezza nel trattare con i bambini.
  • Compassione per chi sta attraversando un momento difficile.
  • La gioia di vedere il nostro coniuge, i nostri figli, i nostri fratelli e i nostri amici divertirsi.
  • Tristezza, quando ci rendiamo conto che ciò che stanno facendo o ciò che sta accadendo loro li sta danneggiando seriamente…

Sottoporre le emozioni all’intelligenza e alla volontà non significa sempre rimandare, limitare o mettere a tacere i sentimenti. Piuttosto, in molti casi, sarà necessario alimentarli, farli emergere o crescere, radicarli più saldamente e arricchirli di nuove sfumature…

Ad esempio, ci saranno:

  • Cercare di provare compassione per chi soffre, anche se all’inizio siamo indifferenti.
  • Rallegrarci dei trionfi dei nostri amici, anche quando inizialmente, in alcuni casi, suscitano in noi una certa invidia.
  • Siate gentili con le persone con cui abbiamo a che fare, sforzatevi di entrare in contatto con tutti loro, indipendentemente dal fatto che ci piacciano o no.
  • Provare tenerezza verso una deformità fisica o una brutta ferita, che istintivamente suscita in noi piuttosto disgusto e rifiuto…

Per raggiungere la sua pienezza, l’amore umano
deve completarsi attraverso sentimenti appropriati.

3. Il vero amore modera i sentimenti (li aumenta o li diminuisce)

In altre parole, bisogna sempre  moderare  i propri sentimenti.

Ma moderarli non significa ridurli, e tanto meno reprimerli. Significa dare loro la misura, la disposizione e l’ordine più appropriati  per la pienezza dell’amore,  per quello che chiamiamo  “buon amore”.

E molto spesso, anziché reprimerli,  il buon amore  si ottiene suscitando, radicando, amplificando e arricchendo sentimenti ed emozioni.

Ecco come lo spiega  Wadell :

  • Se le emozioni sono troppo forti, ci rendono violenti ed è necessario ridurle e mitigarle.
  • Se sono troppo deboli ci rendono indolenti e depressi, ed è necessario farli crescere e stimolarli.
  • La temperanza non mette a tacere le emozioni, ma piuttosto le incanala al servizio della virtù, cercando  l’equilibrio emotivo  nelle nostre azioni:
    • Un sentimento  troppo debole  ci paralizza, perché ci lascia impassibili;
    • Le emozioni  eccessive  ci feriscono perché ci rendono veementi.

Se le emozioni sono troppo forti,
devono essere ridotte e mitigate;
se sono troppo deboli,
devono essere nutrite e stimolate
.

Qualcosa che —come  afferma Lewis— dovrebbe essere applicato anche all’educazione dei nostri figli e studenti e al nostro stesso sviluppo:

  • Per ogni studente [per ogni bambino, potremmo anche dire] che ha bisogno di essere protetto da un fragile eccesso di sensibilità, ce ne sono tre che hanno bisogno di essere risvegliati dal letargo della fredda mediocrità.
  • L’obiettivo dell’educatore moderno non è quello di abbattere le foreste, ma di irrigare i deserti.
  • La giusta precauzione contro il sentimentalismo è  instillare sentimenti appropriati.

L’obiettivo dell’educatore moderno
non è quello di abbattere le foreste,
ma di irrigare i deserti.

Amore volendo-volendo, volontario e libero

1. Una ferma decisione della volontà

Il secondo passo nella nostra comprensione dell’amore consisterà nel ricordare e sottolineare il suo carattere di  atto  eminentemente  attivo .

  • Non è  qualcosa che  ci accade  o  che attraversiamo.
  • È  un atto o un’azione che  esercitiamo liberamente  attraverso la nostra volontà , anche se a volte può risultarci difficile.

L’amore è una ferma determinazione della volontà.  O, per essere più precisi, un’autodeterminazione di quella stessa volontà, con tutto il dominio di sé che ciò comporta.

Elisabeth Lukas lo esprime in modo appropriato   in due momenti ben definiti.

