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Marta Luquero

Voci

23 Settembre, 2025

5 min

La soffitta di mia nonna

Ricordi, eredità e il valore di organizzare il cuore

La soffitta di mia nonna

Alla fine delle vacanze, sono andato a casa di mia nonna. Non c’è più da qualche anno ormai; è andata in paradiso. E noi, quelli di noi che siamo rimasti, ci stiamo lentamente rendendo conto che non tornerà.

La loro casa è apparentemente ancora, in gran parte, intatta. Gli stessi mobili, armadi, letti, quadri e stoviglie… e di tanto in tanto trascorriamo lì qualche giorno insieme come famiglia.

Molte volte, nel silenzio della casa, è come se lei stesse per apparire in fondo al corridoio con il suo sorriso e quel passo caratteristico di una donna che si è fatta da sola, che ha preso la vita con entusiasmo e, con grande forza e determinazione, ha lottato per la sua famiglia.

Mia nonna ha una soffitta. Un posto che amavo visitare da piccola, e la fantasia era uno strumento fondamentale per il gioco dei bambini. Lì si poteva trovare di tutto, e per una bambina era come un parco a tema dedicato alla creazione di storie e racconti.

C’erano molti ricordi conservati in quello spazio. Ricordi di una famiglia, di tante persone che non erano più con noi. Di un’epoca passata. Di una tradizione.

In quest’ultimo viaggio, sono tornato in soffitta. Non è grande come pensavo. Non contiene più tutte le cose di una volta, ma emana ancora quel profumo familiare che ti avvolge quando entri. Una fragranza che rende inevitabile prendersi qualche minuto di silenzio per entrare nello spazio con grande rispetto. Direi, quasi al punto di togliersi le scarpe.

È come se ci fosse un cartello che ti dice: Attenzione, silenzio, stai entrando in un luogo della memoria.

Ci ho pensato. Al ricordare e a quanto sia importante. Ho pensato ai ricordi conservati. A mia nonna e alla sua vita, e a tutto l’amore che ci ha dato, che è esattamente ciò che ci ha lasciato. Una vita dedicata al servizio della sua famiglia e al coraggio di non arrendersi mai. Ho pensato all’eredità di amore e fede che mi ha lasciato, e un immenso senso di gratitudine mi ha riempito il cuore. Un’eredità che non ha nulla a che fare con tutti gli oggetti e le cose che ha lasciato nella sua soffitta.

Un amore donato nella vita che mi è rimasto impresso ed è capace di emozionarmi ogni volta che la ricordo.

E ho pensato alla mia eredità. A cosa voglio lasciare ai miei figli e, spero, ai miei nipoti. Ai miei nipoti, a mia sorella e a quegli amici che hanno quel titolo, anche se non condividiamo lo stesso sangue.

La risposta è così chiara e così semplice… un’impronta come quella di mia nonna, il cui cuore aveva poco a che fare con il disordine di una soffitta o con la polvere che tende ad accumularsi lì.

E lì, credo, sta la chiave: nell’organizzare il cuore per lasciare lo spazio necessario a ciò che è essenziale. L’ordo amoris di Sant’Agostino.

Forse siamo troppo preoccupati per l’ordine in casa. Vogliamo che tutto sia in ordine, ben decorato e ben fatto. Ma che dire dei nostri cuori? Sono in ordine?

Perché a volte può sembrare una soffitta dove le cose sono conservate senza ordine o intenzione. Un ammasso di desideri, affetti e voglie che è bene organizzare e riordinare.

Conoscere te stesso e comprendere veramente i desideri che guidano le tue azioni è fondamentale per vivere la vita con coerenza. Affinché parli di te e non di qualcun altro. Affinché ci sia spazio per ciò che è importante. Perché dove si trova il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore.

È un dato di fatto che la nostra vita frenetica e immediata non ci aiuta a fare pulizia in profondità, ed è per questo che, nel mezzo del rumore della nostra routine, è facile cadere nell’automatismo e nel disordine.

Trovare quello spazio per fermarsi e guardare il proprio io più profondo è essenziale per capire dove si trova veramente e di cosa è pieno. Per spolverare e rimuovere la polvere. Per dare priorità e mettere ciò che è importante al suo posto. Per dedicare tempo, quella merce rara e preziosa, a ciò che è essenziale, che ha molto a che fare con le persone e poco con le cose materiali.

In breve, per contemplare il tuo cuore e assicurarti che non sia una soffitta.

Perché l’eredità che rimarrà nei nostri cari avrà poco a che fare con i beni materiali. Proprio come l’unica cosa che metteremo in valigia quando intraprenderemo il viaggio più importante della nostra vita sarà l’amore che abbiamo donato. Quell’amore che prende vita. Incarnato in piccoli e grandi gesti. Nell’ordinario, nelle piccole cose. In ciò che nessuno vede e quando nessuno ti vede.

Ieri sono andato al cinema a vedere il film “Solo Javier”, che consiglio vivamente. Racconta la storia di una persona reale, in carne e ossa, che ha scoperto che il suo cuore era fatto per qualcosa di più grande della ricchezza materiale. Ha testimoniato con la sua vita come la felicità a cui tutti aneliamo non abbia nulla a che fare con il suo possesso.

Seduta sul divano di casa, guardo il Sacro Cuore che ho trovato tempo fa in una valigia nella soffitta di mia nonna e gli chiedo di aiutarmi a prendermi cura e a organizzare il mio cuore. A liberarmi di ciò che mi appesantisce. A svuotarmi dell’orgoglio e del rispetto umano che occupano così tanto spazio. Ad abbracciare la mia vulnerabilità senza paura e ad amare profondamente.

E se me lo chiedete, vi confesso che mi piacerebbe avere una soffitta bella e piena di storia come quella di mia nonna.

Marta Luquero

@sencillamentemarta Nacida en Madrid, soy madre de dos hijos. Licenciada en Derecho por la Universidad Complutense de Madrid, actualmente estoy cursando un máster en Humanidades. Apasionada de las personas y de una buena conversación, hace años mi vida dio un giro de 180 grados cuando comprendí e hice experiencia de la necesidad vital de acompañar y ser acompañada. Trabajo en el mundo académico, en una universidad católica acompañando a jóvenes en su camino universitario donde cada día hago mía la necesidad del arte de recomenzar, y donde he reconectado con lo que significa ser universitario y el valor que tienen las grandes preguntas. Cada día pongo intención en mirar la realidad con atención para no solo ver y soy firme defensora de las pequeñas cosas hechas con amor.