Ricevi lo Spirito Santo: Commento di Padre Jorge Miró
Domenica 8 giugno 2025
Padre Jorge Miró condivide con i lettori di Exaudi il suo commento al Vangelo di questa domenica, 8 giugno 2025, intitolato “Ricevi lo Spirito Santo”.
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Oggi celebriamo il giorno della Pentecoste. Il Mistero Pasquale culmina con l’invio dello Spirito Santo sulla Vergine Maria e sugli Apostoli. Nel giorno della Pentecoste, la Pasqua di Cristo si consuma con l’effusione dello Spirito Santo (cfr. Catechismo, 731).
La Pentecoste ci ricorda che tutto è dono, tutto è grazia. Ci ricorda che non diamo la vita da soli. Solo Dio può aprire le nostre tombe e risuscitarci. Solo il suo Spirito può rianimarci, rinnovarci.
La Parola che ascoltiamo ci parla di ciò che accade quando l’uomo insiste nell’autosufficienza e vuole rubare la gloria di Dio: arriva Babele, la confusione, la divisione, l’impossibilità della comunione.
Ma ci ricorda anche che Dio ci ama, che è fedele e mantiene le sue promesse, che siamo il popolo che Dio ha scelto come sua eredità. E per questo Dio non ci abbandona e ci manda profeti che ci chiamano alla conversione, affinché possiamo dire: faremo tutto ciò che il Signore ha detto. E ancora di più: ci dona lo Spirito Santo, che compie in noi l’opera della nuova creazione.
E allora, quando ci apriamo alla sua azione, possiamo vivere nella benedizione e nella lode. Possiamo vivere nella speranza. Perché non viviamo più delle nostre forze o dei nostri calcoli, ma sperimentiamo come lo Spirito venga a noi nella nostra debolezza e interceda per noi con gemiti inesprimibili.
Sperimentiamo di non vivere più smarriti o disorientati, come “vagabondi” esistenziali, senza meta verso il nulla, perché possediamo le primizie dello Spirito che ci rivela la nostra identità più profonda: siamo figli amati di Dio.
E questo Spirito ci porta a confessare che Gesù è il Signore, che Gesù Cristo vive ed è con noi ogni giorno. Ci porta a proclamarlo Signore delle nostre vite, a lasciarci condurre da Lui ovunque voglia condurle.
E questo stesso Spirito ci conduce nel Corpo di Cristo, nella Chiesa. Perché Lui è lo Spirito di comunione. E ci dona carismi e ministeri per annunciare la buona novella del Vangelo, per annunciare che il Regno di Dio è arrivato, per edificare la Chiesa, per il bene comune. Non puoi tenere questi carismi per te: non sono tuoi. Li hai ricevuti per portare frutto per gli altri. Dio suscita questi carismi, affinché riaccendano nei nostri cuori il desiderio di incontrare Cristo, la sete della vita divina che Egli ci offre – in una parola, la grazia! (cfr. Leone, 6 giugno 2025).
Incoronati dai dodici frutti dello Spirito: amore, gioia, pace… (cfr. Gal 5), segni che il “controllo” della vostra vita è nelle mani del Signore, segni che permettete allo Spirito Santo di agire nella vostra vita.
E anche per essere sacerdoti, profeti e re. Sacerdoti, intercessori per i nostri fratelli e sorelle. Profeti, perché la nostra vita diventa segno dell’amore di Dio per gli altri. Profeti di bontà, verità e bellezza. Re che proclamano che Gesù Cristo è Signore, Signore della storia, e che perciò vivono nella speranza, e con la fiducia che niente e nessuno può separarci dall’amore di Dio; con la fiducia che a Dio nulla è impossibile; con la certezza che Dio non cessa mai di amarci, e con la certezza che ogni giorno effonde lo Spirito Santo, che rinnova la faccia della terra. Spirito Creatore, Spirito Consolatore, Spirito Santificatore… che fa nuove tutte le cose.
Vieni, Spirito Santo!
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