A)  Soprattutto, manifesta la natura affermativa dell’amore e l’elevazione che esso porta con sé. È un   alla persona amata, che la esalta e ci esalta, la libera e ci libera…

  • …l’amore non è un sentimento puro. Nemmeno un sentimento di dipendenza o di cieca servitù che nasce dalle profondità di un’anima malata.
  • Il vero amore non conosce la presunta debolezza dell’autostima, né il corrispondente desiderio di appoggiarsi a qualcuno di forte, né è tipico dell’uso o dell’abuso di un’altra persona per scopi egoistici. Il vero amore non cerca un partner protettivo o stimolante, non vuole figli da esibire per guadagno personale, né brama lodi o tenerezza per autogratificazione.
  • L’amore non ha bisogno di nulla, è sovrano, perché la  materia  di cui è fatto è  il sì modesto e incondizionato alla persona amata ,  come una stella cadente che viene lanciata dai fuochi d’artificio della Creazione.
  • L’amore è, come dice un’operetta tedesca, una  potenza celeste .

B)  Più avanti sottolinea l’enorme  vigore  del buon amore;  la quasi onnipotenza già suggerita alla fine del paragrafo precedente, riferendosi a una  potenza celeste :

  • Per tutti questi motivi è capace di fare tutto ciò che è necessario: lasciare che l’altro sia, lasciarlo andare, non trattenerlo, con le lacrime agli occhi se necessario, ma con affetto sincero.
  • Il tempo passa e l’amore rimane; i sentimenti svaniscono e l’amore rimane; la morte annulla gli impegni e l’amore rimane.
  • Come può  un sì incondizionato  trasformarsi in un  no  quando le condizioni cambiano, quando l’altra persona prende una strada diversa, si ammala o muore?
  • Quella parte fondamentale del rapporto reciproco che era l’amore  sopravvive  anche alla fine della relazione.

Sebbene
di solito abbia bisogno di sentimenti ed emozioni per raggiungere la sua pienezza,
l’amore umano non è un sentimento o un’emozione,
bensì l’atto per eccellenza della volontà
.

2. Alimentato dalla propria volontà

Volere-volere

Infine, l’amore vero e genuino ha la capacità di  intensificarsi,  attraverso  il volere-volere,  capace di liberare energie pressoché infinite.

Tutti noi abbiamo sperimentato quella sensazione di “voler volere”, anche se non l’abbiamo notata o non riusciamo a spiegare bene in cosa consista. A volte la chiamiamo sforzarci, persistere, essere testardi, ostinati o riprovare… O persino  ossessionarsi,  ma nel senso migliore del termine, senza il minimo accenno di disagio psicologico.

  • Volere… volere?
  • Sì: volere… volere!

Si tratta, per così dire, di un volgersi della volontà sul proprio atto: un ritorno della volontà sulla volontà stessa, per dare origine, appunto, a un volere, a un nuovo tentativo di volere.

Qualcosa che facciamo, più o meno spontaneamente, quando un primo atto di volontà non basta allo scopo che ci prefiggiamo: amare il nostro coniuge in un momento di crisi o, soprattutto, e speriamo che questa sia la norma, accrescere ulteriormente l’affetto reciproco nelle fasi di maggiore comprensione, esaltazione e gioia.

(Anche e soprattutto, quindi, quando amo consapevolmente bene e godo del mio amore. Non solo, né principalmente, quando non sono capace di amare e mi sforzo di ottenerlo. Sebbene, forse, in questi ultimi casi la mia attività sia più evidente, per contrasto.)

Per concludere… desiderando più profondamente e più veramente!

In ogni caso, ciò che conta è rendersi conto che, riflettendo su se stessi, volendo veramente, la volontà rafforza e accresce la sua capacità di amare. Vale a dire, raggiunge infine il suo obiettivo prefissato,  amplificando la forza e la qualità del suo amore.

E per raggiungere questo obiettivo, solitamente impiega anche altri meccanismi:

  • Ricreare i momenti magici trascorsi insieme.
  • Prestare attenzione agli aspetti più piacevoli della persona che un tempo amavamo follemente e oggi solo in modo relativo o in un modo che ci sembra insufficiente.
  • Il ricordo e la creazione di progetti comuni, già realizzati o ancora inediti…

Soprattutto quando si sperimentano i più grandi amori,
la volontà si sente portata
a intensificare e raddoppiare il suo amore,
a volere-volere.

