Note sulla Proclamazione di Fede dei Lefebvristi (e)
Cardinale Arizmendi: Analisi teologica e pastorale del recente scisma della Fraternità Sacerdotale San Pio X
Il cardinale Felipe Arizmendi , vescovo emerito di San Cristóbal de Las Casas e responsabile della Dottrina della Fede presso la Conferenza Episcopale Messicana (CEM) , offre ai lettori di Exaudi il suo articolo.
FATTI
In qualità di Rettore del Seminario di Toluca, dovetti espellere, su indicazione del Gruppo di Formazione, uno studente ritenuto non idoneo al sacerdozio. Tuttavia, determinato a diventare sacerdote a tutti i costi, chiese di essere ammesso al Seminario di Tapachula, senza richiedere le necessarie informazioni preliminari. Quando, il 7 febbraio 1991, fu annunciato che sarei diventato vescovo di quella diocesi, diverse persone gli dissero che quello era un chiaro segno di Dio, che il sacerdozio non era la sua vocazione. Al mio arrivo, il 7 marzo 1991, non si presentò nemmeno e se ne andò. Ma, ostinatamente aggrappato al suo desiderio, fondò a Città del Messico una chiesa apparentemente ortodossa, celebrando i sacramenti come se fosse un vero ministro sacramentale. Molte persone gli chiedevano di celebrare funzioni religiose, attratte dalle comodità che offriva, nonostante le somme considerevoli che chiedeva. Ma i nostri bravi fedeli, desiderosi di ricevere un sacramento e persino ignari della propria parrocchia, lo accettarono ingenuamente. Da allora è venuto a mancare, e che il Signore abbia misericordia di lui, come ha avuto misericordia di noi.
Così, i falsi sacerdoti spuntano ovunque, sia che siano stati validamente ordinati ma in seguito espulsi dal sacerdozio per qualche grave reato, sia che siano seminaristi espulsi dal loro seminario, o per altri motivi; sono tutti falsi sacerdoti. Non hanno nulla a che fare con i lefebvristi, ma per molti aspetti sono simili.
Pertanto, continuerò a chiarire alcune delle affermazioni dei lefebvriani nella loro professione di fede cattolica. Ho evidenziato in corsivo le loro asserzioni e ho incluso il mio commento personale in formato Word normale.
FULMINE
- Io affermo che coloro che governano la società dovrebbero sottomettersi alla sana influenza della Chiesa.
La Chiesa offre la luce della Rivelazione alle autorità civili e a tutta la società, ma non può imporla. Non si deve pretendere la sottomissione alla Chiesa, perché ciò costituirebbe un attacco alla libertà religiosa, che deve essere sempre rispettata.
- Rifiuto il liberalismo politico e religioso: quello che, in nome della dignità umana e di una falsa libertà religiosa, attribuisce a ogni persona il diritto di agire pubblicamente secondo coscienza senza essere ostacolata dall’autorità civile, anche quando tale coscienza è errata e si oppone al bene comune o alla vera religione.
Non tolleriamo la dissolutezza, né pubblica né privata, ma non possiamo impedire a nessuno di agire secondo coscienza, anche se riteniamo che sia sbagliato. Dio stesso rispetta la libertà del peccatore. Il nostro compito è predicare la morale di Dio, insistere su di essa e adoperarci affinché venga praticata nella società, ma non possiamo imporla.
- Rifiuto di affidare alla Chiesa la missione di difendere la dignità della persona umana e di instaurare una fraternità universale fondata su questa presunta dignità comune del genere umano, senza fare distinzioni.
Promuoviamo la fraternità universale, amata da Dio, perché siamo tutti fratelli, ma distinguiamo sempre tra il Regno universale di Cristo e le altre concezioni; ci impegniamo affinché Egli regni in tutti, ma rispettiamo coloro che pensano e vivono diversamente.
- Noi professiamo che è necessario restaurare ogni cosa in Cristo, che è l’unico Santo e, attraverso il suo Corpo mistico, l’unico santificatore di anime e popoli.
Anche noi professiamo questa fede, ma senza imporla a tutti o alla società. La nostra Chiesa si impegna affinché Cristo regni in ogni cosa e in ogni persona, ma senza imporlo. Per verificare la centralità di Cristo nella Chiesa, basta leggere attentamente tutti i documenti del Concilio e dei Papi. La fedeltà a Cristo e la sua centralità sono fondamentali. Ma è proprio Cristo che ci proietta verso gli altri.
- Affermo che la Messa romana tradizionale, celebrata secondo il rito in uso prima della riforma del Novus Ordo Missae, esprime con ineguagliabile chiarezza la dottrina cattolica del sacrificio, del sacerdozio e della Presenza Reale. Constato però con dolore che le riforme liturgiche contemporanee si sono allontanate considerevolmente dalla liturgia tradizionale, sia nella sua interezza che nei suoi dettagli; così facendo, hanno oscurato il carattere sacrificale e propiziatorio della Messa, favorendo una concezione democratica del culto, avvicinando l’espressione liturgica cattolica alle concezioni protestanti e contribuendo in tal modo in modo significativo alla perdita del senso del sacro, alla corruzione dello spirito cristiano, al declino delle vocazioni e al generale indebolimento della fede.
Le riforme introdotte dal Concilio Vaticano II riguardo al modo di celebrare la Messa non indeboliscono la fede né ne alterano la natura. Gesù Cristo non celebrava l’Eucaristia in latino, ma in aramaico. I Vangeli ci trasmettono in greco come veniva celebrata la Messa ai tempi apostolici. Ho celebrato le mie prime Messe in latino e mi piace, ma celebriamo per le persone che non conoscono questa lingua. Il latino fu imposto a tutta la Chiesa dopo il Concilio di Trento (1545-1563) per determinate ragioni storiche, ormai superate. Attualmente, in alcuni casi molto specifici, il vescovo può concedere l’autorizzazione a celebrare la Messa in latino. Ciò che conta di più non è tanto la lingua, quanto la partecipazione consapevole e piena dei fedeli.
AZIONI
Ribadisco quanto già suggerito: familiarizzate con la parrocchia in cui vivete e frequentatela regolarmente. Se non conoscete personalmente qualcuno che si dichiara sacerdote, chiedetegli di mostrarvi un’autorizzazione scritta del vostro parroco o del vescovo. Non accettate servizi religiosi da chiunque, perché potrebbero ingannarvi e truffarvi.
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