17 Maggio, 2026

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Rosa Montenegro

Voci

28 Agosto, 2025

3 min

Tu mi scruti e mi conosci…

Costruire sulla roccia: sicurezza, autenticità e amore

Tu mi scruti e mi conosci…
Nastia Petruk . Unsplash

Nelle parole degli altri

(oggi è la festa di Sant’Agostino, potrebbero essere le sue parole, ma no. La santità è opera di Dio)

“Il mio cuore, il mio cuore come un tempio… stile Colosseo, pieno di gatti e per la gioia dei turisti, quelli di qui oggi e quelli di là domani, con panini e zaini…”

(nella mia corrispondenza)

Quando parliamo di cuore, non ci riferiamo solo ai sentimenti, ma al centro più profondo di una persona. È lì che si incontrano ciò che penso, ciò che voglio e ciò che sento. È nel cuore che trovo la mia forza e dove posso aprirmi all’amore e all’incontro con gli altri.

“L’antropologia del cuore è anche un’antropologia del dono”

Il cuore ha desideri insondabili. A volte li comprendiamo, altre volte ci confondono. È come se parlasse una lingua tutta sua, che nemmeno lui riesce a tradurre. Questi desideri sono così profondamente radicati in noi che dobbiamo fare un passo indietro per comprenderli. E non succede solo a me, succede a tutti noi, semplicemente perché siamo umani.

Questi desideri, se adeguatamente soddisfatti, sono ciò che permette la crescita personale e lo sviluppo della maturità. Senza di essi, non possiamo costruire un progetto solido. Nessuno costruisce una casa sulla sabbia; abbiamo bisogno di un terreno solido per crescere e progredire.

Sicurezza e autostima sono costantemente interconnesse

Quando scopro il mio valore e so chi sono, posso crescere senza tradire me stesso o gli altri. Questa fiducia è la forza trainante che mi spinge ad andare avanti, anche in mezzo alle difficoltà. Le sfide, quindi, mi entusiasmano.

Spesso, questa sicurezza cerca all’esterno l’autostima che manca dentro. E ci rendiamo conto che più vuoto c’è, più abbiamo bisogno dell’approvazione degli altri. E così perdiamo la rotta, come una nave senza timone o timoniere.

Le nostre paure ci paralizzano: paura di fallire, del giudizio altrui, di non essere abbastanza bravi. Per difenderci, indossiamo maschere, come se potessero proteggerci. Ma queste maschere ci allontanano dalla nostra verità, dalla conoscenza, dal nostro valore oggettivo.

La vera sfida è affrontare queste paure a testa alta e scoprire che spesso sono solo palloncini pieni d’aria. Se li facciamo scoppiare, smettono di soffocarci. Ciò che rimane allora è la forza dei valori che ci sostengono.

Costruire sulla roccia significa porre solide fondamenta: conoscere noi stessi, accettare la nostra fragilità e appoggiarci a chi può aiutarci. In questo modo, evitiamo false aspettative che generano solo frustrazione.

La sicurezza è rafforzata quando accetto me stesso, il mio processo di sviluppo: il mio equilibrio temporale, il mio essere e il mio divenire. Ho uno scopo e accetto le “pietre miliari quotidiane” di me stesso e degli altri. Questo mi permette di smettere di nascondermi, di non confondermi con l’ambiente circostante. Posso essere me stesso, con autenticità e senza paura di essere differenziato.

Ogni persona è unica, ma questa unicità si arricchisce quando viene condivisa. Dare e ricevere è una danza: ha senso solo se rispettiamo il ritmo dell’altro senza perdere il nostro.

L’importante è ascoltare ciò che canta o geme dentro di noi. Quando lo comprendiamo, possiamo armonizzare la nostra voce con quella di chi ci cammina accanto.

Tutto si riduce a qualcosa di molto concreto: vivere della verità e della bellezza che è in ognuno di noi. Senza paragoni, senza competizione, senza giudizio. Contribuendo, cedendo e concedendo; sapendo aspettare, camminando da soli e accompagnando.

La coesione ci rafforza. Quando aiutiamo gli altri, quando facciamo brillare chi cammina accanto a noi, è perché siamo portatori di luce che illumina, e di ombra che favorisce il riposo e favorisce la visione interiore e l’umiltà.

“Il cuore è il nucleo energetico della tua vita: è lì che si concentra la forza che unisce ciò che pensi, ciò che desideri e ciò che senti. Questa energia nascosta è in grado di trasformare la tua storia se la trasformi in amore e dedizione.”

Ti invito a pensare

  • Ho degli amici che mi aiutano a diventare una persona migliore?
  • Uso la mia intelligenza saggiamente?
  • So unire l’amore allo sforzo e al dolore?

Ricordare

“Nessun vento è favorevole a chi non sa dove sta andando” (Seneca)

Buon viaggio!

 

Rosa Montenegro

Pedagoga, orientadora familiar (UNAV) y autora del libro “El yo y sus metáforas” libro de antropología para gente sencilla. Con una extensa experiencia internacional en asesoramiento, formación y coaching, acompaña procesos de reconstrucción personal y promueve el fortalecimiento de la identidad desde un enfoque humanista y transformador.