“La bellezza ci aiuta ad alzare lo sguardo al cielo”
Leone XIV partecipa a un concerto tributo al Palazzo Apostolico e afferma che l'arte è l'unico modo per “alzare lo sguardo al cielo” in un mondo ferito
Esistono luoghi dove il frastuono del mondo sembra fermarsi, anche solo per poche ore. Il cortile del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo è diventato uno di questi ieri sera. Durante il suo soggiorno estivo, Papa Leone XIV ha assistito a un concerto sinfonico organizzato in suo onore dalla Diocesi di Albano, serata che il Pontefice ha colto per lanciare un messaggio profondo sul ruolo dell’arte nei tempi bui: « Viviamo in un mondo in cui manca la bellezza ».
Con un programma di grande intensità tecnica ed emotiva, i 55 musicisti dell’orchestra *I Musici di Parma*, sotto la direzione del maestro Pier Carlo Orizio, hanno riempito il cortile del palazzo. La serata si è aperta con la brillantezza de *La Polonaise*, dal Concerto per violino n. 3 in mi maggiore di Niccolò Paganini, eseguita dal virtuoso Marco Rogliano. Il momento culminante dell’esecuzione è stato segnato dalla pianista Rossana Tomassi Golkar al pianoforte a coda Bechstein (proveniente dalla rinomata collezione Fabbrini), che ha interpretato *Norma: Fantasia libre y variaciones para piano y orquesta*, una reinterpretazione della leggendaria opera di Vincenzo Bellini a cura del compositore argentino premio Oscar Luis Bacalov, accompagnata da proiezioni visive ispirate all’opera.
Uno sguardo oltre i conflitti
Al di là dello spettacolo musicale, la vera risonanza della serata è giunta con le parole di Leone XIV al termine del recital. Il Papa, che ha ricordato con affetto il suo recente viaggio apostolico in Spagna, ha collegato il significato di quel viaggio allo scopo della musica: invitare le persone ad alzare lo sguardo.
In un discorso improvvisato ma incisivo, il Santo Padre ha sottolineato che la bellezza, l’arte e la musica sono strumenti indispensabili affinché gli esseri umani scoprano che, anche su un pianeta segnato da guerre, tensioni internazionali e violenza quotidiana, ” c’è qualcosa di più di tutto questo “. La bellezza, ha insistito, aiuta ad elevare lo spirito verso il trascendente.
L’evento, promosso dalla diocesi suburbica di Albano come esplicito gesto di affetto e comunione con il Papa durante le sue vacanze, è stato descritto dal vescovo, monsignor Vincenzo Viva, come “un momento di vera bellezza e un dono condiviso”. In una società segnata da innumerevoli divisioni economiche e sociali, la serata a Castel Gandolfo ha dimostrato che la musica non è mero intrattenimento, ma un balsamo necessario per ricordarci ciò che ci rende umani.
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