Memento Mori
Ricorda che morirai e vivrai con uno scopo
Qualche giorno fa, i cattolici hanno celebrato il Giorno dei Morti, una tradizione profondamente radicata in diversi paesi latinoamericani. Riguardo a questa data, una verità assoluta, innegabile, è che ognuno di noi ha una data di scadenza e la morte può “sorprenderci” quando meno ce lo aspettiamo.
A questo proposito, durante il culmine della pandemia (luglio 2020), durante un seminario tenuto da Rafael Zavala al PAD dell’Università di Piura, ho sentito per la prima volta una frase di origine latina: “Memento Mori”. Tradotta in italiano, significa “Ricordati che morirai”. La morte è un argomento di cui nessuno vuole parlare o pensare. Questo perché è una verità che ci mette a disagio, ci interroga e ci sfida.
Da quel giorno in poi, cerco di tenere a mente questa frase. Non per averne paura od ossessionarmi, ma per assolvere al meglio delle mie capacità le mie responsabilità in tutti i miei ruoli (personali, familiari, lavorativi, ecc.). Tuttavia, la frenesia della vita spesso mi fa perdere la concentrazione. Mi riferisco specificamente allo svolgimento corretto delle mie responsabilità.
In seguito a questa riflessione, condivido con voi una domanda, la stessa che mi pongo e che pongo anche a ciascuno di voi: come trascorrereste il vostro tempo se sapeste esattamente che la vostra data di scadenza è molto vicina?
Nel mio caso, farei quanto segue:
- Riconciliarsi con Dio.
- Per dire a mia moglie quanto la amo e la ammiro come persona e come professionista.
- Bacia le mie tre figlie: Mariana, Fátima e Belén. E poi abbracciale con tutto il cuore. Ringrazio mia madre per tutto quello che ha fatto e continua a fare per me oggi, a 86 anni.
- Voglio ringraziare i miei fratelli (Jorge e Ivan) per il loro amore, i loro consigli e la loro silenziosa compagnia.
- Voglio ringraziare i miei amici vicini e lontani, della scuola, del quartiere, degli studi universitari, degli studi post-laurea e della vita, perché tutti loro, senza eccezione, mi hanno sempre insegnato qualcosa di buono (pazienza, gioia, cameratismo, ascolto e consigli).
- E a tutti i gruppi menzionati, senza eccezioni, chiedo umilmente e sinceramente scusa se ho mai fatto loro un torto, intenzionalmente o meno.
Sulla base di quanto descritto nelle righe precedenti, vorrei sottolineare due cose che dovremmo fare tutti, senza fallo, sempre, e senza aspettare gli ultimi giorni.
- Svolgiamo sempre bene i nostri doveri. Dalle cose più semplici, come rifare il letto correttamente, a qualsiasi altra attività quotidiana che svolgi regolarmente in qualsiasi aspetto della tua vita.
- Svolgiamo i nostri doveri con umiltà. Nella nostra vita personale, familiare e professionale, senza alcuna presunzione e soprattutto senza pensare di essere il massimo.
Per concludere questo articolo, vorrei condividere due frasi che ritengo siano correlate a questo argomento.
- “Sii, sii sempre un buon giocatore.” + Sig. Oscar Quiñones, professore di scacchi alla PUCP.
- “La vita, anche se può sembrare così, non è breve; è l’individuo che la rende tale.” Seneca, filosofo romano.
Abbiamo ancora tempo per fare tutto il bene possibile attraverso i nostri doveri quotidiani. E continuare così a contribuire con il nostro granello di sabbia a una società migliore. Non dimenticate, mantenete alto il morale, remate controcorrente e andate verso il mare aperto!
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