19 Agosto, 2026

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«Sono nati per cose più grandi»

L’inizio dell'Anno Giubilare di San Stanislao Kostka

«Sono nati per cose più grandi»

Domenica 16 agosto si sono tenute a Rostków in Polonia le celebrazioni inaugurali dell’Anno Giubilare in occasione del 300° anniversario della canonizzazione di San Stanislao Kostka. La Messa è stata presieduta dall’Arcivescovo Antonio Guido Filipazzi, Nunzio Apostolico in Polonia con la partecipazione del vescovo Szymon Stułkowski di Płock, del vescovo ausiliare Mirosław Milewski e del clero locale.

La Chiesa e il mondo ha bisogno di giovani santi. Per questo motivo Papa Leone XIV durante l’Anno Santo 2025 ha deciso di compiere un gesto simbolico: canonizzare Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati. Lo ha fatto il 7 settembre, durante la solenne celebrazione eucaristica sul sagrato della Basilica di San Pietro. Leone XIV, parlano dei nuovi santi, ha richiamato il loro “essere innamorati di Gesù” e la loro incessante volontà di “donare tutto per Lui”; un amore coltivato attraverso “mezzi semplici, alla portata di tutti”, anche alla portata di ogni giovane di oggi.

La canonizzazione dei due giovani nel 2025 ha richiamato un’altra canonizzazione, quella preceduta da Benedetto XIII esattamente 300 anni fa nella Basilica di San Pietro durante la quale il Papa Orsini proclamò due santi, anche giovani: san Stanislao Kostka e san Luigi Gonzaga. Uno polacco, altro italiano; tutte e due da famiglie nobili, in tutte e due maturò la loro decisione di farsi gesuiti, nonostante certe resistenze delle famiglie.

Luigi Gonzaga morì nel 1591 quando un’epidemia di malattie infettive uccideva a Roma migliaia di persone. Il giovane Luigi, insieme a san Camillo de Lellis ed alcuni confratelli gesuiti, assisteva gli ammalati più bisognosi. Un giorno, caricò in spalla un appestato e lo portò all’ospedale. Pochi giorni dopo morì.

Stanislao Kostka nasce vicino a Cracovia, nel 1550, figlio del principe Kostka, capo militare e Senatore del regno di Sigismondo Augusto. All’età di 14 anni viene mandato a studiare a Vienna presso il collegio della Compagnia di Gesù. A Vienna è ospite in un collegio della Compagnia. Stanislao che si sente “nato per cose più grandi”, studia molto, vive un’intensa vita spirituale caratterizzata dalla devozione a Maria. Matura in lui la vocazione al sacerdozio.

Un giorno Stanislao si ammala gravemente e durante la sua infermità avvengono prodigi straordinari. Una notte riceve in un appartamento preso in affitto da un luterano la visita di Santa Barbara accompagnata da due angeli e dalle sue mani riceve finalmente l’Eucaristia. Un’altra notte Stanislao riceve la visita della Madonna con il Bambinello: appena lo prende in braccio si sente completamente guarito a dispetto delle prognosi infauste dei medici. La Vergine, nel congedarlo, gli rivela che la sua strada è nella Compagnia di Gesù.

In una stanza di quell’appartamento in via Kurrentgasse, 2 c’è una piccola cappella che è diventata uno dei luoghi di culto di san Stanislao. Da quasi tre secoli, l’ottava della commemorazione liturgica del santo polacco viene celebrata in questa cappella viennese tra il 13 e il 20 novembre.

Kostka è sicuro della sua scelta, ma sa che il padre non l’approverebbe mai; perciò, scappa e dopo venti giorni di marcia a piedi raggiunge Dillingen, in Germania, dove è accolto nella casa locale dei gesuiti e dove incontra padre Pietro Canisio, all’epoca Provinciale della Germania settentrionale. Stanislao viene inviato in pellegrinaggio a Roma dove può iniziare il suo noviziato. Presto, però, si ammala e muore, ad appena 18 anni, il giorno dell’Assunta del 1568. Viene seppellito nella chiesa Sant’Andrea al Quirinale appena costruita accanto al noviziato.

Nell’edificio annesso alla chiesa di Sant’Andrea al Quirinale si possono visitare le cosiddette stanze di san Stanislao Kostka. Lì si trova la scultura di san Stanislao Kostka morente, opera di Pierre Legros il giovane.

