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Mar Dorrio

Voci

04 Novembre, 2025

3 min

“Non a casa mia”

Difendere la convivenza con coerenza e prudenza

“Non a casa mia”

Quando vivi circondato da vicini molto diversi da te, scopri che la convivenza non avviene da sola. Non basta desiderare la pace: bisogna coltivarla. Richiede impegno, affetto, capacità di ignorare le cose e compromessi.

È proprio questo che ha sempre preoccupato l’Università di Navarra, “l’Università dell’Opus Dei”, come alcuni la chiamano, situata in un punto strategico della Spagna, in una città meravigliosa come Pamplona, ​​e molto vicina alle ferite che tanto hanno causato dolore a questo Paese e che ne hanno messo a dura prova la democrazia: i conflitti con l’ambiente nazionalista basco.

Pertanto, quando Vito Quiles chiese il permesso di tenere una conferenza all’università, credo che l’istituzione agisse con la stessa preoccupazione: mantenere cordialità, dialogo e apertura con coloro che non condividono la sua ideologia. Ci pensarono e dissero di no. Non per paura, ma per coerenza. Perché l’Università di Navarra vuole continuare a incarnare ciò che disse San Josemaría: “Dobbiamo camminare mano nella mano con coloro che non la pensano come noi”.

E grazie a questo atteggiamento, molte persone di Pamplona, ​​senza necessariamente condividere quell’ideologia, sono arrivate a sentirsi parte dell’università.

È legittimo, quindi, che coloro che hanno dedicato anni e sforzi alla costruzione di quel clima cordiale difendano quanto è stato raggiunto e dicano di no a chi potrebbe fomentare ciò che è stato così difficile consolidare.

Tuttavia, non possiamo equiparare realtà diverse. Sarebbe ingiusto paragonare Vito Quiles alle bande di individui mascherati che hanno saccheggiato l’Università di Navarra e parte di Pamplona giovedì scorso. Non è la stessa cosa uscire allo scoperto, difendendo ciò in cui si crede, che nascondersi per bruciare container o attaccare, come hanno fatto con un giornalista e uno studente dell’Università di Navarra.

No. Non sono tutti uguali.

E qui emerge una parola che viene usata con troppa superficialità: fascista. Per definizione, si applica a chiunque difenda o pratichi forme di potere autoritarie, intolleranti o repressive. Ma chi ha agito con intolleranza e violenza in questi giorni?

Nel frattempo, su un ponte che porta al campus, qualcuno ha appeso uno striscione con la scritta: “Studiamo”.

Ogni casa, ogni istituzione ha il diritto di decidere come risolvere i propri conflitti. Come madre, quando uno dei miei figli alza la voce o insulta un fratello o una sorella, gli dico: “Non a casa mia”. A casa mia non si usa la violenza. Gli insulti non sono ammessi. E ho il diritto di far rispettare questa regola.

È proprio questo che l’Università di Navarra ha cercato di fare: scegliere i metodi con cui risolvere le cose al suo interno. Per molti anni ha applicato la ricetta proposta da San Josemaría: preghiera, mortificazione e, solo in ultima istanza, azione.

L’università di Pamplona è cresciuta grazie a tante persone che hanno pregato, fatto sacrifici e agito con prudenza per cercare la riconciliazione. Ciò che è accaduto in questi ultimi giorni, quasi completamente ignorato dai media, è frutto dell’estremismo, di chi vuole condurci dove non vogliamo andare.

Ho sentito questa frase da Emilio Aragón in un’intervista e l’ho sottolineata: “Vogliono portarci dove non vogliamo andare”. Penso che descriva perfettamente questo periodo di tensione, di politici e voci che cercano di infuriare, dividere e creare conflitti.

L’Università di Navarra è stata condotta in una direzione che non voleva prendere. Spero che impariamo a guardare di più hai media, a coloro che sanno trovare un terreno comune e offrire una mano, e non agli estremismi.

Con un’unica ricetta infallibile: preghiera, mortificazione… e, solo alla fine, azione.

 

Mar Dorrio

Ser madre de 12 hijos hace que tenga experiencia en psicología, enfermería, restauración, decoración, organización de eventos, coaching de superación... Y todo regado con la capacidad de trabajo que te da estar disponible las 24 horas del día durante 25 años. Con la ilusión de compartir tantas vivencias, creé la cuenta @whynottwelve, actualmente con más de 11.000 seguidores, y la actividad sin ánimo de lucro "Café de los Viernes", que consiste en la organización de cafés simultáneos en casas particulares de diversas ciudades del mundo, en los que se ofrece, a través de internet, un testimonio que pretende ayudar a los participantes a acercarse a Dios y a mejorar sus vidas.