3. E elevato all’infinito

La reiterazione del volere-volere

Ma non finisce qui. La possibilità di raddoppiare il desiderio non è una sola, ma può essere moltiplicata all’infinito.

  • Oppure, per dirla più chiaramente, oltre  a volere-volere,  è anche possibile  volere-volere-volere  e  volere-volere-volere-volere…
  • E così via, gradualmente, fino al raggiungimento dell’obiettivo desiderato.

Si potrebbe parlare, quindi, di una produzione di forze pressoché inesauribile. Pertanto, questa volontà di volere può essere concepita come l’arma più potente di cui la persona umana dispone per agire, crescere e svilupparsi come persona.

Un’arma che vale la pena imparare a usare, soprattutto nei momenti in cui l’amore è più pieno e appagante.

La gioia e il piacere di amare dovrebbero servirci da incentivo  ad amare ancora di più,  in quel preciso momento, e prepararci ad amare, con o senza sforzo, nelle varie situazioni  del futuro :

  • E, da quest’ultimo punto di vista, il primo atto del volere-volere consiste, appunto, nel decidere di far  durare l’amore  ,  in assoluta indipendenza dalle circostanze che l’amante e la persona amata attraverseranno.
  • Ciò che facciamo  nel matrimonio, nel momento in cui ci sposiamo:  ci impegniamo ad amarci anche in futuro, indipendentemente dalle condizioni che segnano e determinano quel futuro.
  • L’amore è autentico solo quando dura per sempre!

L’arma più potente a disposizione degli esseri umani
è la volontà.

Gratuito e non sempre faticoso

Per concludere questa prima descrizione dell’amore, vale la pena sottolineare un punto:  il volere-volere,  in quanto volere stesso, in quanto atto per eccellenza della volontà,  non è  necessariamente accompagnato da uno sforzo titanico.

  • Né lo sforzo né la difficoltà lo caratterizzano sostanzialmente.
  • Ciò che è essenziale e più rilevante nel volere l’amore è proprio  la libertà  con cui lo compio  o lo esercito, il carattere eminentemente attivo e libero di tale operazione.
  • A volte, per compiere un atto del genere, dovrò sforzarmi e sforzarmi: per esempio, superare la riluttanza o la stanchezza, oppure mettere da parte qualcosa che mi entusiasma.
  • Ma, in molte occasioni, niente di tutto questo sarà necessario: mi basterà incoraggiare e seguire  la naturale tendenza della volontà verso il bene  che l’intelletto le presenta.

Quando amo mia moglie, i miei figli o i miei nipoti, di solito non ho bisogno di sforzarmi o sforzarmi per farlo. Al contrario: forse, dopo un periodo di fervore appassionato e un altro di allenamento più o meno faticoso, è ciò che mi viene naturale.

E quando voglio amarli ancora di più – e sempre di più… e di più – di solito non mi provoca particolare stress. L’amore che già provo per loro e le gioie che ne derivano, che ho imparato a scoprire e ad apprezzare, mi incoraggiano ad amarli ancora di più.

E per riuscirci posso ricorrere a quella meravigliosa sorgente che è  il volere-volere.

L’essenziale nell’amore è proprio la libertà con cui amo,
il carattere eminentemente attivo e libero di questa operazione.

L’amore coinvolge tutta la persona,
ma il suo nucleo è un atto di volontà: il volere,
che spesso si trasforma in volere-volere.

(Continua)

Tomás Melendo,
Presidente di Edufamilia
http://www.edufamilia.com
[email protected]

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Edufamilia es una asociación sin ánimo de lucro, nacida en el año 2005. Su fundador, Tomás Melendo, advirtió que una mejora en la calidad de las familias facilitaría la resolución de bastantes de los problemas que aquejan a la sociedad de hoy. Y, apoyado siempre por su mujer, decidió lanzarse a esta aventura que cuenta con casi veinte años de vida y con múltiples ediciones de los distintos cursos formativos: Másteres y Maestrías, Expertos, cursos más breves, conferencias, ciclos culturales, seminarios y otros programas educativos. Aunque las primeras ediciones tuvieron carácter presencial, actualmente se ha hecho un gran esfuerzo por promover la infraestructura virtual para adaptarse a los nuevos tiempos y que la formación en torno a la familia alcance al mundo entero.