11 Maggio, 2026

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Viaggio a Pompei per il primo anniversario dell’elezione

Leone XIV davanti alla Madonna del Rosario

Viaggio a Pompei per il primo anniversario dell’elezione

Wlodzimierz Redzioch intervista mons. Caputo

L’8 maggio per il Papa Leone XIV è una data particolare: il giorno della sua elezione alla Cattedra di Pietro. E il Papa ha scelto questa importante data per visitare il Santuario della Madonna del Rosario a Pompei.  Di questa storica visita ne ho parlato con mons. Tommaso Caputo, Arcivescovo Prelato di Pompei, Delegato Pontificio per il Santuario.

Perché Leone XIV ha voluto commemorare l’anniversario della sua elezione proprio nel Santuario della Madonna del Rosario?

Papa Leone XIV, pontefice dal cuore profondamente mariano, si è manifestato legato al Santuario di Pompei sin da quell’otto maggio 2025 quando i cardinali, riuniti in Conclave, diedero alla Chiesa universale un nuovo pastore. Fu proprio il Santo Padre a ricordare il significato di quel giorno nel suo primo messaggio pronunciato alla Loggia delle Benedizioni della Basilica di San Pietro. Il legame poi è reso ancora più forte dal fatto che, nello scegliere il suo nome pontificale, il nostro pensiero va a Leone XIII, il Papa del Rosario, che guidò la Chiesa dal 1878 al 1903 seguendo, da padre premuroso, i primi passi della nascente opera pompeiana. Papa Pecci ricevette infatti ben dodici volte Bartolo Longo e la consorte Marianna de Fusco, che nel 1894 gli donarono il Santuario. L’evento è rappresentato in un affresco. Nel 1901, Papa Leone XIII elevò il Santuario di Pompei a Basilica Pontificia, definendolo “parrocchia del mondo”, per il grande afflusso dei pellegrini. Ora, in quella “parrocchia” che accoglie ogni anno milioni di fedeli, provenienti da ogni continente, giungerà anche Papa Leone XIV, che peraltro ha già inscritto il suo nome nella storia della Città mariana proclamando santo Bartolo Longo il 19 ottobre 2025.

Volevo sapere se prima di essere eletto a Pontefice, padre Prevost visitò il Santuario di Pompei?

Non ho notizie in merito. Certamente ben conosceva il Santuario e la nostra Città mariana. Papa Prevost è di Chicago, dove sorge un Santuario dedicato alla Nostra Signora di Pompei ed è la più antica parrocchia di riferimento della comunità italo-americana. La parrocchia fu eretta nel 1911 e fu affidata ai Padri Scalabriniani, mentre la chiesa fu costruita nel 1923.

Quali sono i punti di questa breve visita di Leone XIV e qual è il loro significato?

Il nostro fondatore, San Bartolo Longo, in un numero del 1925 de “Il Rosario e la Nuova Pompei”, il periodico del Santuario, definì Valle di Pompei, terra benedetta dalla presenza della Madonna, “trionfo di Fede e di Carità”. In un’altra occasione parlò di “tempio della Fede” e di “tempio della Carità”. È per questo che, appena giunto in elicottero a Pompei, il Santo Padre accoglierà in una grande sala persone accolte nelle Opere sociali del Santuario insieme ai religiosi, al personale e agli educatori che se ne prendono cura. Sarà un momento intimo e familiare durante il quale Leone XIV ascolterà alcune testimonianze e rivolgerà ai presenti un breve discorso. I protagonisti dell’incontro con il Papa saranno proprio bambini, giovani, ragazze madri, donne e minori in difficoltà, persone con disabilità, poveri, immigrati. Sono i piccoli del Vangelo i prediletti del Signore Gesù.

Mezzora più tardi il Santo Padre lascerà la Sala Trapani e, in auto scoperta, attraverserà le vie adiacenti e Piazza Bartolo Longo per giungere poi in Basilica dove sarà accolto da ammalati, anziani, persone con disabilità, che il Papa benedirà e saluterà. Direi che anche quello della fragilità sarà un tema centrale nella visita di Papa Leone. Questa prima parte della visita riguarderà il “tempio della carità”.