Il culto di san Stanislao Kostka è particolarmente vivo in Polonia. È il santo patrono dei giovani, degli studenti e dei chierichetti, ma è anche uno dei patroni della Polonia. Per questo motivo si è voluto celebrare uno speciale Anno Giubilare in occasione del 300° anniversario della sua canonizzazione. Le celebrazioni sono cominciate domenica 16 agosto nel paese natale del Santo, a Rostków, nella diocesi di Płock. Innanzitutto, le reliquie del santo sono state trasferite solennemente dalla chiesa parrocchiale di Przasnysz a Rostków, in ricordo del centenario del ritorno delle reliquie del santo patrono della sua diocesi nella terra natale.

Successivamente è stata celebrata l’Eucaristia presieduta dall’Arcivescovo Antonio Guido Filipazzi, Nunzio Apostolico in Polonia con la partecipazione del vescovo Szymon Stułkowski di Płock, del vescovo ausiliare Mirosław Milewski e del clero locale. Nella sua omelia, l’arcivescovo Filipazzi ha ricordato che 300 anni fa la Chiesa riconobbe nel giovane gesuita, allora appena diciottenne, «la perfezione della vita cristiana». Ha osservato che Stanislao non viene ricordato per la sua ricchezza, il suo prestigio o i suoi successi terreni. «Viene ricordato perché ha preso Dio con assoluta serietà. Credeva che la vocazione ricevuta dal Signore fosse degna di tutto il suo cuore e di tutta la sua vita» – ha affermato. «Stanislao comprese che l’uomo non è creato per la mediocrità, ma per la pienezza della vita in Cristo; non per vivere chiuso in se stesso, ma per offrirsi come dono; non per accontentarsi di ciò che è transitorio, ma per cercare ciò che ha valore eterno» – disse il predicatore.

«Siamo qui per ascoltare ciò che San Stanislao ha da dire alla Chiesa oggi. Egli ci ricorda che siamo nati per cose più grandi e più elevate. Siamo nati per Cristo. E in Cristo, siamo nati per la santità» – ha affermato il Nunzio, aggiungendo che anche oggi dovremmo con audacia proporre ai giovani la via della santità.

In occasione del 300° anniversario della canonizzazione di San Stanislao Kostka, la Penitenzieria Apostolica ha concesso ai fedeli la possibilità di ottenere l’indulgenza plenaria. Si tratta di un’occasione speciale per vivere il giubileo come tempo di conversione e rinnovamento spirituale. Per il giubileo, il vescovo di Płock ha istituito 16 luoghi di pellegrinaggio dedicati a San Stanislao Kostka.

Vale la pena citare la famosa frase del giovane Stanislao con la quale espresse il suo ideale di vita: «Ad maiora natus sum». Questa frase dovrebbe essere il motto di vita di ogni cristiano ed anche ai giovani bisogna ricordare che «sono nati per cose più grandi».

Wlodzimierz Redzioch

Wlodzimierz Redzioch è nato a Czestochowa (Polonia), si è laureato in Ingegneria nel Politecnico. Dopo aver continuato gli studi nell’Università di Varsavia, presso l’Istituto degli Studi africani, nel 1980 ha lavorato presso il Centro per i pellegrini polacchi a Roma. Dal 1981 al 2012 ha lavorato presso L’Osservatore romano. Dal 1995 collabora con il settimanale cattolico polacco Niedziela come corrispondente dal Vaticano e dall’Italia. Per la sua attività di vaticanista il 23 settembre 2000 ha ricevuto in Polonia il premio cattolico per il giornalismo «Mater Verbi»; mentre il 14 luglio 2006 Sua Santità Benedetto XVI gli ha conferito il titolo di commendatore dell’Ordine di San Silvestro papa. Autore prolifico, ha scritto diversi volumi sul Vaticano e guide ai due principali santuari mariani: Lourdes e Fatima. Promotore in Polonia del pellegrinaggio a Santiago de Compostela. In occasione della canonizzazione di Giovanni Paolo II ha pubblicato il libro “Accanto a Giovanni Paolo II. Gli amici e i collaboratori raccontano” (Edizioni Ares, Milano 2014), con 22 interviste, compresa la testimonianza d’eccezione di Papa emerito Benedetto XVI. Nel 2024, per commemorare il 40mo anniversario dell’assassinio di don Jerzy Popiełuszko, ha pubblicato la sua biografia “Jerzy Popiełuszko. Martire del comunismo” (Edizioni Ares Milano 2024).