18 Aprile, 2026

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Montserrat: Un Millenario di Fede, Cultura e Tradizione Benedettina

La Mostra a Roma: Un Viaggio tra Storia e Spiritualità

Montserrat: Un Millenario di Fede, Cultura e Tradizione Benedettina
Da sinistra: consellera de cultura della Generalitat Hernandez, il delegato in Italia Bellizzi, padre Juliol, il presidente della Generalitat Illa e il padre abate Gasch

Il Palazzo della Cancelleria, nel cuore di Roma, ospita, fino al 14 ottobre (orario 10-13 e 15-19 tutti i giorni, ingresso libero) un’interessante mostra dedicata al millenario dell’abbazia di Montserrat, il monastero benedettino in cui si venera la Madonna patrona della Catalogna, familiarmente chiamata «la Moreneta» per il colore nero della statua lignea romanica del XII secolo, e che sorge in un contesto naturalistico di bellezza unica.

Come spiega padre Bernat Juliol, commissario del Millenario ed «economo» del monastero, «a Montserrat c’è sempre stata una comunità monastica, dalla sua fondazione, avvenuta nel 1025 grazie all’abate Oliba, nel luogo dove già esisteva un antico eremo, fino ad oggi. Sono mille anni di presenza ininterrotta: esistono monasteri più antichi ma che hanno avuto periodi di discontinuità nella presenza dei monaci». Un’altra peculiarità di Montserrat è la compresenza di un monastero e di un santuario mariano, circostanza non molto frequente (un altro esempio è l’abbazia di Einsiedeln, che è anche il principale santuario mariano della Svizzera).

La sala per la visione 3D

La mostra, inaugurata ufficialmente il 3 ottobre alla presenza del padre abate di Montserrat, Manel Gasch, e di Salvador Illa, presidente del governo della Catalogna, che ha contribuito alla realizzazione dell’esposizione attraverso la sua Delegazione a Roma e il Dipartimento di Affari religiosi, rientra tra le numerose iniziative organizzate per questo anniversario. È già stata esposta a Barcellona, a Parigi e presso il Parlamento europeo a Bruxelles. Pannelli e video interattivi spiegano la storia del monastero, con alcuni dei visitatori illustri, da S. Ignazio a Ghoete, da Fleming a Gaudí fino a San Giovanni Paolo II. Vengono illustrate anche la comunità e la vita benedettina, mentre nell’ultima sala è possibile vivere un’esperienza tridimensionale di visita dei luoghi del monastero solitamente inaccessibili, come la splendida biblioteca o il refettorio, fino a «volare» all’altezza della statua della Moreneta per ammirarla da vicino.

Tuttavia, come dice anche il titolo, «Montserrat – Una contribuzione benedettina alla costruzione dell’Europa», l’esposizione vuole anche essere «un piccolo esempio di come la vita benedettina ha lavorato per una società più solidale e vicina alla vita evangelica» afferma ancora padre Juliol. «Non celebriamo la fine del primo millennio ma l’inizio del secondo. Non si tratta di vivere nel passato ma con lo sguardo rivolto al futuro». Non a caso, il video introduttivo mostra un dialogo tra l’attuale abate, S. Benedetto (mentre a Barcellona l’ologramma era quello dell’abate Oliba) e un ipotetico abate dei prossimi mille anni. Un dialogo che spiega i fondamenti dell’ordine benedettino, il suo impegno e le sfide future, sempre nel solco della regola scritta dal patrono d’Europa.

Padre Juliol

Montserrat è anche la culla del coro di voci bianche più antico d’Europa, l’Escolania, e celebre in tutto il mondo. Composto da una quarantina di ragazzi a partire dai 9 anni, nel corso dei secoli dalle sue file sono usciti musicisti e compositori di fama internazionale. Il coro ha dato un piccolo saggio della sua bravura durante l’inaugurazione della mostra e sempre il 3 ottobre l’Escolania si è esibita in un applauditissimo concerto nella basilica di S. Anselmo all’Aventino.

Una rappresentanza dell’abbazia ha anche partecipato all’udienza generale con Papa Leone XIV al quale l’abate Gasch ha donato una medaglia celebrativa del millenario.

Andrea Acali