Mali, liberato sacerdote rapito a giugno dai jihadisti
Don Leon Douyon era stato catturato insieme a 4 fedeli, rilasciati quasi subito
È rimasto nelle mani dei jihadisti islamici per quasi un mese. La fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) conferma ora la liberazione di Don Leon Douyon, il sacerdote cattolico di Ségué, nella regione di Mopti in Mali. Il prete è stato liberato nel pomeriggio di martedì 13 luglio. In un messaggio ricevuto da ACS, mons. Jean-Baptiste Tiama, vescovo di Mopti, ha espresso la sua gioia per la notizia: «Il nostro fratello Léon Douyon era separato, lontano da noi. Oggi pomeriggio è tornato fra noi e ne siamo molto contenti».
Il rapimento
I fondamentalisti avevano rapito don Leon il 21 giugno insieme a quattro fedeli sulla strada che da Ségué porta a San, mentre si recavano a un funerale. Quattro degli ostaggi sono stati rilasciati dopo poche ore, ma i jihadisti avevano trattenuto il sacerdote.
La gioia del vescovo
Mons. Tiama ha ringraziato «tutti i conoscenti e gli sconosciuti che hanno contribuito alla sua liberazione». Padre Léon è stato rilasciato nei pressi di Bandiagara, dove attualmente riposa prima di tornare a Mopti, ha riferito il vescovo. Il presule ha anche chiesto a ciascun sacerdote della diocesi di celebrare una Messa di ringraziamento per il ritorno del confratello. Quando hanno appreso la notizia, i fedeli di Ségu si sono subito radunati per rallegrarsi della sua liberazione.
Dal 2012 gruppi jihadisti legati ad al-Qaeda e al sedicente Stato Islamico effettuano rapimenti per ottenere fondi o esercitare pressioni politiche. Questi gruppi includono Jamaat Nusrat al-Islam wal Muslimeen (JNIM) e l’Islamic State of the Greater Sahara (ISGS).
Conflitti etnici e religiosi
Oltre a un aumento dell’attività dei jihadisti, con una chiara componente religiosa finalizzata a imporre la sharia e a diffondere l’estremismo islamico tra la popolazione, nella regione di Mopti si registrano gravi conflitti tra etnie e comunità. Tali conflitti, in gran parte incentrati sulla proprietà della terra e delle risorse, si instaurano tra i Fulani, principalmente musulmani, i Dogon, che praticano prevalentemente religioni etniche, e alcuni cristiani.
Secondo i dati del Rapporto di ACS sulla Libertà Religiosa, in Mali predomina il ramo sunnita dell’Islam. Circa il 13% della popolazione appartiene ad altre religioni. I cristiani sono poco più del 2%, di cui due terzi cattolici e il resto protestanti. Nel Mali sono diffuse anche le religioni tradizionali africane (quasi il 9% della popolazione). Alcuni musulmani e cristiani incorporano anche le tradizioni africane nelle loro osservanze rituali.
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