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18 Novembre, 2025

3 min

“L’altra parte”

Da New York a Valencia: arriva la "festa della lettura", la festa in cui nessuno parla (finché non si chiude il libro)

“L’altra parte”

Gli Stati Uniti rimangono, nel bene e nel male, il punto di riferimento culturale della vecchia Europa: ciò che ha preso piede a New York due anni fa è ora arrivato a Roma, Londra e Valencia. È il “reading party”, un’iniziativa americana importata da un hotel in posizione centrale, che ha iniziato a prendere piede nel centro storico di Valencia. È particolarmente rivolto a chi cerca un club del libro nella grande città, uno spazio rilassato dove coltivare la passione per la lettura e dove i partecipanti possono discutere di libri e autori.

Sui tavoli di una sala attentamente allestita, romanzi, saggi e raccolte di poesie si mescolano a una varietà di bevande: sono le vestigia della duplice ricerca di questi incontri urbani, quella della convivenza intellettuale offerta dall’atto della lettura e quella della convivenza sociale ad essa correlata come forma complementare di socializzazione della propria individualità.

Poiché la lettura richiede sempre la partecipazione del lettore, è di per sé una forma di interazione. Leggere significa interpretare la creazione dell’autore attraverso il dialogo, impegnandosi in una conversazione silenziosa tra i due. Mentre lo scrittore dà forma a una parte di ciò che la sua mente contiene, il lettore si sente pienamente coinvolto quando comprende ciò che lo scrittore intendeva esprimere. Questo dialogo è una forma di ricreazione: sia del materiale letto che dell’anima del lettore. Ciò che una persona legge non solo viene ricreato personalmente da lei, ma attraverso la lettura, il lettore crea il proprio spirito e quindi espande la propria vita.

Grazie a questo dialogo, ogni lettore sperimenta una sorta di esperienza condivisa con l’autore, per quanto tenue e distante possa essere, simile a quella offerta dalla prosa impersonale della maggior parte dei libri scientifici. Al contrario, tuttavia, ci sono letture immediatamente e formalmente conviviali, il cui oggetto stesso è il coinvolgimento personale con l’impronta di un individuo specifico e concreto. In questi casi, la lettura non è semplicemente un atto ricettivo, ma un dialogo che nasce dall’intimo del lettore. E, in questo senso, tale rapporto è simile all’amicizia.

Lo scrittore che si legge è come un caro amico: si incontrano e si lasciano, si incontrano di nuovo e riprendono la loro compagnia e comunicazione. Proprio come l’amicizia, anche la lettura è una compagna per l’umanità. A rigore di termini, il lettore non è mai solo. La sua situazione può essere descritta come uno stato intermedio tra l’essere soli e l’essere accompagnati: è una compagnia di due – autore e lettore – in solitudine.

Per tutte queste ragioni, il libro è uno strumento privilegiato per realizzare il compito formativo della nostra individualità personale: attraverso di esso, possiamo entrare in dialogo con la memoria dell’umanità, vivendo al contempo accanto ai nostri simili. Dall’invenzione della stampa, il libro è diventato uno strumento favoloso di umanizzazione: offre i frutti della conoscenza e dell’esperienza, evoca e rinnova emozioni e pensieri. La sua magia incarna la funzione più nobile che un oggetto possa raggiungere: la sua trasformazione in vita e carne umana.

Tuttavia, il libro è sostituibile nel suo senso letterale: basti pensare ai milioni di nostri antenati che non ne conoscevano l’esistenza o che non ne hanno mai letto una sola pagina. Non dobbiamo dimenticare che il libro non è un fine in sé, ma semplicemente un mezzo – fortunato – nello svolgimento dell’avventura umana in questo mondo. Inoltre, anche il libro in generale non è un dispositivo univoco: al suo interno risiedono saggezza, conforto e connessione, ma anche follia, impotenza e rifiuto.

Ecco perché un libro non basta per la vita: solo alla vita stessa, e al potere trascendente che la ispira e la sostiene, dobbiamo inevitabilmente rivolgerci per ritrovare noi stessi, possederci e realizzare il nostro destino di esseri umani. Sebbene il libro in sé sia ​​già una celebrazione, i suoi amanti possono anche aspettarsi la “festa della lettura”. È l’altro tipo di celebrazione che è da tempo comune tra coloro che amano l’interazione sociale in un club del libro!

Pedro Paricio

Fonte:  dametresminutos

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