Questo è il mio Figlio prediletto: ascoltatelo: Commento di Padre Jorge Miró
Domenica 1 marzo 2026
Padre Jorge Miró condivide con i lettori di Exaudi il suo commento al Vangelo di domenica 1 marzo 2026, intitolato: “Questo è il Figlio mio prediletto: ascoltatelo”.
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Oggi il Vangelo ci parla della Trasfigurazione del Signore: prima di giungere al dramma della Passione, Gesù Cristo appare trasfigurato, glorioso , davanti ai suoi discepoli, perché non siano spaventati o scandalizzati dal mistero della croce.
La Trasfigurazione è un glorioso annuncio e anticipazione della Risurrezione del Signore .
Con questo, la Parola di Dio vuole incoraggiarti nel tuo cammino verso la vita eterna . Vuole ricordarti che siamo cittadini del cielo. Non sei un viandante esistenziale , stanco e oppresso, stanco di girare in tondo, ma un pellegrino che cammina insieme ad altri pellegrini verso il cielo. San Paolo ce lo ha ricordato: Dio ci ha salvati e ci ha chiamati a una vita santa.
La luce della vita eterna trasfigura la croce, trasformandola da dolorosa a gloriosa. Ed è per questo che Gesù Cristo ti ricorda che non serve a nulla guadagnare il mondo intero se perdi la tua anima. Tutto sarebbe vano se non raggiungessi la vita eterna.
Ce lo ha ricordato anche la prima lettura, con l’ alleanza che Dio stringe con Abramo : «Vattene dalla tua terra». Siamo chiamati a uscire da noi stessi . Non possiamo vivere nel narcisismo esistenziale, non possiamo vivere una vita individualistica, chiusa in noi stessi, come il mondo così spesso ci propone. Dio non ci ha creati per la solitudine, ma per la relazione , per la comunione , per il dono di sé .
E troveremo la nostra pienezza come esseri umani , non vivendo chiusi in noi stessi, contemplando solo noi stessi, ma uscendo da noi stessi , uscendo per connetterci con Dio e uscendo per connetterci con i nostri fratelli e sorelle. Ed è per questo che siamo pellegrini , ma non pellegrini solitari, piuttosto pellegrini che camminano insieme ad altri fratelli e sorelle, insieme ad altri pellegrini , sperimentando la presenza del Signore nella nostra vita e camminando verso la meta del cielo.
Essere cristiani significa vivere ogni giorno l’esperienza di salire sul Monte Tabor e sperimentare ogni cosa con il Signore . E quando sperimentiamo ogni cosa con il Signore, Lui la rende nuova attraverso il dono dello Spirito Santo. Ecco perché siamo chiamati a vivere quell’intimità nella vita quotidiana, a vivere i nostri sogni con il Signore, le nostre ansie con il Signore, le nostre paure con il Signore, i nostri successi con il Signore, i nostri fallimenti con il Signore: a sperimentare ogni cosa con il Signore . E allora ciò che dice il Salmo diventerà realtà anche nella nostra vita: “Il Signore è mia luce e mia salvezza; di chi avrò paura?” Guarda a lui e sarai raggiante.
Ma per questo dobbiamo vivere ciò che abbiamo udito nel Vangelo, questa voce dalla nube che diceva: Questi è il Figlio mio eletto, ascoltatelo.
Chi ascolti ogni giorno per vivere? Ascolti la voce del tuo cuore ferito dal peccato originale? Ascolti la voce del mondo o ascolti la voce del Signore?
Questa è la chiave. Come Abramo: lascia la tua terra! Lascia te stesso! E lasciati guidare dal Signore: verso la terra che io ti indicherò.
Siete pronti a seguire seriamente questo cammino, a vivere quest’avventura? Ne vale la pena! Osate provare! Non rimarrete delusi! Anche voi, se credete, se seguite Gesù Cristo sulla via della croce, vedrete la gloria di Dio.
Vieni, Spirito Santo!
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