Alle 10.30 poi celebrerà la Santa Messa sul sagrato del Santuario e, al termine del rito, guiderà la recita della Supplica, composta da San Bartolo nel 1883. Potremmo dire che sarà questo il momento nel quale il Santo Padre farà visita al “tempio della fede”.

Il Campanile del Santuario è dedicato al Sacro Cuore ed è simbolo di pace. Per realizzare le sue 8 campane furono impiegati 100 quintali di cannoni da guerra in bronzo affinché il loro suono ricordasse continuamente l’impegno di Pompei per la pace. E nel Santuario si prega per la pace nel mondo. Allora la visita del Papa, nel momento in cui il mondo è lacerato dalle guerre, sarà anche una Supplica per la pace?  

Sì, certamente! E quella preghiera sarà elevata al Cielo proprio dinanzi alla Facciata del Santuario, inaugurata il 5 maggio 1901, che San Bartolo volle dedicare alla pace universale. Sulla sommità è una statua della Madonna del Rosario, ai cui piedi è scritto, a caratteri cubitali, “PAX”.

Quando ogni giorno ascoltiamo notizie tragiche, che vengono da decine di contesti nel mondo dove oggi si combatte, il primo sentimento, umanissimo, è la rassegnazione. Eppure noi credenti siamo chiamati a mantenere sempre accesa la speranza. Dobbiamo pregare, abbiamo bisogno di pregare. Anche a San Bartolo, arrivato a Pompei nel 1872, doveva sembrare impossibile che una terra sconsolata e abitata da pochi contadini vessati dai briganti e dalla malaria, diventasse centro mondiale di spiritualità mariana e simbolo di pace e di fratellanza. Sembrava impossibile che questo potesse avvenire e invece, grazie a Dio, questa terra è stata trasformata e redenta.

La pace, espressa in ogni singola parola del Vangelo, è continuamente invocata da Papa Leone. L’otto maggio, guidati dal Santo Padre reciteremo, tra gli altri, questi versi: “Il tuo cuore di Madre, non permetterà di vedere noi, tuoi figli, perduti. Il Bambino che vediamo sulle tue ginocchia e la mistica Corona che miriamo nella tua mano, ci ispirano fiducia che saremo esauditi”.

L’intervista è stata pubblicata in polacco sulla pagina del settimanale “Niedziela”

Wlodzimierz Redzioch

Wlodzimierz Redzioch è nato a Czestochowa (Polonia), si è laureato in Ingegneria nel Politecnico. Dopo aver continuato gli studi nell’Università di Varsavia, presso l’Istituto degli Studi africani, nel 1980 ha lavorato presso il Centro per i pellegrini polacchi a Roma. Dal 1981 al 2012 ha lavorato presso L’Osservatore romano. Dal 1995 collabora con il settimanale cattolico polacco Niedziela come corrispondente dal Vaticano e dall’Italia. Per la sua attività di vaticanista il 23 settembre 2000 ha ricevuto in Polonia il premio cattolico per il giornalismo «Mater Verbi»; mentre il 14 luglio 2006 Sua Santità Benedetto XVI gli ha conferito il titolo di commendatore dell’Ordine di San Silvestro papa. Autore prolifico, ha scritto diversi volumi sul Vaticano e guide ai due principali santuari mariani: Lourdes e Fatima. Promotore in Polonia del pellegrinaggio a Santiago de Compostela. In occasione della canonizzazione di Giovanni Paolo II ha pubblicato il libro “Accanto a Giovanni Paolo II. Gli amici e i collaboratori raccontano” (Edizioni Ares, Milano 2014), con 22 interviste, compresa la testimonianza d’eccezione di Papa emerito Benedetto XVI. Nel 2024, per commemorare il 40mo anniversario dell’assassinio di don Jerzy Popiełuszko, ha pubblicato la sua biografia “Jerzy Popiełuszko. Martire del comunismo” (Edizioni Ares Milano 2024).